Quando si pensa ai pericoli presenti e futuri è sufficiente dare uno sguardo alla Spagna di Sanchez per comprendere dove andremo a sbattere tra pochi anni.
Esercito industriale di riserva, accordi a doppio filo con la Cina, gentrificazione massiva delle città.
L’ultimo provvedimento in ordine di tempo, una sanatoria indiscriminata di oltre 500 mila irregolari (una cifra da moltiplicare per 3 per gli inevitabili ricongiungimenti famigliari) che, peraltro con tale atto, potranno circolare liberamente in Europa.
Le politiche spagnole sono un esempio eclatante di quanto sia vicina la fine dell’Occidente, della sua civiltà, delle sue tradizioni, dei suoi valori.
Si dirà, ma noi, occidentali, siamo un popolazione vecchia e pertanto questo “declino” è inevitabile.
No, è un declino evitabilissimo, se solo vi fosse la volontà di invertire la rotta.
Prendete come esempio il Giappone.
La nazione più vecchia al mondo. Debito pubblico elevato. Nonostante questi dati, pochissima immigrazione (il 2,5% della forza lavoro), difesa delle tradizioni e innovazione al servizio della popolazione.
Elevata capacità di affrontare malattie infettive, eminente problema presente e futuro, vista la globalizzazione selvaggia.
Un esempio eclatante della “sensibilità” delle Istituzioni giapponesi nei confronti dei propri cittadini, il ministero della Solitudine.
Noi, Paese Italia, molto simile al Giappone come caratteristiche demografiche, siamo davanti ad una scelta, a due opzioni.
Opzione uno, seguire l’esempio nipponico.
Opzione due, seguire la strada globalista e “anarchica” della Spagna di Pedro Sanchez.
Ho il timore che siamo direzionati verso Madrid…
Massimo Puricelli
Castellanza (VA)


