La rinite allergica torna al centro dell’attenzione con una campagna nazionale di sensibilizzazione che unisce informazione scientifica e linguaggio visivo per raccontare una patologia molto diffusa ma ancora sottovalutata.
A Milano, dal 17 al 20 marzo, Cascina Cuccagna ospita “Scatti di Rinite: le smorfie che non fanno ridere”, una mostra fotografica che mette in scena i volti e le espressioni di chi convive ogni giorno con una delle allergie respiratorie più comuni.
Con l’arrivo della primavera, per milioni di persone aumentano i disagi legati ai pollini: starnuti frequenti, naso che cola, occhi arrossati, congestione nasale e difficoltà nel sonno diventano sintomi quotidiani che incidono sulla qualità della vita. In Italia la rinite allergica interessa circa un quarto della popolazione e, nonostante la sua diffusione, continua spesso a essere diagnosticata tardi o trattata in modo non strutturato.
La campagna nasce su iniziativa di AAIITO, in collaborazione con Respiriamo Insieme APS e con il contributo di Menarini Group. L’obiettivo è mostrare il lato reale della patologia attraverso immagini che raccontano non solo i sintomi visibili, ma anche il peso emotivo e sociale della malattia.
Gli scatti firmati da Giorgio Galimberti trasformano la fotografia in uno strumento di consapevolezza: ogni volto ritratto restituisce il disagio quotidiano di chi affronta la rinite allergica in contesti lavorativi, sociali e familiari, evidenziando quanto questa condizione possa limitare il benessere personale.
Secondo i dati più recenti, la prevalenza della rinite allergica è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni, soprattutto tra giovani e bambini. L’aumento dell’inquinamento atmosferico e il prolungamento delle stagioni polliniche, legato ai cambiamenti climatici, stanno contribuendo a un peggioramento del fenomeno, rendendo la prevenzione e la diagnosi precoce sempre più importanti.
Francesco Murzilli sottolinea come i ritardi diagnostici restino ancora frequenti e come sia necessario rafforzare la collaborazione tra medico di base e specialista allergologo per riconoscere rapidamente i sintomi e impostare terapie adeguate.
Anche sul piano economico l’impatto è rilevante: la rinite allergica genera costi diretti e indiretti elevati, soprattutto quando non viene trattata correttamente. Secondo Riccardo Asero, oltre alla spesa sanitaria, pesano la riduzione della produttività, l’assenteismo e il peggioramento generale della qualità della vita.
Per Simona Barbaglia, raccontare la rinite allergica attraverso immagini significa dare voce a una condizione spesso banalizzata, ma che può compromettere profondamente il quotidiano di chi ne soffre.
La campagna prosegue anche online attraverso il sito dedicato e una diffusione multicanale che comprende radio e strumenti digitali, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico sempre più ampio e favorire una maggiore consapevolezza su una patologia destinata a crescere nei prossimi anni.



