La Pizza della Longevità punta a conquistare nuovi mercati attraverso un progetto di franchising, sostenuto da una raccolta di capitali e dall’innovazione alimentare

Antiaging Italian Food, PMI innovativa bolognese co-fondata da Chiara Manzi e Danilo Pertosa, avvia il secondo periodo di offerta della propria campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Opstart, con l’obiettivo di raccogliere fino a 1.233.200 euro e un investimento minimo di 5.000 euro. L’iniziativa mira a trasformare la Pizza della Longevità, già disponibile online, in un format commerciale replicabile attraverso una rete in franchising.

L’azienda parte da basi economiche già consolidate: secondo l’ultimo bilancio depositato, ha raggiunto circa 1,8 milioni di euro di fatturato, superando il punto di pareggio. Inoltre, i due round precedenti hanno portato oltre 800.000 euro nelle casse della società, mentre la raccolta avviata a maggio 2026 ha superato i 200.000 euro nelle prime 24 ore, concludendosi a quota 266.800 euro rispetto a un obiettivo minimo di 150.000 euro.

Complessivamente, Antiaging Italian Food ha raccolto più di un milione di euro e coinvolto oltre 200 soci. Chiara Manzi ha spiegato che gli investitori hanno accompagnato la trasformazione di un metodo scientifico in un’impresa e che ora possono contribuire alla sua evoluzione in un sistema organizzato. La Pizza della Longevità, già presente nelle case dei clienti, punta così a diventare un’esperienza a Bologna e successivamente a diffondersi in tutta Italia.

Come nasce la Pizza della Longevità

Alla base del progetto c’è la ricerca di un equilibrio tra gusto e attenzione nutrizionale. Secondo Antiaging Italian Food, infatti, i lunghi tempi di maturazione possono contribuire ad aumentare l’indice glicemico della pizza, rendendo necessario studiare ingredienti capaci di migliorare il profilo nutrizionale senza rinunciare alla tradizione gastronomica italiana. Da questa esigenza nasce la ricetta sviluppata da Cucina Evolution.

L’impasto utilizza un mix multicereale composto da germe di grano, farro, segale, semi di lino e fiocchi d’avena, arricchito con fibra prebiotica di cicoria. Secondo l’azienda, questa combinazione contribuisce a rallentare l’assorbimento dei carboidrati e a prolungare il senso di sazietà, favorendo il controllo del peso. Inoltre, il basso indice glicemico dichiarato rende il prodotto interessante anche per chi deve prestare particolare attenzione alla gestione della glicemia, fermo restando il parere del proprio medico.

La formulazione punta anche a ridurre alcuni elementi critici della pizza tradizionale, come l’eccesso di sale e la formazione di sostanze indesiderate durante la cottura. In particolare, l’azienda evidenzia tre caratteristiche del prodotto, che riguardano il contenuto di fibre prebiotiche, la quantità di sale iodato e il controllo della cottura, con l’obiettivo di offrire una proposta alimentare coerente con il Metodo Scientifico Cucina Evolution.

Ecco le principali caratteristiche nutrizionali e produttive indicate da Antiaging Italian Food:

  • Fino a 9 grammi di fibre prebiotiche per base, pensate per favorire il benessere intestinale e sostenere le funzioni del sistema immunitario
  • Un solo grammo di sale iodato per base, rispetto ai 5 grammi che una pizza tradizionale può raggiungere, pari alla dose giornaliera di riferimento citata dall’azienda
  • Cottura controllata per ottenere una superficie croccante senza bruciature e limitare la formazione di acrilammide, con la denominazione commerciale «Acrilammide Ok».

Da Bologna il modello per il franchising

Il primo banco di prova della nuova strategia sarà il Cucina Evolution Experience di Bologna, dove una delle quattro sale verrà dedicata alla Longevity Pizza. Questo spazio funzionerà come un laboratorio operativo, utile per verificare la risposta dei clienti e valutare concretamente gli aspetti economici e organizzativi del progetto prima di estenderlo ad altre sedi.

Nel locale, l’azienda intende sperimentare il menu, il valore medio degli acquisti, i margini e l’esperienza complessiva dei clienti. In questo modo, la fase pilota consentirà di raccogliere dati utili per definire un modello replicabile, riducendo le incertezze legate all’apertura di nuovi punti vendita. L’obiettivo è costruire una formula commerciale coerente con il posizionamento nutrizionale e gastronomico del marchio.

Per lo sviluppo della proposta gastronomica, la società collaborerà con uno chef della Cucina Evolution Academy che vanta una lunga esperienza in un contesto stellato Michelin. Parallelamente, una società di consulenza di primo piano nel mercato italiano seguirà la progettazione della rete in franchising, per la quale Antiaging Italian Food prevede un investimento di circa 120.000 euro.

Vezzality, il caffè premium completa il progetto

Accanto alla pizza, il progetto valorizza un altro simbolo della tradizione italiana: il caffè. Si chiama Vezzality ed è un prodotto premium tostato con legno di rosa di Vignola, sviluppato con particolare attenzione al contenuto di acrilammide, una sostanza genotossica la cui presenza negli alimenti richiede attenzione. L’iniziativa amplia così l’offerta aziendale oltre il settore delle basi per pizza.

Secondo i dati comunicati dall’azienda, Vezzality presenta livelli di acrilammide almeno quattro volte inferiori ai valori di riferimento stabiliti dalla normativa europea e più bassi anche rispetto ai livelli minimi rilevati dall’EFSA in Europa nel caffè. Questi risultati costituiscono un elemento centrale del posizionamento del prodotto, che punta a coniugare qualità, ricerca e attenzione al profilo di sicurezza alimentare.

La distribuzione di Vezzality coinvolgerà diversi canali, in modo da accompagnare l’espansione del progetto principale. Il caffè sarà infatti proposto nel flagship di Bologna, nei futuri punti vendita della rete, nel commercio al dettaglio e attraverso l’e-commerce. In questo modo, Antiaging Italian Food intende creare sinergie tra i prodotti, rafforzare la riconoscibilità del marchio e diversificare le opportunità di ricavo.

Come verranno utilizzati i capitali raccolti

La nuova fase di equity crowdfunding servirà a finanziare diverse attività strategiche, necessarie per accompagnare l’azienda nella crescita. Oltre alla progettazione della rete in franchising e all’avvio del progetto pilota a Bologna, le risorse sosterranno il potenziamento delle vendite online, il consolidamento della capacità produttiva e lo sviluppo di nuovi canali commerciali, con particolare attenzione alla costruzione di un modello di business sostenibile.

Una parte dei fondi sarà inoltre destinata alla supply chain, allo sviluppo di Vezzality, alla definizione dell’identità del marchio e alla crescita della rete commerciale. La raccolta contribuirà anche a sostenere gli investimenti tecnologici e il capitale circolante, elementi fondamentali per gestire l’aumento dei volumi e accompagnare l’espansione senza compromettere l’organizzazione operativa dell’impresa.

La campagna è disponibile sulla piattaforma Opstart, dove gli interessati possono consultare i dettagli dell’offerta, le condizioni di partecipazione e le informazioni relative all’investimento. L’obiettivo massimo dichiarato è di 1.233.200 euro, con una quota minima di sottoscrizione pari a 5.000 euro; come per ogni operazione di equity crowdfunding, la partecipazione comporta rischi finanziari e richiede un’attenta valutazione della documentazione informativa.

Per approfondire il progetto e consultare la campagna di Antiaging Italian Food, è possibile visitare la pagina ufficiale su Opstart: https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/14036-antiaging-italian-food-secondo-periodo-di-offerta. La società, con sede a Bologna, è stata co-fondata da Chiara Manzi, nutrizionista e docente di Medicina Culinaria all’Università di Ferrara, e dal manager Danilo Pertosa, e sviluppa il Metodo Scientifico Cucina Evolution attraverso formazione, prodotti alimentari, e-commerce e ristorazione.

Ugo Dell’Arciprete