Napoli è la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica.  Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno”, così ha detto Filippo Patroni Griffi Presidente del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale intervenendo alla presentazione  della Stagione Teatrale 2018/2019, la prima del nuovo triennio all’insegna del titolo di Teatro Nazionale recentemente confermato.

Una Stagione – la 2018/2019 – ricca di titoli e di proposte che spaziano dai classici ai moderni ai contemporanei, tra prosa, danza, classici e ricerca. Per Patroni Griffi: «Mai come ora, lasciate le difficoltà alle spalle, con la conferma del nostro Stabile a Teatro Nazionale, unico del Mezzogiorno, siamo pronti a valorizzare l’offerta, ricca e diversificata, della nuova stagione teatrale».  Il direttore Luca De Fusco sottolinea: «La riconferma a Teatro Nazionale è particolarmente significativa perché non si è ampliata la ristretta cerchia di questa élite del teatro italiano,  perché il nostro si conferma come unico Nazionale del Sud e perché avviene contemporaneamente all’entrata tra i Nazionali del Teatro di Genova, un teatro a cui mi legano molti anni di grande collaborazione, che proseguirà ancora per il prossimo triennio”. Conclude De Fusco “ Un cartellone particolarmente gioioso. Uso questo termine non perché presentiamo solo spettacoli divertenti: sarebbe contrario alla stessa filosofia di un teatro pubblico. La gioia di cui parlo è quella dell’amore per il teatro, perché in questa stagione non c’è genere teatrale o linguaggio scenico che venga trascurato».

Presentata la Stagione 2018 – 2019 del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale
La Guerra

Un programma intenso di titoli rivisitati e messi in scena da registi e artisti di differenti generazioni e sensibilità, ai quali ancora una volta affidare, dal punto di vista del teatro e della scena, le domande sul nostro presente. E saranno i volti e le voci di interpreti straordinari del nostro teatro – ovvero quelli di Eros Pagni, Mariano Rigillo, Gaia Aprea, Cristina Donadio, Elisabetta Pozzi, Luca Barbareschi, Lunetta Savino, Claudio Di Palma, Arturo Cirillo, Carlo Cecchi, Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Manuela Mandracchia, Massimiliano Gallo, Ficarra e Picone, Anna Teresa Rossini, Anita Bartolucci, Chiara Baffi, Federico Vanni e tantissimi altri – a dare voce e corpo alle vicende e alle storie che occuperanno tra ottobre 2018 e maggio 2019 i palcoscenici delle sale gestite dallo Stabile. Nomi e volti diretti (e spesso autodiretti) dai registi: Luca De Fusco, Marco Sciaccaluga, Robert Wilson, Armando Pugliese, Luca Barbareschi, Andrey Moguchy, Carlo Cecchi, Arturo Cirillo, Andrej Konchalovskij, Giuseppe Di pasquale, Franco Però, Giorgio Barberio Corsetti, Claudio Di Palma, Andrea De Rosa, Pina Carbone, Paolo Coletta, Enzo Moscato, Laura Angiulli, Maurizio Braucci. Così come per la danza contemporanea, nella rassegna intitolata #stabiledanza, dal 9 al 17 marzo 2019, tra i teatri Politeama, Mercadante, San Ferdinando e Ridotto, vedremo creazioni dei coreografi: José Montalvo, Alfonso Benadduce, Virgilio Sieni, Emio Greco, Pieter C. Scholten, Antonello Tudisco, Gabriella Stazio. Tra produzioni, coproduzioni e ospitalità sono oltre venti gli spettacoli che lo Stabile accorpa in due principali cartelloni in scena ai teatri Mercadante e San Ferdinando, ai quali andrà ad aggiungersi la programmazione – come sempre “mirata” sul fronte delle nuove proposte – della sala Ridotto al primo piano del Mercadante, oltre naturalmente, l’estiva al Teatro Grande di Pompei con la rassegna Pompeii Theatrum Mundi.

Harry di Prisco