Festival delle Giovani Generazioni: dall’8 al 10 ottobre Rimini accende i riflettori sulla Gen Z e trasforma il centro storico in un grande spazio dedicato a creatività, formazione, lavoro, orientamento e partecipazione.

Arriva la prima edizione di un evento nazionale destinato a proseguire fino al 2028.

Per tre giorni Rimini sarà il punto d’incontro delle giovani generazioni, con un programma costruito non soltanto per parlare ai ragazzi, ma soprattutto per dare loro la possibilità di esprimersi, confrontarsi e proporre idee concrete.

Il nuovo Festival delle Giovani Generazioni nasce infatti come un percorso triennale sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato con 450 mila euro attraverso il Programma Regionale FSE+ 2021-2027, nell’ambito della priorità dedicata all’occupazione giovanile.

Rimini protagonista della Gen Z: nasce il Villaggio dei Giovani

Il cuore della manifestazione sarà piazza Malatesta, che per l’occasione si trasformerà nel Villaggio dei Giovani.

Non un semplice spazio espositivo, ma una vera e propria piazza delle idee, dove ragazze e ragazzi potranno incontrare istituzioni, università, associazioni e servizi del territorio.

Il format è articolato in cinque aree, ciascuna con una propria identità:

  • PLAY, dedicata a giochi, sfide e challenge;
  • CREATE, pensata per arte, creatività ed espressione;
  • SHARE, con una redazione composta da giovani chiamata a raccontare il Festival;
  • MEET, spazio per associazioni, organizzazioni e realtà locali;
  • LIVE, dedicata a talk, dibattiti, performance e momenti di confronto.

Laboratori, workshop, incontri e attività accompagneranno così una tre giorni che mette al centro le competenze e le aspirazioni delle nuove generazioni.

Festival Giovani Generazioni Rimini: non solo eventi, ma partecipazione

La caratteristica più interessante del progetto è proprio il ruolo assegnato ai giovani.

L’obiettivo non è creare un evento calato dall’alto, ma costruire un luogo nel quale la Gen Z possa diventare protagonista, portando esperienze, proposte e punti di vista.

La giornata conclusiva di sabato 10 ottobre sarà dedicata anche alla raccolta delle idee maturate durante il Festival e alla loro consegna alle istituzioni locali e regionali.

Un passaggio che vuole trasformare il confronto in qualcosa di concreto: non soltanto ascoltare i giovani, quindi, ma provare a tradurre le loro richieste in azioni e politiche pubbliche.

YOUZ 5 arriva al traguardo: a Rimini le idee dei giovani emiliano-romagnoli

Ad aprire il Festival, giovedì 8 ottobre, sarà la tappa conclusiva di YOUZ 5, il percorso regionale dedicato all’ascolto delle nuove generazioni.

Il progetto ha attraversato il territorio emiliano-romagnolo raccogliendo testimonianze, bisogni e proposte dei ragazzi. A Rimini gli “AmbassadorZ� presenteranno il risultato del percorso e consegneranno al presidente della Regione Michele de Pascale il Manifesto YOUZ 5.

L’obiettivo è trasformare le indicazioni emerse dagli incontri in uno strumento utile per orientare le future politiche regionali.

Nel pomeriggio sono inoltre previsti due laboratori rivolti agli studenti delle scuole superiori. I partecipanti potranno approfondire i contenuti del Manifesto e lavorare sulle proposte per trasformarle in strumenti concretamente utilizzabili nei territori.

Protocolli NEET, a Rimini il confronto su giovani, lavoro e formazione

Un altro appuntamento centrale è previsto venerdì 9 ottobre nella Sala Ressi del Teatro Galli, dove si parlerà di NEET, ovvero dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione.

Il convegno sarà dedicato a dati, strumenti e buone pratiche per rafforzare la rete di interventi rivolta a questa fascia della popolazione.

Il tema si inserisce in una delle questioni più delicate delle politiche giovanili: creare percorsi capaci di collegare formazione, orientamento e mondo del lavoro, intercettando i ragazzi prima che il rischio di esclusione diventi strutturale.

Giovani a Rimini: occupazione in crescita e NEET sotto la media regionale

Il Festival arriva in un territorio nel quale i numeri raccontano una situazione interessante.

Nel Riminese, i cittadini tra 15 e 34 anni rappresentano il 20,1% della popolazione provinciale. Nel 2025 il saldo migratorio relativo alla fascia 18-39 anni ha raggiunto quota +1.272 persone, pari al 50,4% del saldo migratorio complessivo provinciale.

Anche il mercato del lavoro presenta indicatori positivi. Tra i 25 e i 34 anni il tasso di occupazione raggiunge l’80,3%, leggermente sopra la media regionale del 79,9%, mentre la disoccupazione si ferma al 3,9%, contro il 4,9% dell’Emilia-Romagna.

Sul fronte NEET, l’ultimo dato provinciale disponibile, relativo al 2024, indica un valore del 7,4%, inferiore al 9,6% regionale. A livello regionale, il dato è ulteriormente sceso nel 2025, raggiungendo l’8,2%.

Numeri che contribuiscono a delineare il contesto nel quale si inserisce il Festival: un territorio che vuole attrarre giovani, valorizzarne le competenze e rafforzare le opportunità di partecipazione.

Un progetto fino al 2028 per mettere i giovani al centro

Il Festival delle Giovani Generazioni non è quindi pensato come un appuntamento isolato.

L’iniziativa inaugura un percorso triennale destinato a proseguire fino al 2028, con l’obiettivo di creare durante l’anno ulteriori occasioni di incontro, formazione e coinvolgimento.

Il finanziamento regionale da 450 mila euro rientra nel Programma Regionale FSE+ 2021-2027 e nella priorità “Occupazione giovanile�.

L’organizzazione dell’iniziativa è stata affidata a Pirene, agenzia con sede a Roma attiva dal 1999 nei settori della comunicazione, delle pubbliche relazioni e dell’organizzazione di eventi.

Rimini guarda al futuro partendo dalla voce dei ragazzi

La sfida del Festival è dunque ambiziosa: fare di Rimini un luogo nel quale la Generazione Z non sia soltanto destinataria di iniziative, ma diventi parte attiva delle decisioni che riguardano il proprio futuro.

Creatività, formazione, lavoro, orientamento e partecipazione diventano così le parole chiave di un appuntamento che mette insieme istituzioni, scuole, università, associazioni e giovani.

E proprio dalle idee raccolte nei tre giorni potrebbe arrivare una parte delle risposte alle domande che riguardano il futuro del territorio: quali competenze servono, come rendere più attrattivo il mercato del lavoro, quali opportunità offrire ai giovani e come coinvolgerli davvero nella vita della comunità.

Per tre giorni, dunque, Rimini prova a parlare il linguaggio della Gen Z. Ma soprattutto prova ad ascoltarlo.