Negli ultimi mesi il Portogallo ha messo in campo una serie di riforme fiscali ambiziose, che potrebbero trasformare il Paese in una destinazione privilegiata per giovani professionisti e imprenditori italiani in cerca di sollievo dal carico fiscale.

Le nuove misure, contenute nella Legge di Bilancio 2025 e ribadite nel progetto di bilancio per il 2026, promettono tagli importanti sia all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRS) sia all’imposta sulle società (IRC).

Al centro della riforma c’è la nuova “IRS Jovem”, rivolta agli under 35 (sia portoghesi che stranieri). Secondo questo regime, chi guadagna fino a circa 28.700 € lordi l’anno potrà beneficiare di un’esenzione totale dall’imposta sul reddito nel primo anno di attività. Dal secondo al quarto anno, l’esenzione scende al 75 %, dal quinto al settimo al 50 %, e infine dall’ottavo al decimo anno al 25 %.
Questa misura è stata pensata per trattenere i giovani talenti e al contempo attrarre lavoratori qualificati da altri Paesi, riducendo l’emorragia migratoria giovanile.

Parallelamente, il governo portoghese ha previsto una revisione delle aliquote IR S per il 2026: le fasce di reddito più basse saranno allegate, con riduzioni di circa 0,3 punti percentuali su alcune aliquote — ad esempio la seconda scende al 15,7%, la quinta al 31,1%.
Le aliquote attuali per i residenti rimangono progressive, con scaglioni tra il 13% e il 48%.

Anche per le imprese arrivano buone notizie: l’IRC, ovvero l’imposta sulle società, sarà ridotta. Nel bilancio 2025 l’aliquota generale scende a 20%.
Dal 2026, secondo il progetto di legge, la tassazione per le aziende continuerà a diminuire con l’obiettivo di raggiungere un’aliquota del 17% entro il 2028.
Inoltre, per le piccole e medie imprese, l’imposta sul primo scaglione di utile (fino a 50.000 €) sarà ridotta: pagheranno solo il 15% invece del precedente 16%.

Queste misure rappresentano un’opportunità concreta per imprenditori, lavoratori da remoto e giovani italiani: trasferendosi in Portogallo è possibile ridurre fortemente la tassazione sul reddito da lavoro e su quello societario, guadagnando in competitività e libertà finanziaria. Inoltre, il fatto che questi sgravi siano previsti anche per stranieri under 35 rende il Portogallo un rifugio fiscale strategico per chi vuole ricominciare con prospettive più leggere.

Per molti italiani, andare a vivere fiscalmente in Portogallo significa quindi non solo risparmiare, ma anche costruire una vita più stabile e sostenibile, con meno pressione fiscale e più margine per investire o risparmiare. In un momento storico in cui le tasse in Italia risultano sempre più opprimenti per molte fasce di reddito, il Portogallo può davvero apparire come una “salvezza economica”: non una fuga, ma una scelta razionale per il proprio futuro.

Costel Pezzetta