Moët & Chandon e Formula 1 rinnovano a Monza uno dei rituali più iconici legati alla celebrazione delle vittorie nel motorsport.

In occasione del FORMULA 1 PIRELLI GRAN PREMIO D’ITALIA 2026, la Maison di Champagne è tornata protagonista sul podio del circuito brianzolo, accompagnando un successo destinato a entrare nella storia dello sport italiano.

Domenica 6 settembre, infatti, Kimi Antonelli e Mercedes hanno conquistato il Gran Premio d’Italia, con George Russell e Max Verstappen a completare il podio. Per Antonelli si è trattato di un traguardo dal significato speciale: il pilota italiano è diventato il primo connazionale, dopo sessant’anni, a vincere il GP di casa.

A suggellare il momento è arrivato il tradizionale rituale delle Celebratory Jeroboam Moët & Chandon. Le grandi bottiglie sollevate sul podio hanno trasformato la vittoria in una celebrazione collettiva, riunendo piloti, team e pubblico attorno a un gesto che da decenni accompagna i momenti più importanti della Formula 1.

Moët & Chandon e Formula 1: un legame nato oltre 70 anni fa

lenews Moët & Chandon e Formula 1

La presenza di Moët & Chandon sul podio della Formula 1 non è una novità legata agli ultimi anni. La storia di questo rapporto affonda le proprie radici nel 1950, quando al Reims Grand Prix™ Frédéric Chandon de Briailles offrì spontaneamente una bottiglia al vincitore.

Da quella iniziativa nacque progressivamente un rituale diventato parte integrante dell’immaginario delle corse: la Celebratory Jeroboam, una bottiglia speciale destinata a rappresentare la gioia della vittoria e il valore della condivisione.

Nel tempo, questo gesto ha accompagnato generazioni di campioni, diventando una sorta di ponte tra epoche diverse della Formula 1. Ogni bottiglia porta con sé il significato di un successo, ma anche la memoria di chi ha contribuito a renderlo possibile.

È proprio questa dimensione collettiva a rendere il rito particolarmente significativo. Una gara può essere vinta da un pilota, ma dietro ogni risultato ci sono tecnici, ingegneri, meccanici, strateghi e interi team che lavorano per raggiungere lo stesso obiettivo.

Il rito della vittoria: dal Parc Fermé al podio di Monza

Nel 2026 Moët & Chandon accompagna i protagonisti della Formula 1 lungo un vero e proprio percorso della celebrazione, che prende forma immediatamente dopo la bandiera a scacchi.

Il primo passaggio è nel Parc Fermé, dove il lavoro delle squadre e la tensione della gara lasciano spazio alle prime emozioni del dopo-corsa. È qui che il risultato appena conquistato comincia a trasformarsi in memoria.

Il pilota vincitore firma quindi la propria Celebratory Jeroboam, destinata a entrare nella collezione storica delle bottiglie dedicate alla Formula 1 di Moët & Chandon.

Poi arriva la Cooldown Room, luogo nel quale i piloti si ritrovano dopo la gara e possono rivivere, almeno per qualche istante, i momenti decisivi del Grand Prix.

Il percorso continua verso il podio attraverso il Corridor. È un passaggio breve, ma carico di significato: ogni passo avvicina i protagonisti al momento in cui il risultato diventa ufficialmente una festa davanti al pubblico.

Infine, il podio. Il rumore degli spettatori, le celebrazioni dei team e l’adrenalina della gara raggiungono il loro punto più alto. Le Jeroboam vengono sollevate dai protagonisti e il brindisi diventa il simbolo di un traguardo condiviso.

A Monza, quest’anno, quel momento ha avuto un significato ancora più forte grazie alla vittoria di un pilota italiano davanti al pubblico di casa.

Kimi Antonelli, una vittoria italiana che entra nella storia

Il successo di Kimi Antonelli al Gran Premio d’Italia 2026 ha aggiunto una pagina particolare alla lunga storia del circuito di Monza.

Il pilota italiano ha riportato un connazionale sul gradino più alto del podio di casa dopo sei decenni. Un risultato che ha inevitabilmente amplificato l’emozione di una gara già caratterizzata dal fascino di uno dei circuiti più celebri del calendario di Formula 1.

La presenza delle Celebratory Jeroboam ha accompagnato quindi una vittoria dal forte valore simbolico: il giovane pilota italiano, il pubblico di Monza e uno dei rituali più riconoscibili del motorsport si sono incontrati nello stesso momento.

È proprio questa capacità di legare il presente alla memoria delle corse che caratterizza la partnership tra Moët & Chandon e Formula 1.

Precisione, eccellenza e lavoro di squadra: la filosofia condivisa

Dietro la collaborazione tra la Maison e il mondo della Formula 1 c’è anche una forte affinità di valori.

Il motorsport di vertice richiede precisione assoluta, preparazione, disciplina e capacità di lavorare in squadra. Elementi che appartengono anche al savoir-faire della produzione dello Champagne.

Ogni dettaglio può fare la differenza in pista, così come nel processo che porta alla creazione di una cuvée. Il lavoro del pilota e quello del team trovano quindi un parallelo nella competenza degli uomini e delle donne che operano nelle cantine e nella filiera produttiva della Maison.

A raccontare questa continuità è Sibylle Scherer, President & CEO di Moët & Chandon, che sottolinea come la seconda stagione della Maison al fianco della Formula 1 rappresenti il passaggio da un ritorno a una presenza destinata a consolidarsi.

Il punto d’incontro, secondo la manager, è proprio nella ricerca dell’eccellenza e nella capacità di trasformare il lavoro di squadra in un momento di successo condiviso.

Moët & Chandon porta il suo heritage nel cuore di Monza

Il Gran Premio d’Italia 2026 non è stato soltanto l’occasione per rinnovare il rito delle Jeroboam.

Durante il weekend di gara, Moët & Chandon ha portato a Monza anche due elementi particolarmente rappresentativi della propria storia: la Spirit of 1743 e la storica Mercedes-Benz 600 Pullman della Maison.

Due icone molto diverse, ma unite dalla stessa filosofia: raccontare il passato senza smettere di guardare al futuro.

La Spirit of 1743 ha portato questo messaggio direttamente nel cielo di Monza, tornando a volare sopra il circuito e la città.

Spirit of 1743, la mongolfiera che torna nei cieli di Monza

La Spirit of 1743 è una delle immagini più originali legate all’heritage di Moët & Chandon.

Si tratta di una mongolfiera dalla caratteristica forma di tappo di Champagne, presentata per la prima volta nel 1993 in occasione del 250° anniversario della Maison.

Nel corso della sua storia ha viaggiato in diverse parti del mondo, sorvolando scenari iconici come le Piramidi di Giza e la Grande Muraglia Cinese.

La sua presenza a Monza ha rappresentato una nuova tappa di questo viaggio. Sorvolando il circuito durante il weekend del Gran Premio, la Spirit of 1743 ha trasformato un elemento storico dell’identità della Maison in una spettacolare presenza contemporanea.

Il messaggio è chiaro: l’heritage non viene considerato soltanto come memoria, ma come una risorsa da reinterpretare e proiettare verso nuove esperienze.

La Mercedes-Benz 600 Pullman e il legame con i grandi nomi della Formula 1

A terra, a raccontare la storia della Maison, è stata invece una Mercedes-Benz 600 Pullman, acquistata da Moët & Chandon nel 1971.

La vettura ha accompagnato gli ospiti durante il weekend di gara ed è stata utilizzata anche come scenografia per la presentazione delle Celebratory Jeroboam.

La sua storia è strettamente legata all’accoglienza di personalità di primo piano nella tenuta di Moët & Chandon, compresi protagonisti del mondo della Formula 1 come Alain Prost e Jean Todt.

A Monza la vettura ha ritrovato un legame ancora più diretto con il motorsport grazie a Jean Alesi. L’ex pilota di Formula 1 ha infatti guidato personalmente la 600 Pullman durante il weekend.

La scena ha creato un curioso cortocircuito temporale: una vettura simbolo di un’altra epoca e un ex protagonista della Formula 1 insieme nello stesso luogo in cui oggi si celebra la nuova generazione delle corse.

Dal passato al futuro: la filosofia “Great Past, Great Future”

Spirit of 1743 e 600 Pullman hanno rappresentato due facce dello stesso racconto.

La prima, sospesa sopra il circuito, ha richiamato lo spirito pionieristico e internazionale della Maison. La seconda, con la sua presenza imponente nel paddock, ha riportato in superficie una parte concreta della storia di Moët & Chandon.

Il concetto alla base dell’operazione è quello del “Great Past, Great Future”: custodire ciò che appartiene alla propria identità e, allo stesso tempo, utilizzarlo come punto di partenza per costruire nuove esperienze.

Un approccio che si sposa bene con la Formula 1, disciplina nella quale la storia rappresenta un patrimonio fondamentale ma l’innovazione è una necessità quotidiana.

A Monza anche celebrity e Friends of the House

Il weekend del Gran Premio ha coinvolto anche numerosi Friends of the House, invitati da Moët & Chandon a condividere l’atmosfera del grande appuntamento italiano con la Formula 1.

Tra gli ospiti presenti a Monza figuravano Stefano Accorsi, Nilufar Addati, Federica Masolin, Veronica Ferraro, Roberto De Rosa e Francesca Busi, insieme a numerose altre personalità.

La loro partecipazione ha allargato il racconto oltre la competizione sportiva, mettendo in relazione motorsport, entertainment e lifestyle.

È una dimensione sempre più centrale nei grandi appuntamenti internazionali, dove il circuito diventa anche uno spazio di incontro, socialità e racconto.

Per Moët & Chandon, il principio resta quello della condivisione: il momento della vittoria acquista valore quando può essere vissuto insieme agli altri.

Moët & Chandon, una Maison con una storia iniziata nel 1743

Fondata nel 1743, Moët & Chandon ha costruito il proprio patrimonio attraverso una lunga storia nella regione della Champagne.

La Maison può contare su una presenza internazionale in oltre 150 Paesi e su un portafoglio di Champagne che comprende alcune delle sue espressioni più conosciute.

Tra queste figura Moët & Chandon Brut Impérial, insieme alle creazioni Grand Vintage, a Moët & Chandon Ice Impérial, pensato per essere servito con ghiaccio, e a Collection Impériale, espressione della ricerca enologica della Maison.

Alla base della produzione resta un patrimonio di competenze costruito nel corso delle generazioni, nel quale il lavoro di squadra e il savoir-faire hanno un ruolo centrale.

La Maison porta avanti inoltre programmi dedicati alla sostenibilità, tra cui Natura Nostra ed Essentia, con l’obiettivo dichiarato di preservare il patrimonio naturale della Champagne per il futuro.

Il brindisi di Monza chiude la gara, ma apre la celebrazione

A Monza, dunque, la Formula 1 ha offerto ancora una volta lo scenario perfetto per mettere in scena un rituale capace di attraversare generazioni.

La vittoria di Kimi Antonelli, le Celebratory Jeroboam, la Spirit of 1743 nei cieli e la Mercedes-Benz 600 Pullman a terra hanno costruito un racconto nel quale velocità, storia e lifestyle si sono incontrati.

Il Gran Premio finisce con la bandiera a scacchi, ma per Moët & Chandon è proprio da quel momento che comincia un’altra parte della storia.

Perché sul podio la vittoria non è soltanto un risultato da registrare: è un’emozione da condividere, un gesto da ricordare e, naturalmente, un brindisi da celebrare.