AUREUM Il felice percorso di un giovane artista.

AUREUM  Il felice percorso di un giovane artista.

Pietrasanta, luogo da sempre deputato all’arte, ricco di gallerie aperte in ogni stagione dell’anno, richiama collezionisti non solo dalle vicine Lucca e Forte dei Marmi, ma da tutt’Europa. Nella centralissima via Garibaldi a pochi passi dal Duomo, la galleria Social Fienil Arte, con le suggestive atmosfere create dalla interior designer Emanuela Marchesini, ha ospitato l’inaugurazione

Pietrasanta, luogo da sempre deputato all’arte, ricco di gallerie aperte in ogni stagione dell’anno, richiama collezionisti non solo dalle vicine Lucca e Forte dei Marmi, ma da tutt’Europa. Nella centralissima via Garibaldi a pochi passi dal Duomo, la galleria Social Fienil Arte, con le suggestive atmosfere create dalla interior designer Emanuela Marchesini, ha ospitato l’inaugurazione della preziosa mostra di Paolo Dovichi, dal titolo “ AUREUM”.
Una mostra davvero speciale che si protrarrà fino a giugno. Negli spazi della galleria, resi più intimi dal colore scuro di pareti, pavimento e soffitto, la patina d’oro delle opere in esposizione sapientemente illuminate, riverbera intorno come in un caldo, raffinato abbraccio che comunica energia.
E non è un caso. Il giovane artista che, già ai tempi del Liceo Artistico frequentato da ragazzo, preferiva la matericità della spatola al tocco del pennello, ha realizzato le sue prime opere come percorso terapeutico, seguendo i consigli della sua illuminata psicologa che nell’esprimere tratti dorati riconosce l’estrinsecarsi di positive potenzialità energizzanti, quasi a proseguire la via indicata da Goethe prima e da Steiner poi, con le loro teorie dei colori. Il percorso terapeutico non solo si è rivelato vincente, ma ha scatenato la vena artistica che repressa nel quotidiano e incanalata in un pur amato lavoro nel campo dell’editoria, aveva finito per creare un “mal de vivre”, pericoloso per le sue nefaste conseguenze.Paolo Dovichi firma un catalogo
Nella scelta dei suoi soggetti, il giovane artista ha trovato da subito rifugio nella salvifica natura, ritraendo boschi di betulle i cui tronchi, messi in risalto da spatolate di stucco più chiaro e più scuro, appaiono trasfigurati dalla sovrapposizione di una patina di “foglia d’oro”, che trasforma la realtà “santificandola” come l’aurea di matrice orientale o l’aureola religiosa che circonda il capo dei prescelti da Dio. In questo caso, il fondo oro che pur appartiene al DNA degli amanti dell’antica arte toscana, si compenetra nella profondità del bosco e percepito come calda “luccicanza” dei raggi del sole al tramonto, comunica un’immediata, fisica sensazione di forza e di energia, al di là di ogni interpretazione concettuale.SEI INSETTI 2017 tecnica mista

Da questo messaggio di matrice impressionista che culmina nell’opera “Purgatorio”, paesaggio che ritrae una delle colline alle spalle del suo studiolo nel villaggio di Metato, eletto a luogo creativo e di purificazione, giunge alla sua espressione di massima matericità nelle opere “Graffiato”, “Spatolato senza Titolo”, oppure “Rigato” o ancora nel più recente “Orizzonte”.
Ecco che su queste superfici informali rese calde dall’oro si posano insetti. “Sei” insetti nell’opera di 100×100 cm. e quattro api in “Aureum”, l’opera di 80×140 cm. che, scelta come copertina al poetico catalogo a cura di Isabella Piaceri,  dà  il titolo alla mostra.
L’idea di Paolo Dovichi è di nobilitare ciò che può solitamente infastidire, se non fare paura o addirittura ribrezzo, valorizzandone la simmetria di forme e la geometria perfetta. La sua appare quasi una missione purificatrice volta a dare spazio a un microcosmo e a una quotidianità misconosciuti, se non aborriti dai più. I singoli insetti, oro su oro, divengono poi protagonisti assoluti in settantadue opere 12×12 cm.,  una sorta di Wunderkammer del ventunesimo secolo. Incastonate in sottili e rigorose cornici nere, le piccole opere gioiello
sono poste a formare un’installazione resa suggestiva dalle loro “luccicanze” in contrapposizione dialettica di positivo e negativo. Trentasei sono infatti altorilievi e trentasei bassorilievi.

La serata per giornalisti e collezionisti si è conclusa nella splendida dimora del gallerista, il chirurgo ortopedico Augusto Palermo, arredata a Camaiore da Emanuela Marchesini. Non è un caso che la galleria dove si è svolto l’evento abbia preso il nome da “Fienile dell’Arte”, il titolo di uno storico servizio fotografico della casa pubblicato sulla rivista AD.

www.fienilarte.com

Testo e foto di Maria Luisa Bonivento.

 

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