Architettura e salute sono oggi sempre più connesse. Il modo in cui vengono progettati gli spazi in cui viviamo, lavoriamo e ci curiamo influisce direttamente sul nostro benessere fisico, mentale ed emotivo. La scienza lo conferma: il design può diventare uno strumento concreto di prevenzione e supporto alla salute.
Architettura e Benessere: perché lo spazio influisce sulla nostra salute
In tutto il mondo, i medici iniziano a prescrivere il contatto con la natura come supporto per la gestione di stress, ansia e depressione. In alcuni Paesi vengono rimborsate perfino le visite a musei e gallerie d’arte, mentre in Svezia è emersa la possibilità di prescrivere viaggi per migliorare alcune condizioni di salute.
Ma non è solo ciò che facciamo a influenzare il nostro benessere: anche lo spazio che ci circonda gioca un ruolo chiave. Case, scuole, uffici e ambienti condivisi incidono profondamente sulla qualità della vita quotidiana e sulla salute nel lungo periodo.
Neuroscienze e Architettura: cosa dice la ricerca scientifica
Negli ultimi anni, numerosi studi di neuroscienze applicate all’architettura hanno analizzato come il cervello reagisca agli stimoli ambientali. Luce, rumore, qualità dell’aria, materiali e colori influenzano il sistema nervoso, l’umore, la concentrazione e i livelli di stress.
Natalia Olszewska, dottoressa e neuroscienziata, specialista in neuroarchitettura e co-founder di IMPRONTA, studio di ricerca e consulenza dedicato al design per la salute, studia da anni l’impatto dell’ambiente costruito sull’equilibrio psicofisico delle persone.
Secondo la dottoressa Olszewska, molte delle cosiddette malattie croniche “civili” sono influenzate da fattori ambientali: stress costante, scarsa qualità dell’aria, rumore continuo, alterazione dei ritmi circadiani e spazi che non favoriscono movimento, socialità o recupero mentale. Le stime internazionali indicano che circa un quinto del carico globale di malattia è riconducibile proprio all’ambiente costruito.
Luce naturale e ritmi circadiani: un elemento chiave per la salute
Tra i fattori ambientali più importanti, la luce naturale è uno dei principali regolatori dei ritmi biologici. Una progettazione che non tiene conto dell’esposizione corretta alla luce può aumentare il rischio di disturbi del sonno, problemi ormonali, difficoltà di concentrazione e alterazioni del sistema immunitario.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha evidenziato rischi per la salute associati al lavoro a turni notturni, collegati all’esposizione alla luce artificiale e alla riduzione della produzione di melatonina. Questo ormone, fondamentale per il ciclo sonno-veglia, svolge anche un ruolo protettivo nei confronti di diversi processi patologici.
Rumore e qualità dell’aria: minacce invisibili negli spazi urbani
Anche il rumore ambientale rappresenta una delle principali fonti di rischio per la salute. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, oltre un cittadino europeo su cinque è esposto a livelli cronici di rumore nocivo, soprattutto nelle aree urbane. L’esposizione prolungata è associata a malattie cardiovascolari, disturbi del sonno e aumento dello stress.
La qualità dell’aria negli ambienti interni è un altro fattore critico. Ogni giorno respiriamo migliaia di litri d’aria e le sostanze presenti negli spazi chiusi entrano direttamente nel nostro organismo. Le polveri sottili e i composti chimici possono influire sulla salute respiratoria, cardiovascolare e persino sulle funzioni cognitive. Secondo i dati europei, il particolato fine PM2,5 è responsabile di oltre 200.000 decessi prematuri ogni anno.
Progettazione salutare e design come prevenzione
La buona notizia è che tutto questo può essere affrontato attraverso la progettazione salutare. Un design che mette al centro il benessere delle persone può ridurre i fattori di rischio, migliorare la salute e contribuire a una maggiore longevità.
Il design non è solo estetica, ma può diventare uno strumento di prevenzione. Gli stimoli ambientali possono avere effetti terapeutici documentati: luce, suono e contatto con la natura sono già utilizzati in ambito clinico. La luminoterapia, ad esempio, è uno dei trattamenti più studiati per i disturbi dell’umore stagionali e agisce direttamente sull’orologio biologico.
Uno studio ha dimostrato che chi lavora in ambienti con accesso alla luce naturale dorme in media 46 minuti in più a notte, ha un umore migliore e una produttività più elevata rispetto a chi lavora in uffici senza finestre.
Finestre, ventilazione e comfort abitativo: il caso Oknoplast
Nel panorama del design orientato alla salute emergono esempi virtuosi. Oknoplast rappresenta un caso interessante: ha integrato nella propria cultura progettuale la qualità della luce, dell’aria e il comfort acustico, considerando la finestra un vero elemento di benessere.
Con oltre 2,3 milioni di finestre prodotte ogni anno in cinque stabilimenti tra Polonia e Spagna, Oknoplast ha sviluppato soluzioni come la linea Prolux, caratterizzata da profili ridotti e assenza di fermavetro, per massimizzare l’ingresso di luce naturale e favorire un effetto open view.
Accanto a questo, il sistema di microventilazione windAIR garantisce un corretto ricambio d’aria con una dispersione minima di calore, migliorando la qualità dell’aria interna in modo naturale e sostenibile.
Benessere abitativo e sostenibilità vanno di pari passo
Benessere e sostenibilità non sono temi separati, ma si rafforzano reciprocamente. Un edificio ben progettato, che sfrutta la luce naturale, favorisce la ventilazione e utilizza materiali sicuri, riduce i consumi energetici e migliora la qualità della vita.
Un’architettura attenta alla salute delle persone è anche un’architettura che fa bene al pianeta, dimostrando come il design possa diventare un alleato concreto della medicina preventiva e del benessere quotidiano.


