Abbiamo incontrato gli MFX2 (i dj bergamaschi Marco Fratty & Marco Flash). Il loro remix della versione delle Sister Sledge di “Good Times”, un super classico della musica da ballo, ha raggiunto risultati importanti in mezzo mondo e non solo nelle chart di settore. Ad esempio, in Gran Bretagna, mentre scriviamo (4 giugno 2021) sono al quinto posto della Commercial Pop chart e al quarto posto della Upfront Chart di Music Week, Bibbia degli addetti ai lavori di musica e showbiz in quel paese. Tutta l’intervista agli MFX2 è disponibile qui: bit.ly/MFX2-AllaDisco. Ecco intanto qui alcune delle risposte, già importanti per capire come mai Marco Fratty & Marco Flash sanno sempre o quasi fare la differenza, in studio o sul dancefloor.

A cosa state lavorando in questo periodo?
Marco Fratty & Marco Flash: “Abbiamo deciso di non puntare su una nuova cover, bensì su un brano originale. Sia chiaro, amiamo il sound anni ’70 e qualche riferimento a quel periodo ci sarà. La voce è quella di Molly Morgan, che non è famosa, ma noi è piaciuta subito tantissimo. Il titolo è “Saving Your Loving”. Dovrebbe uscire nel corso del mese di giugno 2021. Abbiamo già girato anche il video. E’ molto innovativo, visto che ci sono un bel po’ di ologrammi. Noi ce ne stiamo in console, dove stiamo da una vita e la nostra immagine si alterna con quella dei nostri ‘doppi digitali’. Che dire? Incrociamo le dita! Speriamo abbia lo stesso successo di ‘Good Times’. E’ sempre la gente che decide, in fondo”.

Che musica ascoltate?
Marco Fratty & Marco Flash: “Ascoltiamo bella musica! Da brani nati nel 1974 / 1975, quando nasce la musica dance fino alla musica di oggi, che è house e non solo. Ascoltiamo tutto ciò che creano artisti di livello mondiale, perché rimarrà per sempre nella storia”.

Come vedete lo scenario della musica internazionale in questo periodo, soprattutto in ambito dance e dintorni?
Marco Fratty & Marco Flash: “Il 90% delle idee della musica dance / house di questo periodo è semplicemente la riscoperta di ciò che si ballava negli anni ’70 e ’80 o ’90. Di idee innovative ce ne sono poche, forse perché il sistema è molto ingolfato per quel che riguarda le vendite. Non ci sono più i negozi, la musica viaggia online su Spotify e altrove, dove in realtà viene regalata o quasi. Per questo chi crea e vuole vivere di musica, soprattutto all’inizio della carriera oppure fa musica che non sia pop, viene penalizzato, Perché produrre musica non rende più niente”.