Una ricerca commissionata da DentalPro rivela un’Italia divisa per età e territorio. Mentre la Gen Z presta maggiore attenzione alla salute orale, cresce l’importanza dei controlli per individuare tempestivamente anche patologie più serie, come i tumori del cavo orale.
Prevenzione dentale ancora troppo trascurata dagli italiani, soprattutto dopo i 60 anni. A sorprendere, però, è il comportamento dei più giovani: mentre oltre un italiano su due nella fascia over 60 non ha effettuato una visita odontoiatrica nell’ultimo anno, la Generazione Z sembra aver compreso meglio l’importanza dei controlli periodici.
A fotografare questa situazione è un’indagine realizzata da Key-Stone per DentalPro, che in occasione del mese della prevenzione, ottobre, richiama l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: la salute della bocca non riguarda soltanto l’estetica del sorriso, ma può contribuire a individuare precocemente problemi e patologie che richiedono un intervento medico.
Prevenzione dentale in Italia: gli over 60 sono i meno attenti
I numeri raccontano abitudini molto diverse tra le generazioni. Secondo la ricerca, il 57% degli italiani con più di 60 anni non si è sottoposto a una visita dal dentista negli ultimi dodici mesi. Una percentuale che scende sensibilmente tra i giovani della Gen Z, fermandosi al 29%.
Il divario generazionale è particolarmente significativo perché, con l’avanzare dell’età, mantenere sotto controllo denti, gengive e mucose orali diventa ancora più importante.
Nel complesso, il 41% degli intervistati dichiara di non aver effettuato controlli odontoiatrici nell’ultimo anno, una quota sostanzialmente invariata rispetto al 2025.
Anche la geografia incide sulle abitudini degli italiani. Nel Sud e nelle Isole la percentuale di persone che non sono andate dal dentista raggiunge il 47%, contro il 38% registrato nel Nord del Paese.
L’indagine, condotta attraverso interviste online e telefoniche, ha coinvolto complessivamente 9.000 cittadini italiani tra i 20 e i 79 anni, con rilevazioni effettuate tra novembre 2025 e luglio 2026.
Salute orale: perché aspettare il mal di denti può essere un errore
Per molti, la visita odontoiatrica resta un appuntamento da fissare quando compare un fastidio. Eppure, numerosi problemi della bocca possono svilupparsi senza sintomi particolarmente evidenti nelle fasi iniziali.
Carie, accumuli di tartaro, infiammazioni gengivali e altre alterazioni possono progredire gradualmente, rendendo più complesso il trattamento quando vengono individuati tardivamente.
Una buona prevenzione comincia dai gesti quotidiani: lavare accuratamente i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, utilizzare strumenti per la pulizia degli spazi interdentali, limitare gli zuccheri e seguire un’alimentazione equilibrata.
Ma l’igiene domestica, per quanto accurata, non sostituisce la valutazione di un professionista.
Durante una visita, infatti, il dentista non osserva esclusivamente lo stato dei denti. Il controllo può comprendere anche gengive, lingua, palato, mucose e pavimento della bocca, permettendo di riconoscere eventuali anomalie che potrebbero passare inosservate.
Tumore del cavo orale: i sintomi che non bisogna ignorare
Tra le ragioni che rendono importante la prevenzione rientra anche la possibilità di individuare lesioni sospette del cavo orale.
Secondo i dati oncologici richiamati da DentalPro, in Italia si stimano circa 9.750 nuove diagnosi di tumori del distretto testa-collo, una categoria che comprende anche le neoplasie della bocca.
Non si tratta, inoltre, di patologie che interessano esclusivamente le persone anziane. Alcuni studi scientifici hanno segnalato un aumento di determinate forme tumorali anche tra gli adulti più giovani.
Quali cambiamenti devono richiamare l’attenzione?
- Macchie bianche, rosse o di colore misto sulle mucose della bocca.
- Piccole ferite o ulcerazioni che non guariscono entro circa due settimane.
- Gonfiori, noduli o ispessimenti persistenti.
- Sanguinamenti, bruciori o dolori senza una causa evidente.
- Difficoltà persistenti nella masticazione o nella deglutizione.
- Alterazioni della mobilità della lingua.
Questi segnali non indicano necessariamente la presenza di un tumore: possono dipendere anche da condizioni benigne. Tuttavia, quando un’alterazione persiste, è importante rivolgersi tempestivamente al dentista o al medico, senza attendere che compaiano sintomi più importanti.
Screening del tumore orale: il test proposto nei centri DentalPro
Nell’ambito delle proprie iniziative dedicate alla prevenzione, DentalPro offre nei suoi centri la possibilità di effettuare un test aggiuntivo per la valutazione di alcune alterazioni della mucosa orale.
L’esame consiste nel prelievo di cellule attraverso uno speciale spazzolino, senza ricorrere a procedure invasive. Il materiale raccolto viene successivamente analizzato in laboratorio per ricercare marcatori cellulari che potrebbero suggerire la necessità di ulteriori accertamenti.
Si tratta di uno strumento complementare alla visita clinica, da utilizzare secondo la valutazione del professionista, soprattutto in presenza di lesioni sospette o particolari fattori di rischio.
Tra questi figurano il tabagismo, il consumo eccessivo di alcol, alcune infezioni da papillomavirus umano (HPV), l’età avanzata e specifiche condizioni individuali.
DentalPro riferisce che, negli ultimi tre mesi, presso i propri centri sono stati individuati tre casi di tumore del cavo orale.
È comunque essenziale chiarire che il test non equivale a una diagnosi oncologica definitiva. Un eventuale risultato positivo richiede approfondimenti specialistici e non dimostra, da solo, la presenza di un tumore. In caso di lesioni sospette, la valutazione clinica e gli eventuali esami diagnostici indicati dallo specialista restano fondamentali.
Dal dentista non soltanto per il sorriso: il valore della diagnosi precoce
A sottolineare il ruolo della visita odontoiatrica è il dottor Samuele Baruch, Direttore del Comitato Medico Scientifico del Gruppo DentalPro.
Secondo lo specialista, il controllo della bocca rappresenta un’occasione per osservare alterazioni che il paziente potrebbe non aver notato, soprattutto quando non provocano dolore.
L’eventuale ricorso a test aggiuntivi deve però inserirsi in un percorso clinico più ampio, nel quale il giudizio del professionista rimane centrale.
Il messaggio è particolarmente importante per chi tende a considerare l’assenza di sintomi come una garanzia di buona salute. Alcune problematiche, infatti, possono essere riconosciute durante una visita prima di diventare evidenti nella vita quotidiana.
La Gen Z cambia le abitudini: la prevenzione diventa una scelta consapevole
Il dato più incoraggiante della ricerca riguarda proprio i giovani. La maggiore frequenza dei controlli odontoiatrici nella Generazione Z suggerisce una diversa attenzione alla cura della bocca rispetto alle fasce di età più avanzate.
Per Michel Cohen, Fondatore e Amministratore Delegato del Gruppo DentalPro, questo comportamento rappresenta un segnale positivo e un esempio da valorizzare.
L’obiettivo, spiega l’azienda, è favorire una cultura della prevenzione che renda la visita dal dentista una consuetudine, anziché un intervento da rimandare fino alla comparsa di un problema.
Con una rete di oltre 280 centri in Italia, DentalPro intende proseguire le attività di sensibilizzazione sulla salute orale e sull’importanza dei controlli.
Il punto centrale, tuttavia, va oltre la singola iniziativa: la prevenzione dentale dovrebbe accompagnare ogni fase della vita, con una frequenza di visite stabilita in base alle condizioni e ai fattori di rischio individuali.
Perché prendersi cura della bocca significa anche prestare attenzione alla propria salute nel suo insieme.

