A Losanna (Ch), nel cantone di Vaud,  sta sorgendo un nuovo “quartiere delle Arti”, di nome Plateforme 10,  un nuovo, unico e  grande polo culturale che riunisce  il Museo Cantonale delle Belle Arti, il Museo dell’Elysée e il Mudac, con l’aggiunta delle Fondazioni “Tom Pauli” e “Felix Vallotton”.

 

L’ubicazione è  molto centrale, proprio di fianco alla stazione ferroviaria, scelta strategicamente per offrire la massima fruibilità ai visitatori.
La prima porzione di Plateforme 10 è già stata inaugurata il 5 ottobre scorso con l’apertura del MCB-A (Musée Cantonal des Beaux-Arts), quanto al Musée de  l’Elysée e al Mudac, verranno ultimati entro il 2021.

Il nuovo Museo Cantonale si appresta a presentare opere e capolavori svizzeri e internazionali con una filosofia precisa: l’accoglienza di tutte le espressioni artistiche. A sua volta, il Museo dell’Elysée punterà sul mondo della fotografia in costante evoluzione.

Il Museo del design e delle arti applicate contemporanee (Mudac), per contro, proporrà un approccio originale e una sua visione eclettica sui molteplici, in uno spazio – appunto, la Plateforme 10 – che potrà contare anche su un moderno Centro di Documentazione e sulla presenza di numerosi ristoranti. 

  • La prima esposizione al MCB-A: “Atlas – Cartografia del dono” dal 5 ottobre 2019 al 16 febbraio 2020 

Ad accompagnare l’apertura del Museo Cantonale, c’è già una prima esposizione dal titolo “Atlas – Cartographie du don” (Atlante – Cartografia del dono) che occupa la quasi totalità dei 3200 metri quadrati dell’area disponibile e che punta a mettere in relazione tra loro lavori ed elaborazioni di diverse materie ed epoche, come l’“atlante musicale delle foreste e dei flussi”, la “cartografia del dolore”, “l’esplorazione del nero”. 

La nuova area museale ha aperto al pubblico lo scorso 5 ottobre presentando una vasta gamma di nuove donazioni e opere, entrate a fare parte delle collezioni museali, a fianco di quelle più datate, ovvero quelle del dottor Widmer tra il 1936 e il 1939.
Tra le novità di rilievo, le recenti donazioni Alice Pauli (opere di Soulages, Kiefer, Penone e Kapoor) e i dipinti di Zao Wuo-ki, ma anche i capolavori di notevole valore patrimoniale che portano le firme,
tra gli altri, di Rodin, Klee, Balthus, Giacometti,
Vallotton e Soutter
. Il pubblico che visita il museo viene invitato a interrogarsi davanti ad alcuni audaci accostamenti e a lasciarsi sorprendere dall’insolito e sorprendente dialogo tra le opere d’arte del passato e quelle più recenti. www.plateforme10.ch 

Progetto archittettonico
L’edificio che ospita il MCB-A è stato concepito dallo Studio di Architettura dell’italiano Fabrizio Barozzi e dello spagnolo Alberto Veiga. Il progetto per la costruzione che dovrà presto ospitare il Mudac e il Musée de l’Elysée è stato invece presentato dagli architetti portoghesi Manuel e Francisco Aires Mateus ed è stato approvato all’unanimità nell’ottobre 2015. 

PLATEFORME 10, Musée cantonal des Beaux-Arts, Place de la Gare 16, 1003 Lausanne. Dal 8 ottobre 2019. Orario di apertura : Lunedì: chiuso, Martedì–domenica: 10.00–18.00, Giovedì: 10.00–20.00. Ingresso libero. 

  • Esposizione « BACKDROP SWITZERLAND » Fino al 5 gennaio 2020, Morges 

Backdrop Switzerland Expo è un’esposizione di documenti fotografici iconici, manifesti ed estratti di film stranieri che utilizzano la Svizzera come sfondo e location, dal 1900 ad oggi. Per decenni, le società straniere di produzione hanno girato lungometraggi in Svizzera utilizzando il suo sorprendente paesaggio, spesso anche riprodotto in allestimenti e set. Generazioni di cinefili di tutto il mondo sono sempre stati affascinati dalle immagini di sportici intenti a bilanciarsi su un picco roccioso delle Alpi, dalle astute e improbabili rapine nelle banche della Federazione Elvetica, dalle gare di sci nelle più eleganti stazioni alpine amate dal jet-set o dalle coppie di innamorati in effusioni amorose davanti a un castello medievale su un romantico lago. Backdrop Switzerland Expo è un invito esplicito a scoprire, o a riscoprire, la Svizzera attraverso questa ricca collezione di immagini iconografiche estrapolate dai film stranieri, scatti che hanno contribuito a  definire l’identità e la percezione del territorio elvetico. 

Le esposizioni vengono proposte al Museo Alexis Forel e alla Fondazione Bolle di Morges, spazi museali aperti al pubblico da mercoledì a domenica (14.00-18.00). Ingresso: 9 euro. https://museeforel.ch/ e www.fondationbolle.ch –

  •  Mostra fotografica di Jan Groover « Laboratorio delle forme » Musée de l’Elysée, Lausanne, fino al 5 gennaio 2020 

L’esposizione propone per la prima volta una retrospettiva sull’opera di Jan Groover (1943-2012), fotografa americana presente con molte sue opere tra le collezioni del Museo dell’Elysée dal 2017. Attraverso una selezione d’archivio, la mostra evocherà non solamente il periodo newyorkese dell’artista ma anche quello francese, esperienza poco conosciuta della sua carriera. Il percorso espositivo presenta i risultati di un’importante ricerca portata avanti dall’equipe del Museo sui fondi e sulla loro conservazione (procedimenti e supporti fotografici, trattamenti per il restauro, etc.) e sulla documentazione storica (contestualizzazione delle opere e la loro ricezione da parte delle istituzioni e della critica). www.elysee.ch 

Musée de Elysée, 18, avenue de l’Elysée, 1006 Losanna. Da martedì a domenica (11.00-18.00). Ingresso libero. 

  • “Recto Verso”, l’Arte Grezza di Carlo Zinelli Collection de l’Art Brut, Losanna, fino al 2 febbraio 2020 

Questa esposizione monografica celebra l’artista italiano Carlo Zinelli (1916-1974), noto semplicemente come Carlo, una delle maggiori personalità dell’Art Brut. Jean Dubuffet aveva acquistato numerose sue opere a partire dal 1963 attraverso la mediazione di Vittorino Andreoli, psichiatra di Carlo e primo estimatore della sua vena artistica. Con 99 opere, la Collezione di Arte Grezza di Losanna è l’istituzione pubblica che possiede il maggiore numero di opere dell’artista italiano. Caratterizzato dalla ripetizione di certi motivi e dal cambiamento continuo di punti di vista, il linguaggio grafico di Carlo è particolarissimo e immediatamente riconoscibile. Già dall’inizio, le sue composizioni rivelavano la presenza di alcune iscrizioni, ma la scrittura ha cominciato ad occupare un posto centrale nelle sue composizioni tra il 1966 e il 1969. 

L’esposizione riunisce integralmente i lavori e le opere conservate presso la Collection de l’ART Brut e copre l’intero periodo artistico di Carlo, ovvero tra il 1957 e il 1972. Presenta entrambe le facciate delle sue numerose opere, peraltro della medesima qualità e intensità. A questo importante insieme, si aggiungono alcune sculture, documenti prestati dalla famiglia dell’autore italiano e registrazioni della sua voce. Le fotografie realizzate da John Philips permettono infine di visualizzare le condizioni ambientali nelle quali aveva preso forma la produzione artistica di Carlo Zinelli: in particolare, quella dell’ospedale psichiatrico San Giacomo alla Tomba, nosocomio che si trova a Verona e dove Carlo venne internato tra il 1947 e il 1969; e quella dell’atelier che frequentava, luogo avviato su iniziativa dello scultore scozzese Michael Noble. www.artbrut.ch 

Collection de l’Art Brut, 11, avenue des Bergières, 1004 Losanna. Da martedì a domenica (11.00-18.00). Ingresso : 9 euro. 

  • Lo “Schiaccianoci”, in versione Béjart Ballet Opera di Losanna, dal 13 al 15 febbraio 2020 

Tra i balletti del repertorio classico, è certamente quello che evoca meglio il Natale. Lo “Schiaccianoci”, capolavoro di Ciajkowskij fra i più rappresentati del mondo, torna all’Opera di Losanna nella rilettura atipica e innovativa di Maurice Béjart, a 19 anni dalla sua ultima rappresentazione. Una versione autobiografica ed  introspettiva della favola che, nella Notte di Natale, tra principi danzanti, fate, fiocchi di neve e personaggi esotici, ridà sorriso e allegria a un piccolo orfano (lo stesso Béjart), lanciandolo nel mondo della “Grande danza” del XX° secolo. www.bejart.ch 

Biglietteria: Opéra de Lausanne, av. du Théâtre 12, 1005 Lausanne, www.opera-lausanne.ch, da 14 a 110 euro. 

  • Mostra “Il Canada e l’Impressionismo” Fondation de l’Hermitage, Lausanne dal 24 gennaio al 24 maggio 2020 

Organizzata dal Museo delle Belle Arti del Canada, questa esposizione inedita celebra due generazioni di pittori rimasti per lo più sconosciuti al di fuori dei confini del loro Paese, con opere che testimoniano la creatività dell’arte canadese alla fine dell’Ottocento. Durante i loro soggiorni in Francia e i loro viaggi- studio in Europa, gli artisti canadesi erano stati colpiti  dalla rivoluzione impressionista di Monet, Renoir e Pissarro, e avevano poi cercato di rappresentare, con il loro talento, alcuni istanti della vita moderna. Al loro ritorno in Canada, la loro pittura aveva rivelato un evidente tocco impressionista nella riproduzione dei paesaggi e della luce, quella straordinaria del Nord. Nel corso di 5 decenni, il Canada e l’Impressionismo coinvolsero 35 artisti e 120 loro opere, poi acquisite da famose Collezioni canadesi e internazionali, pubbliche e private. Le opere di questa esposizione sono raggruppate in 7 sezioni che ripercorrono i percorsi degli artisti canadesi, dal loro approccio con l’Impressionismo alla loro reinterpretazione successiva. www.fondation- hermitage.ch 

Fondation de L’Hermitage, Route du Signal 2, 1018 Losanna. Da martedì a domenica (10-18), il giovedì fino alle 21. Ingresso: 17 euro. 

  • 38esimo Cully Jazz Festival, Lavaux dal 27 marzo al 4 aprile 2020 

Nel pittoresco borgo di Cully, tra Losanna e Vevey e nel cuore della regione vitivinicola di Lavaux (Patrimonio Unesco), l’inizio della primavera verrà salutato dal Jazz Festival arrivato alla sua 38esima edizione. In calendario, nei 9 giorni della rassegna, oltre 150 concerti e una ventina di eventi dedicati al Jazz e alle espressioni musicali a lui più vicine. Nel 2019, la 37esima edizione del Festival aveva attirato oltre 60mila persone tra le cantine e i café di Cully e nelle tre location del “Festival In” posizionato sulle rive del lago di Ginevra. 

La forza di questa manifestazione è proprio l’abbinamento tra i concerti a pagamento del “Festival In” e quelli free del “Festival Off”. Con le sue tre location – il Chapiteau, il NextStep e il Temple – il Festival In può sfoggiare un pedigree di tutto rispetto, se è vero che nelle varie edizioni si sono esibiti artisti del calibro di Bobby McFerrin, Wayne Shorter, Gilberto Gil, McCoy Tyner. Il Festival Off, che si sviluppa in una quindicina di ambientazioni effimere (cantine e café) sparse nel borgo, rappresenta invece un forte momento di sperimentazione musicale e un’autentica vetrina per il Jazz in Svizzera. 

Situato sulle rive del lago di Ginevra (o Lago di Lemano), Cully è un borgo fotogenico e pieno di charme. Ogni anno, in primavera, i suoi abitanti aprono al pubblico le loro cantine e i cortili, talvolta anche i loro appartamenti, per accogliere i musicisti e favorire la convivialità. Allo stesso modo, gli appassionati di musica di qualità e degli eleganti vini locali si ritrovano per trasformare il Festival in un imperdibile momento di energia e condivisione con gli abitanti.
www.cullyjazz.ch 

Cully Jazz Festival, dal 27 marzo al 4 aprile 2020.

Il programma IN verrà annunciato nel mese di dicembre 2019, mentre quello del Festival OFF verrà rivelato a febbraio 2020.