Paola Marazzini, Italian Google Agency Director, si è raccontata davanti a un’ attenta e folta platea di appartenenti alla Professional Women Association di Milano, la PWA che conta tra le sue duecento socie, donne con i più diversi backgrounds, culture e occupazioni, professioniste indipendenti, managers, imprenditrici provenienti da più di 21 nazioni, dall’Italia, al Messico, al Giappone. Loro scopo dichiarato è creare contatti, scambiandosi idee ed esperienze, all’insegna del favorire la crescita personale e professionale. I meetings avvengono in zone centrali della città, facilmente raggiungibili da tutte.

Quest’evento, introdotto e presentato dalla presidentessa di PWA l’italianissima Roberta Toniolo, ha avuto luogo nella sala convegni al piano terreno dell’avveniristica sede della multinazionale in via Confalonieri, all’ombra del Bosco Verticale, nel cuore della Milano di Cristallo, tra i suoi nuovi grattacieli.

Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera, ha intervistato Paola Marazzini chiedendole tra l’altro, di individuare quali fattori, abilità, competenze o esperienza, hanno fatto di lei un vero leader, una delle “lucky few”, delle poche fortunate riuscite a raggiungere “the control room”. Ne è nato un racconto rilassato e avvincente ricco di particolari e di descrizioni di stati d’animo, ma anche di spunti per una filosofia di vita volta a scelte personali non condizionabili da altri, se non in minima parte.Paola Marazzini intervistata da Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera

Dopo essere stata per 18 anni in Mediaset, un’azienda “straordinaria, molto italiana”, quando già pensava di rimanervi felicemente fino all’età pensionabile, era stata contattata dalla multinazionale Google che, attraverso un cacciatore di teste e dopo ben 14 colloqui, tosti come la società che li conduceva, aveva deciso, con una scelta sofferta, di fare il grande passo. Ai tempi, otto anni fa, Google era molto diversa, non c’erano ancora, ad esempio, YOU TUBE ed ANDROID, ma si preannunciava già come un’isola felice, in Italia come ovunque nel mondo, indipendentemente dai “sistema paese” che sono in grado di condizionare con diverse barriere istituzionali, culturali o mentali. “Google cresceva e io potevo dare il mio contributo, facilitata dal fatto di essere già avanti nella carriera”.

Importanti certi assiomi, ora come allora, quali “Sii imperfetto, ma fai tante cose!” oppure, “Fallisci presto, fallisci meglio!”, ovvero, “L’errore non è un’onta, ma un pezzo dell’evoluzione: prima sbagli, prima impari!” o ancora, “Accetta l’imprevisto, anche se non ti senti pronto, impara a gestire le cose” e “Le idee belle coinvolgono tutti”. Giusto per dare un’idea.

Mai discriminata in quanto donna, ha studiato, gioco forza, i caratteri salienti del ruolo maschile, facendone tesoro. L’uomo è più consapevole nel chiedere e più conscio delle proprie capacità di quanto lo sia la donna, che, comunque, è saggio limiti il proprio sfogo emotivo, rovesciando il modello 10/90, relativo alla reazione agli eventi che nell’uomo è legata ai fatti per il 90%, e solo per il10% dipendente dall’emotività.

A parlare di politiche relative alle diversities, tema quanto mai attuale e business supportato dall’azienda, è intervenuto Luciano Cantoni, uno dei rappresentanti del team che Paola Marazzini gestisce, alla grande.Luciano Cantoni di Google parla delle politiche di Diversity

La new media top manager sostiene che sia basilare concentrarsi nel fare ciò che conferisce valore e che, comunque, sia sbagliato per tutti puntare solo sul lavoro.

Sua vita privata, un compagno che adora cucinare e poi sport e viaggi.

Per lei, non si torna indietro, il ruolo delle donne è sempre più rilevante e sempre più lontano da quello di “fanciulla stordita” nelle favole della nostra infanzia. Tutti d’accordo!

www.google.com/intl/it_it/about/company/

www.pwamilan.org/

Testo e foto di Maria Luisa Bonivento