Fino al 6 marzo, a Milano, allo Spazio Eventi di Palazzo Pirelli, la mostra “Maestose Montagne Lombarde” celebra la cultura alpina. Un percorso tra sport, innovazione e tradizione

Le montagne di Lombardia. Celebrate in romanzi e poesie. Immortalate in scatti che ne descrivono tutta la loto bellezza e maestosità. Ma non solo. Mentre i riflettori del mondo sono puntati sui Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, la casa’ dei lombardi racconta ciò che rende possibile quelle emozioni: le montagne, la loro storia, la loro identità. Una mostra dunque che riunisce in un solo percorso espositivo cimeli iconici che raccontano l’evoluzione dei materiali – dal ferro all’alluminio fino al carbonio – e del design sportivo.

Un mix di sport, ingegno artigianale e tradizioni

Tutto questo rende la Lombardia unica al mondo grazie alla sua straordinaria capacità di innovare senza dimenticare le proprie radici. Un racconto che intreccia memoria sportiva e capacità industriale lombarda, confermando il ruolo centrale dell’innovazione tessile nello sviluppo dello sci contemporaneo.

La mostra è allestita con pannelli testi, fotografie e teche che contengono oggetti iconici (attuali e del passato).

In particolare, il percorso della mostra è suddiviso in sei sezioni: OLIMPIADI PASSATE”, “SPORT E AVVENTURA”(Sci Alpino – Arrampicata – Escursionismo – Mountain Bike), “ VETTE ICONICHE”, “PARCHI NATURALI LOMBARDI”, “LA RICCA BIODIVERSITA’ (fauna e flora)” e “SAPORI AD ALTA QUOTA”.

Il mondo dello sport tra le montagne

Per il ciclismo spiccano la Cinelli Rampichino, prima MTB italiana, e la Cinelli Il Passatore. Il mondo della neve è rappresentato da una progressione che va dagli sci in legno di inizio ’900 alle tute della “Valanga Azzurra”, fino ai materiali tecnici contemporanei. Tra le eccellenze in esposizione figura la scarpa da pattinaggio di Nikolay Memola, giovane talento lombardo del pattinaggio artistico.

L’esposizione propone una serie di documenti rarissimi come la planimetria della salita al Ghisallo del 1899, l’album Panini dei Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 e le buste con annullo originale di Cortina 1956, la prima Olimpiade invernale italiana, le guide storiche del Touring Club, i caschetti in pelle dei campioni del dopoguerra, gli sci in legno di inizio Novecento, le tute iconiche della “Valanga Azzurra”, simbolo di un’Italia che vinceva e sognava: oggetti che raccontano non solo lo sport, ma un’epoca.

Un focus speciale dedicato a Colmar

Protagonista dell’ultima sezione della mostra, ripercorre l’evoluzione stilistica e tecnologica del brand dagli anni ’50/’60 a oggi. Un viaggio tra colori, linee e materiali che testimonia come l’abbigliamento da sci sia diventato sintesi di performance e identità estetica.

In esposizione capi iconici indossati da grandi campioni, come la celebre “guaina Colò” realizzata da Zeno Colò negli anni 50’ e rimasta in produzione per oltre 20 anni, simbolo di ricerca aerodinamica e innovazione. Spicca anche “la Ceffa” scenografica guaina da slalom gigante della Valanga Azzurra, indossata da Piero Gros.

Stefania Lupi