Aspettando Astana 2017 e Dubai 2020: creare trasversalità emozionale!

Aspettando Astana 2017 e Dubai 2020: creare trasversalità emozionale!

Oltre un mese fa si è abbassato il sipario su Expo 2015 ma ancora oggi è facile sentirne parlare come se ci fosse ancora o come se fosse possibile riproporre quei momenti snocciolati per 180 giorni tra anniversari nazionali, mostre, eventi, convegni e soprattutto odori, colori e sapori. Ciò che senz’altro rimarrà è il senso

Oltre un mese fa si è abbassato il sipario su Expo 2015 ma ancora oggi è facile sentirne parlare come se ci fosse ancora o come se fosse possibile riproporre quei momenti snocciolati per 180 giorni tra anniversari nazionali, mostre, eventi, convegni e soprattutto odori, colori e sapori.

Ciò che senz’altro rimarrà è il senso di “trasversalità” che questa manifestazione ha saputo creare: anziani e bambini, donne e uomini, ricchi e poveri emozionati trasversalmente da un filo conduttore: scoprire!

Per chi non ha voluto farsi catturare dalla febbre di questo Expo non resta che aspettare i prossimi, ed è proprio da questi che partiremo in questo ultimo viaggio:

Copia di Astana 2017l’Expo del 2017, il cui tema centrale saranno le energie rinnovabili, è previsto in Kazakistan, ex repubblica dell’Unione Sovietica al confine tra Europa e Asia. La capitale, Astana, si sta già preparando: vi parteciperanno 100 paesi (compresa l’Italia) e durerà tre mesi, dal 10 giugno al 10 settembre, il periodo climaticamente più accogliente. Sarà centrata sul tema “Future Energy”: il concetto di sostenibilità verrà sviluppato in relazione alla produzione responsabile ed efficiente di energia nell’immediato futuro, anche nei suoi rapporti con l’ambiente e con particolare riferimento alle energie rinnovabili.

Ci saranno mille eventi disseminati su 26 mila metri quadrati, al cui centro svetterà una gigantesca sfera trasparente (sarà la più grande al mondo), scelta per ospitare il padiglione del Kazakistan. Coerente con l’argomento delle fonti rinnovabili, tutto l’Expo kazako sarà autosufficiente dal punto di vista dell’energia, che sarà fornita da pannelli solari.

Il padiglione del Kazakistan è stato uno dei più apprezzati di Expo 2015 soprattutto per l’arte del sandpainting dove un’artista kazaka introduceva alla storia del Paese attraverso dei giochi di sabbia proiettati su un grande schermo, e per un emozionante viaggio tridimensionale, che simulava il volo dall’alto sul Kazakistan della natura (frutteti, campi, ambienti sottomarini, canyon) e quello delle città, della tecnologia e del futuro.

Infine, Expo Milano 2015 ha passato il testimone alla prossima Esposizione Universale che si svolgerà a Dubai nel 2020, dal 20 ottobre al 10 aprile 2021. Il tema “Unire le Menti, Creare il Futuro”: dal futuro dell’alimentazione si passerà a sostenibilità, opportunità e mobilità.

Norman Foster è stato il progettista di una delle strutture più famose e originali di Expo 2015: il padiglione degli Emirati Arabi Uniti, che con le sue curve sinuose ha ripreso fedelmente le magnifiche dune del deserto.

Futuro e passato intrecciato amabilmente. Molto coinvolgente ed emozionante è stata la proiezione del filmato “Family Tree”: storia di una bambina, Sara, e del suo viaggio nel tempo per rivivere l’ancestrale origine della sua famiglia che si concludeva con una partecipazione diretta del pubblico e con l’esposizione “La vita segreta di una palma di datteri”.

Per concludere un breve accenno a due padiglioni made in Italy che hanno avuto grande successo:

Il padiglione colombiano, di oltre 1.907 metri quadrati , che è stato realizzato dallo Studio Cardenas Conscious Design di Milano totalmente con legno d’abete (un materiale a basso impatto ambientale). Il visitatore è stato accompagnato da suoni, colori e aromi lungo le varie regioni climatiche per conoscere le risorse di un Paese che è il secondo al mondo per biodiversità; questo grazie a quattro spazi che rappresentavano le diverse altitudini, dal livello del mare fino ai ghiacciai.

Infine, ideato dallo studio di progettazione Simmetrico Network, il padiglione dell’Azerbaigian si è sviluppato su un’area di 887 metri quadrati con tre sfere di vetro incastonate in un edificio rettangolare realizzato in legno e pietra abbinati a vetro e metallo.

Qualche curiosità per concludere: molti padiglioni saranno smontati e ricostruiti ma il Principato di Monaco ha donato il suo padiglione all’Africa, dove verrà trasformato in sede della Croce Rossa mentre la compagnia cinese di costruzioni Vanke ha deciso di mettere all’asta le 4 mila “squame di drago” rosse che rivestivano l’edificio, disegnato dall’archistar Daniel Libeskind per rinnovare il tempio taoista dei 5 draghi nella provincia dello Shanxi, in Cina, uno degli ultimi quattro edifici esistenti della dinastia Thang.

Anche questa è “Energia per la Vita”.

Monica Basile

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