Perdenti sul campo, ma campioni nella scelta dei cibi. Piccola rivincita della squadra italiana che, anche se eliminata non è stato certo per le cattive abitudini alimentari, anzi, la dieta dei calciatori italiani risulta essere la più studiata e amata nel mondo. Piatti leggeri, facilmente digeribili, a base di pollo, pasta al pomodoro, pesce, olio extra vergine d’oliva, parmigiano reggiano, tanta frutta e verdura: il mix perfetto di carboidrati e proteine, fibre e zuccheri, un’alimentazione varia, senza rinunciare al gusto, con effetti benefici su tutto l’organismo, in particolare cuore e arterie, ma anche sull’equilibrio psico-fisico e sull’umore.

La dieta italiana batte tutte le diete del mondo, seguita da quella francese e spagnola. Ultimi gli australiani. È quanto emerge da una ricerca della catena internazionale Boscolo Hotels, tra le più importanti dell’hotellerie di lusso, che ha analizzato le diete delle 32 nazioni presenti ai Mondiali 2014, sottoponendole ad un panel composto da medici sportivi e nutrizionisti. La catena Boscolo, in occasione dei Mondiali, inoltre ha già lanciato un’iniziativa ispirata proprio alle diete dei calciatori, proponendo per tutta la durata di Brasile 2014, cene dietetiche, con menù ad hoc, ognuno ispirato ad un calciatore e ai piatti che compongono la sua dieta, da degustare presso il prelibato ed eccentrico Ristorante Oltremare, del Boscolo Milano Hotel, e la Terrazza, situata sul tetto di Milano, con favolosa vista Duomo.

Secondo lo studio promosso proprio dalla lussuosa catena veneta, che ha consultato sul web oltre 3000 tifosi, la dieta italiana si rivela la più apprezzata per il 23% degli internauti. Quasi a pari merito i francesi, al secondo posto della classifica (con un 22% di preferenze), la cui dieta si basa su carne, legumi, frutta di stagione e un bicchiere di vino. Vengono utilizzati solo prodotti locali brasiliani e di stagione, nulla viene trasportato, ogni piatto è elaborato sul posto con tanto di tracciabilità. (http://www.directmatin.fr/foot/2014-06-20/lalimentation-des-joueurs-est-capitale-682454), al terzo posto la dieta spagnola (14%): Rodrigo Vargas, chef della nazionale spagnola, rivela infatti che alla base del successo di una squadra vi è anche l’alimentazione e per questo le insalate, la pasta e il pesce sono la dieta ideale per gli spagnoli ai mondiali (http://as.com/videos/2014/06/22/portada/1403429010_083689.html).

In quarta posizione la squadra portoghese (11%), il cui chef propone carne bianca (pollo), pesce (di cui è particolarmente appassionato Cristiano Ronaldo), frutta e verdura, fondamentali per l’idratazione in un clima caldo ed umido come quello brasiliano. (http://salud.univision.com/es/%C3%A1lbum-de-fotos/la-dieta-de-los-jugadores-para-ganar-el-mundial), in quinta la squadra argentina (9%), la cui dieta si basa su carboidrati, proteine e vitamine: pasta e riso, pollo, pesce, verdure come broccoli, asparagi e spinaci, frutta di stagione, latte, yogurt e formaggio.

Sesto posto per i tedeschi (7%), che si concedono pasta a colazione, per fare il pieno di energia e carboidrati già di prima mattina.  Pasta integrale con ragù alla bolognese, purè di patate con verdure, riso al latte e pasta al semolino, sono alcuni piatti presenti nella dieta tedesca, ricca di carboidrati. http://www.express.de/ernaehrung/pasta-zum-fruehstueck-das-futtern-die-profis-waehrend-der-wm,9567938,27551534.html

A seguire, al settimo posto, la nazionale a stelle e strisce(5%), molto attenta all’alimentazione, grazie allo scrupoloso allenatore tedesco Jurgen Klinsmann, che si concentra su carne, frutta e verdura fresca, coltivata senza pesticidi spezie  ed erbe, eliminati i grassi come il burro e gli avocado di cui gli americani sono grandi consumatori. Ottavo posto per gli atleti messicani (4%), che amanti delle tradizioni, non rinunciano anche in Brasile, a farsi preparare il pozole (zuppa tipica a base di carne di maiale e mais bianco) oltre che il chipotle, il peperoncino, e il nopal, verdura tratta da giovani segmenti del cactus.

Penultima posizione per gli inglesi (3%), che possono permettersi salse e cibi grassi, dopo che Roy Hogdson, ha reintrodotto nella dieta della nazionale britannica condimenti come  ketchup, brown sauce e burro, che erano stati eliminati nel 2010 dall’allenatore italiano Fabio Capello (http://www.dailymail.co.uk/sport/worldcup2014/article-2648252/England-manager-Roy-Hodgson-puts-ketchup-brown-sauce-World-Cup-menu.html).

In decima posizione, con un esiguo 2% gli australiani che assumono grandi quantità di proteine, con menù brasiliani a base di carne rossa, pesce e pollo.

Conferma il primo posto in classifica della dieta italiana, Luca Gatteschi, medico della nazionale Italiana di calcio, che afferma: “Per noi è fondamentale varietà e qualità, senza rinunciare al gusto: è finita l’epoca in cui gli atleti erano costretti ad un’alimentazione monotona e proponiamo sempre diverse alternative per favorire le preferenze individuali dei calciatori. Per garantire che tutto ciò che riguarda l’alimentazione funzioni al meglio, il nostro staff comprende figure importanti come il cuoco e due nutrizioniste.”

“Pronti a soddisfare le esigenze dei palati più fini, abbiamo ideato, in occasione dei Mondiali, ”la dieta dei calciatori”, pensati per gli ospiti che vogliono mangiare sano e in modo dietetico, ispirandosi ai calciatori preferiti” – commenta Michele Paolucci , Chef Executive & Gastronomy Consultant presso Boscolo Milano Hotel. “Non mi stupisce che la dieta italiana sia la più amata, in quanto la più equilibrata e completa; pasta, verdura, pesce, carne, un po’ di vino, tanta frutta ed olio extravergine di oliva: è questo il mix di alimenti della “dieta mediterranea”, da sempre un elisir di salute e benessere”.

“La dieta mediterranea, usata dai calciatori italiani, è il modello di alimentazione migliore perché povera di grassi acidi saturi, di proteine di origine animale e ricca di carboidrati, essa è riconosciuta universalmente per i suoi benefici su linea e salute; gli alimenti che la compongono hanno un effetto anti invecchiamento, tengono a bada il colesterolo, la pressione arteriosa e la glicemia” – commenta Nicola Sorrentino, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica Docente presso l’Università degli Studi di Pavia – “Bocciati gli australiani che assumono troppe proteine (carne rossa pesce e polli) e neanche un po’ di carboidrati: meglio un’ alimentazione ricca di carboidrati che un’ alimentazione iperproteica per due motivi: uno perché troppe proteine fanno male e intossicano il nostro organismo, due perché i carboidrati sono utili nel caso in cui abbiamo bisogno di energia per affrontare l’attività sportiva; diminuire o addirittura eliminare il carboidrato vuol dire andare incontro a brusche diminuzioni della glicemia con conseguenze e ripercussioni sul benessere in generale. Anche se a noi italiani può sembrare strano, può essere una buona abitudine, quella dei tedeschi che, di prima mattina, mangiano un piatto di pasta: per avere energia prolungata devo introdurre carboidrati complessi, quindi pasta, riso, pane e così via, di modo che si stabilizzi la glicemia e l’ energia duri per tutto il periodo dell’attività sportiva”