Pubblicato in occasione della Giornata Mondiale del Parkinson (11 aprile), il racconto è una “inchiesta di vita” ispirata alle storie di tre pazienti
Mister Parkinson è un infiltrato seriale che si è insinuato nei corpi di 300 mila italiani, ne rallenta i ritmi e rende difficili i movimenti. Non ha però fatto i conti con un’investigatrice privata che dipinge farfalle, un conduttore radiofonico che si rifugia nella natura. E un imprenditore sociale che cucina pizzoccheri. Simona, Massimiliano e Massimo si incontrano per caso in un gruppo di Nordic Walking e decidono di indagare insieme. Riuscendo così a smascherare Mister Parkinson e a rivelare i suoi punti deboli.
È la trama del primo racconto noir sulla malattia neurodegenerativa a più rapida crescita, che si stima colpirà oltre 25 milioni di persone nel 2050. “Sulle tracce di Mr. Parkinson” è promosso – in occasione della Giornata Mondiale del Parkinson (11 aprile) – dalla Confederazione Parkinson Italia, con il patrocinio della Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS e il supporto non condizionante di Zambon. Il racconto si può leggere e scaricare gratuitamente sul sito web della Confederazione.
Il racconto come “inchiesta di vita”
Un noir, dunque, liberamente ispirato alle storie di Simona Salamina, Massimiliano Iachini e Massimo Gualzetti. Tre pazienti che non si arrendono a Mister Parkinson e adottano, ognuno in modo diverso, le proprie contromisure. Il ballo e la pittura per Simona, la radio e il tennistavolo per Massimiliano, la cucina e l’impegno nel sociale per Massimo.
“In questo racconto – commenta Giangi Milesi, Presidente Confederazione Parkinson Italia – il Parkinson è descritto come un infiltrato metodico che firma i corpi delle persone e lavora nell’ombra, ma non si tratta di una scelta casuale. Secondo una recente ricerca più di 1 paziente su 3 descrive la malattia proprio come un infiltrato pronto a fare danni. Come ogni infiltrato però anche Mister Parkinson può essere contrastato. Lo vediamo nel racconto, ma lo tocchiamo con mano ogni giorno: il coraggio quotidiano delle persone con Parkinson e la forza della rete possono infatti fare la differenza nella gestione di questa malattia neurodegenerativa”.
Una malattia che colpisce soprattutto il movimento
Il Parkinson è una malattia caratterizzata da oltre 40 sintomi di diversa natura. Colpisce principalmente il movimento. Infatti, i ritmi si fanno lenti (67%), si fa fatica a muoversi (59%), la stanchezza risulta invalidante (54%). Eppure, proprio il movimento è una delle leve che può contribuire alla gestione ottimale della malattia.
“È il paradosso alla base del Parkinson – spiega Michele Tinazzi, Presidente della Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS – perché la malattia impatta seriamente il movimento, rallenta i gesti, irrigidisce il corpo, rende instabile la postura. Ma il movimento è anche tra gli elementi chiave per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Un esercizio fisico regolare e calibrato sulle specificità della persona può infatti contribuire a proteggere il sistema cardiovascolare. E a ridurre lo stress ossidativo, con ricadute positive anche sulla sfera emotiva e sociale. È dunque fondamentale impegnarsi per mettere a disposizione dei pazienti quante più occasioni di movimento è possibile”.
Stefania Lupi



