Mountain Echoes, le monumentali sculture sonore di Yuval Avital, arrivano ai Bagni Misteriosi per unire le vette alpine al cuore della metropoli
Mountain Echoes approda finalmente a Milano, segnando un momento di continuità ideale tra le vette della Valtellina e il dinamismo del capoluogo lombardo. Dal 13 al 26 aprile 2026, i suggestivi spazi dei Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti ospiteranno l’atto conclusivo di un viaggio antropologico e artistico che ha già attraversato Sondrio, Bormio e Tirano. L’opera, firmata dall’artista multidisciplinare Yuval Avital, non è una semplice esposizione, ma un’eredità culturale dei Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026, capace di trasformare l’identità alpina in un linguaggio contemporaneo universale.
Il ricongiungimento delle tre Montagne Umane a Milano
Per la prima volta dalla loro creazione, le tre grandi sculture sonore antropomorfe, ribattezzate “Montagne Umane”, vengono esposte insieme in un’unica sede. Dopo l’allestimento diffuso in Valtellina, che ha visto le opere dialogare singolarmente con i palazzi storici del territorio, la tappa milanese rappresenta la sintesi perfetta di un progetto corale. Rivestite con quasi settecento metri di pregiato tessuto locale resinato, le strutture totemiche si presentano al pubblico internazionale della Milano Art Week e della Milano Design Week come ambasciatrici di un territorio che non è solo paesaggio, ma presenza viva. Al loro interno, un complesso sistema tecnologico diffonde una stratificazione sonora che avvolge il visitatore, annullando le distanze geografiche tra la città e l’alta quota.
Un archivio sonoro monumentale frutto di anni di ricerca
La genesi di Mountain Echoes risiede in un’imponente attività di ricerca sul campo iniziata nell’autunno del 2025. Yuval Avital, supportato da una rete di “Virgili” locali, ha condotto una residenza d’artista che lo ha portato a esplorare 25 siti strategici della provincia di Sondrio. Il risultato è un archivio vivente composto da ben 476 registrazioni audio, per un totale di oltre 34 ore di materiale acustico. I suoni catturati spaziano dal sacro al profano, dal naturale all’industriale. Si va dai rintocchi delle campane di San Giorgio a Cino fino ai versi della fauna selvatica del Parco Nazionale dello Stelvio, includendo testimonianze in dialetto che custodiscono tradizioni orali a rischio di estinzione. Questa immensa banca dati è stata trasformata da Avital in tre composizioni immersive che restituiscono l’anima della montagna attraverso l’ascolto partecipativo.
Sostenibilità e arte tra tessuti d’eccellenza e tradizioni
Il legame tra l’opera e il territorio valtellinese è sancito anche dalla materia prima utilizzata. Le sculture sono state realizzate impiegando 691 metri di tessuti forniti da eccellenze locali come Tessuti di Sondrio – Marzotto Lab, successivamente resinati per acquisire una consistenza che ricorda la roccia e il ghiaccio. La scelta cromatica non è casuale, ma riflette l’osservazione dello spettro stagionale delle valli lombarde. Il progetto, sostenuto dal Comitato CULTURA + IMPRESA e dalla Regione Lombardia, ha coinvolto oltre 500 persone tra artigiani, pastori, cori locali e studenti. Questa partecipazione di massa sottolinea il valore sociale dell’operazione, concepita come una restituzione culturale alle comunità che hanno ospitato i Giochi Olimpici.
La mostra multimediale e lo sguardo dell’artista
Accanto alle installazioni sonore, i visitatori dei Bagni Misteriosi potranno esplorare la mostra multimediale “Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’artista”. Questo percorso fotografico documenta il “making of” dell’intero progetto, mettendo in luce le relazioni umane nate durante i mesi di lavoro tra le valli. Attraverso 603 scatti selezionati, viene raccontata l’interazione tra l’artista e i custodi della memoria valtellinese. Come sottolineato da Francesco Moneta, Presidente del Comitato CULTURA + IMPRESA, l’obiettivo è valorizzare il paesaggio circostante attraverso le arti contemporanee, raccontando storie millenarie a un pubblico vasto e cosmopolita, con l’ambizione futura di estendere questo modello narrativo ad altre catene montuose italiane.



