Perdere una persona cara rappresenta, senza alcun dubbio, una delle esperienze più dolorose e destabilizzanti che si possano vivere. Oltre alla mancanza fisica, il lutto porta infatti con sé smarrimento emotivo, spirituale e identitario, ma anche rabbia, confusione, depressione e tristezza.

In questa fase di dolore intenso, è naturale sentirsi impotenti e confusi e ognuno ha bisogno del proprio tempo per riuscire a uscirne fuori e rivedere la luce. Tuttavia, c’è una cosa che accomuna molte esperienze legate al lutto ed è il bisogno di dare un senso alla perdita, per riuscire a trasformare il dolore in un gesto positivo e, allo stesso tempo, rendersi protagonisti di un’azione che tiene viva la memoria del defunto. Da qui nascono le donazioni in memoria, contributi economici che si configurano come preziosi atti di beneficenza compiuti per ricordare una persona scomparsa e che hanno una doppia valenza: da un lato sono una emozionante forma di omaggio, dall’altro diventano un’azione concreta che può fare la differenza per chi è in difficoltà.

Come funzionano le donazioni in memoria

Le donazioni in memoria possono essere gesti individuali oppure azioni collettive, ad esempio per rispondere alla richiesta della famiglia “non fiori ma opere di bene” in occasione di un funerale o dell’anniversario di morte. La scelta della cifra da donare è libera e autonoma, mentre quella legata all’Ente beneficiario può avere motivazioni differenti. Può infatti legarsi all’interesse e ai valori personali del defunto, aiutare un Ente locale con cui la famiglia stessa ha un legame, supportare Associazioni e Organizzazioni che necessitano di risorse per proseguire le proprie attività oppure sostenere la stessa area in cui la persona è venuta a mancare (ad esempio la ricerca medica se il decesso è avvenuto per malattia). In ogni caso, la realtà a cui viene destinata la donazione in memoria deve essere riconosciuta e trasparente. Nel concreto, è possibile effettuare la donazione direttamente online o tramite modalità di pagamento più tradizionali (bonifico bancario o bollettino postale), specificando il nome della persona a cui è dedicata e i dati della famiglia, così che l’Ente possa inviare una comunicazione personalizzata per informarla del gesto fatto.

Agevolazioni fiscali sulle donazioni in memoria

In Italia, le donazioni in memoria a favore di Enti non profit possono godere di detrazioni o deduzioni fiscali al momento della dichiarazione dei redditi annuale. Le persone fisiche possono detrarre il 30% dell’importo donato (fino a 30.000 euro annui) o dedurre fino al 10% del reddito. Le Aziende possono invece optare esclusivamente per la deduzione, con un’opzione in più: qualora il reddito complessivo dichiarato risultasse ridotto da altre deduzioni e l’azienda non riuscisse a usufruire interamente della deduzione spettante, l’importo non utilizzato può essere riportato in deduzione negli anni, fino al quarto anno successivo a quello in cui è stata effettuata la donazione. Per privati e Imprese, vale una regola fondamentale: per ottenere il beneficio fiscale, il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, assegno), il destinatario deve essere un ente idoneo e devono essere conservati sia la ricevuta di donazione che l’attestazione dell’ente, da allegare obbligatoriamente alla dichiarazione dei redditi.

Donazioni in memoria regolari

Esiste un modo per rendere la donazione in memoria ancora più significativa e capace di onorare una persona cara scomparsa anche nel tempo: trasformarla in donazione regolare, con un contributo che diventa mensile, trimestrale o annuale. Questa pratica, che può essere interrotta o modificata in qualsiasi momento, consente di celebrare stabilmente la memoria del defunto, andando a sostenere un Ente o un progetto nel lungo termine e creando così un legame simbolo profondo e duraturo, oltre che garantendo alle realtà no profit di pianificare meglio le proprie attività.