Social Eating, la mostra che propone un altro modo di vedere il cibo, presso EATALY Bari sino al 25 gennaio

Social Eating, la mostra che propone un altro modo di vedere il cibo,  presso  EATALY Bari sino al 25 gennaio

La mostra Social Eating, nata dalla condivisione del progetto di Alessandra Pizzi da parte della direzione e comunicazione di EATALY,  è allestita presso lo Store EATALY di Bari, sino al 25 gennaio. Dopo l’allestimento a Bari, la mostra è destinata ad una tourneè nazionale ed internazionale (2015-2016). Ingresso libero. L’obiettivo dei fotografi “divora” la società

La mostra Social Eating, nata dalla condivisione del progetto di Alessandra Pizzi da parte della direzione e comunicazione di EATALY,  è allestita presso lo Store EATALY di Bari, sino al 25 gennaio.

Dopo l’allestimento a Bari, la mostra è destinata ad una tourneè nazionale ed internazionale (2015-2016).

Ingresso libero.

L’obiettivo dei fotografi “divora” la società intorno e lo fa letteralmente entrando, attraverso il cibo, nella camera oscura delle relazioni e della memoria. Perché il cibo è convivio e corrispondenza, ma è anche abitudine e tradizione. Ecco quindi che diventa “pretesto” per raccontare una società che, oggi più che mai, ruota intorno ad esso, simulacro e metafora della vita. Il cibo è il “codice” scelto dagli artisti per raccontare l’istante in cui viviamo e il suo ricordo. Perché il cibo non è solo figura ma è insieme sensazione, narrazione, emozione, comprensione, conoscenza. I fotogrammi fermano le “storie”, raccontano una società che si muove creando relazioni e scambi intorno ad una tavola, per strada, in un bar e ripescano nel corredo dei ricordi e delle tradizioni popolari di cui l’Italia è piena. Sapori, parole e immagini diventano una sola esperienza estetica.

Sperimentazioni di sapori, di luoghi e di saperi, per un racconto collettivo e inedito di una società che cambia. 

– DOUBLE ROOTS

 Photographs: Flavio&Frank

 Fratelli. Fotografi. Salentini. Diplomati entrambi in fotografia presso l’Istituto Europeo Di Design di Roma, proseguono la loro formazione con due master in fotografia  di moda e post produzione presso l’accademia John Kaverdash di Milano.

Il loro percorso inizia nel 2006. Negli anni hanno curato l’immagine fotografica di diversi musicisti italiani, tra cui: Negramaro, Caparezza, Malika Ayane, Daniele Silvestri, Emma Marrone, Dolcenera, Caterina Caselli, Raphael Gualazzi, Roberto Angelini, Sud Sound System, Après la Classe, Erica Mou, Raffaele Casarano, Boomdabash, Alex Ricci, Steela, Bundamove. I loro lavori sono stati pubblicati su numerose riviste, tra cui: Vanity fair, Gioia, XL di Repubblica, Sportweek, A, Venerdì di Repubblica, Kult, Fox Uomo, Fashion, White, Maxim, Jack, Citizen K. In ambito pubblicitario hanno lavorato per Sony, Yamaha, Meltin’Pot, Piazza Italia, Phard, Nfy, Armando Testa, EnfantsTerribles, Staat, Diaframma. Da poco hanno fondato il collettivo Besafe Studios.

 Progetto: La cultura italiana è talmente ricca di storia e di valori da influenzare e arricchire chiunque ci entri a contatto. In questi tre soggetti l’interazione diventa una metafora visiva dell’integrazione. Vediamo infatti tre personaggi che hanno delle radici culturali completamente differenti dalle nostre, che toccano e quasi “contemplano” degli elementi naturali riconosciuti come tipicamente italiani. Il nome “Double Roots” rappresenta proprio il percorso di affiancamento di radici differenti, che si ritrovano a vivere in simbiosi in un fantastico percorso sperimentale chiamato integrazione.

Photo:

1.RUPINDER| 2. HETUXIN | 3 CIPRIAN

– FORGOTTEN TREASURES

Photographs:  HIMITSUHANA

 Il suo interesse per la fotografia digitale risale al 2007 quando inizia a pensare di poter trasferire il suo stile pittorico e le sue idee, che fino ad allora esprimeva attraverso la pittura, nella fotografia. Ha  intrapreso questo percorso consapevole che non era la fotografia nel suo senso più puro quello di cui andava in cerca, per questo motivo ha iniziato a sperimentare e ad avvicinarsi anche ai software di editing digitale. La post-produzione è  diventata un momento essenziale del suo processo creativo. Una foto è solo un punto di partenza che  permetterà di realizzare un’immagine più complessa. L’ intento è quello di rappresentare gli infiniti universi interiori che compongono l’essere umano.

 Progetto. La rappresentazione del cibo nell’arte ha sempre trovato ampie modalità di espressione. A volte esso ha assunto valori simbolici e metaforici, altre volte ha prevalso la sua più pura forma estetica ed è stato un pretesto artistico per rappresentare il bello e l’opulento. Ha scelto di dare una interpretazione dei tre alimenti che maggiormente rappresentano la cultura italiana: il vino, la pasta e il pane, ispirandosi ai pittori del Rinascimento Italiano. Il cibo diventa un oggetto di adorazione e i tre personaggi femminili presenti degli scatti hanno un’espressione quasi contemplativa nei confronti dell’alimento protagonista a voler simboleggiare quanto non si dia più quell’importanza che il solo possedere quel cibo aveva un tempo. Il cibo oggi è un quotidiano cliché, una ripetizione banale o una moda passeggera, è diventato un tesoro dimenticato.

 Photo:

1.YELLOW| 2.WHITE| 3. RED 

– LA MERENDA

Photographs: STYLAZ

 STYLAZ Stylaz [staɪlaz]: marchio di fabbrica di una coppia creativa, che dal 2008, ritrae i volti di artisti italiani e internazionali, con un approccio alla fotografia moderno e contemporaneo, contraddistinto da contaminazioni pop metropolitane e da un forte legame all’attualità, sempre nel rispetto del passato. Riccardo Ambrosio e Andrea Peroni. Grandi Amici, Autodidatti orgogliosi, sperimentatori, curiosi, ironici, viaggiatori, non convenzionali, pop urbani, osservatori con una spiccata sensibilità artistica e umana. I loro lavori sono pubblicati su GQ, Vanity Fair, Glamour, DJ Mag, Flair, Grazia, A, Io Donna, Infly, Sportweek, ADV Sony Music, Warner Music, Ultra Records NYC, Time Records,…,….

 Progetto. Da settimane ci scervellavamo per trovare l’idea giusta per il nostro progetto…. Rappresentare con tre immagini il cibo come elemento conviviale, di tradizione e i cambiamenti che ha portato e allo stesso tempo ha subito nella nostra societá è stato compito assai arduo. Abbiamo deciso di partire dal primo momento di convivialitá che ognuno vive nella propria vita: la merenda! È infatti la prima occasione sociale in cui i bambini condividono il cibo e rappresenta anche una tradizione consolidata in molte famiglie italiane. Come rappresentarla in 3 immagini? Semplice con i nostri 3 figli: ed è stato così che abbiamo deciso di fotografarli mentre mangiano 3 tipi di merende tipicamente italiane Il cibo non viene mostrato ma appare dopo che è stato consumato lasciando le proprie tracce sulla bocca dei nostri figli. Il godimento che ha provocato é invece raccontato dai loro sguardi.

 Photo:

  1. Pane e Marmellata| 2. Gelato al pistacchio|
  2. Pane e cioccolato

 

– VESPERNA

Photogras: ROAM

 ROAM nasce nel 2014 dall’idea di Tommaso Ausili, Andrea Boccalini e Carlo Gianferro di unire i rispettivi background per creare un nuovo concetto di fotografia da coniugare nell’ambito della ritrattistica e della fotografia documentaristica. ROAM, che racchiude nel suo nome il concetto di vagabondare (dall’inglese “to roam”) e per assonanza la città di Roma, si prefigge di reinterpretare in maniera non seriosa ma profonda vecchi standard fotografici sia popolari che professionali legati alla “città eterna”. Per tre fotografi romani, il loro luogo di appartenenza non poteva più bastare come semplice scenario. Abbiamo quindi scelto di percorrere ed aprire nuove strade per rappresentare Roma e le realtà sociali e umane che la abitano. Queste strade non arrivano più a Roma, ma la attraversano per condurre a ROAM.

 Progetto. In Italia La tavola rappresenta ancora un momento in cui la frenesia quotidiana si placa e la famiglie con le proprie dinamiche si ritrovano come nucleo. Il quartiere intorno a Piazza Vittorio a Roma rappresenta una delle aree più eterogenee e multiculturali d Roma, in cui la tavola e la cucina diventano uno specchio in cui le famiglie possono rivelarsi come comunità non solo nel loro aspetto sociale ma anche culturale.

 Photo:

  1. Senza nome| 2. Senza nome| 3. Senza nome

 

claudia.dimeglio
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