Con Portobello, presentata fuori concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Marco Bellocchio torna a confrontarsi con uno dei nodi più dolorosi e controversi della storia italiana recente: il caso Enzo Tortora.

La nuova serie HBO Original, disponibile dal 20 febbraio 2026 sulla piattaforma streaming HBO Max (anche in Italia e nel Regno Unito), non è soltanto la ricostruzione di un clamoroso errore giudiziario, ma un viaggio nell’anatomia di una caduta pubblica e privata che ha segnato un’epoca.

Il titolo, Portobello, richiama immediatamente il celebre programma televisivo condotto da Tortora, simbolo di un’Italia ancora ingenua, fiduciosa, incollata allo schermo in un rito collettivo che oggi sembra appartenere a un altro secolo.

Ed è proprio da quella dimensione luminosa e popolare che Bellocchio sceglie di partire: dall’uomo sorridente, misurato, amatissimo dal pubblico, prima che il meccanismo della giustizia – o meglio, del suo fallimento – lo travolga.

L’ intensa interpretazione di Fabrizio Gifuni 

Fabrizio Gifuni, nel ruolo di Enzo Tortora, offre una delle interpretazioni più intense e stratificate della sua carriera. Non si limita a imitare inflessioni e gesti del celebre presentatore, ma ne restituisce l’essenza: la compostezza, l’ironia sottile, la dignità ferita. Gifuni lavora per sottrazione, lasciando che siano gli sguardi e le pause a raccontare lo sgretolarsi progressivo di un uomo accusato ingiustamente di collusione con la camorra.

Il suo Tortora non è un’icona distante, ma una figura profondamente umana, vulnerabile, spesso incredula davanti all’assurdità che lo circonda.

La serie ricostruisce con rigore e tensione narrativa la vicenda giudiziaria che nel 1983 portò all’arresto del presentatore, accusato sulla base di testimonianze rivelatesi poi false.

Bellocchio, affiancato in scrittura da Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, evita la trappola del semplice racconto, delineando un’opera che si interroga sul rapporto tra verità e potere, tra giustizia e spettacolo mediatico.
La macchina da presa non si limita a osservare i fatti: li scava, li mette in discussione, ne mostra le crepe morali.

Il contesto storico è ricostruito con grande cura. La fotografia di Francesco Di Giacomo restituisce le atmosfere degli anni Ottanta con tonalità che oscillano tra il caldo televisivo degli studi e i toni più freddi e opprimenti delle aule giudiziarie e delle celle.

La scenografia di Andrea Castorina e i costumi di Daria Calvelli contribuiscono a creare un mondo credibile e dettagliato;  anche il montaggio di Francesca Calvelli gioca un ruolo fondamentale nel mantenere alta la tensione, alternando momenti pubblici e privati con un ritmo che accompagna lo spettatore nel vortice dell’ingiustizia.

Il cast 

Il cast corale è uno dei punti di forza della serie.
Accanto a Gifuni, troviamo interpreti di grande spessore: Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Irene Maiorino e molti altri.
Spiccano le apparizioni di Gianfranco Gallo nel ruolo del boss Raffaele Cutolo, Tommaso Ragno in quello di Marco Pannella – figura chiave nel sostegno pubblico a Tortora – e Valeria Marini nei panni di Moira Orfei.
Ogni personaggio contribuisce a delineare un affresco complesso, in cui politica, magistratura, televisione e opinione pubblica si intrecciano in modo inestricabile.

Il potere dei media, tristemente attuale  

Uno degli aspetti più riusciti di Portobello è la riflessione sul potere dei media. La televisione, che aveva consacrato Tortora a volto familiare e rassicurante, diventa anche lo spazio in cui la sua immagine viene progressivamente messa in discussione, deformata, giudicata.
Bellocchio mostra con lucidità come il processo mediatico possa anticipare e influenzare quello giudiziario, creando un clima in cui la presunzione di innocenza si dissolve sotto il peso del sospetto.

Le musiche di Teho Teardo accompagnano la narrazione con discrezione ma incisività, sottolineando i momenti più drammatici senza mai scivolare nel melodramma. La scelta di non indulgere in eccessi emotivi rende la tragedia di Tortora ancora più potente: il dolore emerge nella sua nudità, nella sua ineluttabilità.

L’etica di Tortora 

Ma Portobello non è soltanto la storia di una vittima. È anche il racconto di un uomo che, pur devastato da accuse infamanti e da un lungo calvario giudiziario, sceglie di non rinunciare alla propria dignità.
La serie insiste su questa dimensione etica, mostrando la forza di chi decide di combattere per la propria innocenza anche quando tutto sembra perduto. In questo senso, il percorso di Tortora assume un valore universale, che va oltre il caso specifico e parla al presente.

In un’epoca in cui il dibattito pubblico è ancora attraversato da processi mediatici sommari e da giudizi istantanei, Portobello risuona con inquietante attualità. Bellocchio non offre risposte semplici, ma invita lo spettatore a interrogarsi: cosa significa davvero giustizia? Quanto siamo disposti a dubitare delle accuse quando a essere coinvolta è una figura pubblica? E quale responsabilità hanno i media nel plasmare la percezione collettiva?

Una serie di grande ambizione artistica e civile

Con questa serie, HBO Max inaugura il suo arrivo in Italia con un titolo di grande ambizione artistica e civile. Portobello è un’opera matura, intensa, capace di coniugare rigore storico e profondità emotiva. Un racconto necessario, che restituisce voce a una delle pagine più amare della nostra storia recente e, al tempo stesso, ci costringe a guardare con maggiore consapevolezza il presente.

La serie è una produzione OUR FILMS, società del gruppo Mediawan, e KAVAC FILM, in coproduzione con ARTE France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle. È prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e da Simone Gattoni per Kavac Film.

La serie è stata scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore. La fotografia è di Francesco Di Giacomo, la scenografia di Andrea Castorina, i costumi di Daria Calvelli, il montaggio di Francesca Calvelli, le musiche di Teho Teardo.

Portobello debutterà il 20 febbraio 2026 su HBO Max, dove sarà disponibile a livello globale, compresi i prossimi mercati di lancio Italia e Regno Unito, esclusi Francia e Germania.