Due insegnamenti provenienti dalla tradizione popolare (due atteggiamenti politicamente scorretti e non consoni al galateo) che dovrebbero essere seguiti dal nostro Governo e dai Governi dei Paesi che sono in balia della seconda ondata del Covid.
Intere generazioni di scolari sono consapevoli che se manca un’ adeguata preparazione e non si è dotati di genio intellettivo, per evitare voti insufficienti e probabili bocciature è necessario, seppur poco onesto, copiare il compito in classe (pardon, oggi si definiscono verifiche scritte) dei compagni più bravi e “secchioni”.
Un atteggiamento semplice, seppur, di difficile esecuzione per ottenere il risultato sperato.
Sedersi nella giusta posizione; riuscire a sbirciare il foglio del compagno senza farsi “sgamare” dall’insegnante; “adattare” le soluzioni, carpite fraudolentemente, al modus operandi dell’alunno impreparato.
Il secondo insegnamento popolare, lo possiamo estrapolare dalla tattica calcistica del catenaccio.
Per cercare di conquistare un importante punto contro una compagine più forte, gli allenatori più esperti, adattano il loro gioco per limitare e soffocare i punti di forza della squadra avversaria, impedendole di esprimere al meglio la sua manovra.
Catenaccio, contropiede (oggi definito in linguaggio aulico, ripartenza), melina, ecc.
Un punticino contro una formazione di vertice, vale doppio per chi deve lottare per salvarsi.
Il nostro Paese ha dimostrato, in questa maledetta pandemia di essere una compagine di bassa classifica, ed impreparata per le verifiche quotidiane del “professor Covid”
Numero di decessi, ospedali al collasso, tracciamento dei positivi fuori controllo, economia allo sfascio.
Fin dall’inizio, cerchiamo di strappare qualche voto appena, appena sufficiente in un marea di sonore insufficienze, applicando vari e fantasiosi lockdown, per cercare di non sprofondare, già al primo quadrimestre nell’ ineludibile bocciatura di fine anno, senza nemmeno la possibilità degli esami riparatori a settembre. Buttiamo la palla in fallo laterale, in calcio d’angolo, oltre la linea di metà campo, per rifiatare un po’ dagli assalti continui della formazione avversaria, che ha stabilmente occupato la nostra mediana.
Per invertire la rotta e riuscire a salvarci da un’ eventuale terza ondata epidemica in attesa dell’immunità di gregge generata da vaccini e cure, il nostro Paese deve copiare le nazioni che si sono dimostrate, numeri alla mano, più virtuose nella lotta al Covid.
L’Australia, per esempio, è in procinto di stabilire l’obbligatorietà per i viaggiatori internazionali che vorranno entrare nel Paese, di essere in possesso del certificato di vaccinazione contro il covid 19, oltre ad un obbligo di quarantena di 14 giorni.
Una decisione, quella della quarantena che è stata applicata da altre nazioni, come la Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, fin dal mese di marzo senza soluzione di continuità.
I tracciamenti dei contagiati sono stati eseguiti con una combinazione di tamponi e applicazioni digitali.
Un metodo efficace per contenere la diffusione del patogeno senza dover ricorrere a continui lockdown generali.
Nessun “liberi tutti” in occasioni di vacanze estive, festività, ma controlli serrati senza deroghe e concessioni più o meno nocive alla salute pubblica e conseguentemente all’economia nazionale.
Una domanda è d’obbligo.
Le Istituzioni esecutive, il Parlamento nazionale, i componenti facenti parte i vari comitati tecnici, sono in grado di copiare pedissequamente i provvedimenti assunti dai Paesi più virtuosi ? Sono in grado di salvare il salvabile nei mesi a venire ?
Sono in grado di organizzare un adeguato sistema organizzativo per la somministrazione dei vaccini anti-covid e in attesa delle cure specifiche che la ricerca sta sviluppando ? 
La “condotta di gioco” e la “preparazione scolastica”, fin qua dimostrate, sono state alquanto lacunose e insufficienti.
La bocciatura di fine anno e la retrocessione in cadetteria sono all’orizzonte.
Occorre una svolta immediata, non più procrastinabile.
Testa bassa e pedalare, sbirciando il foglio del compito in classe degli alunni più bravi con la media del 9.
Massimo Puricelli
Castellanza(VA)