Vendita e demolizione di San Siro accordo tra Comune di Milano e Milan e Inter.

La gentrificazione continua.

L’entertainment pallonaro non poteva esserne immune, logico.

Nessun stupore.

Il sindaco Sala, emblema della gentrificazione, continua nella sua opera di distruzione di tutto quello che ha rappresentato Milano per due secoli.

Oggi una metropoli per super ricchi, il resto via, spazzato via dai costi iperbolici che tale città richiede.
Non si può più definirla nemmeno con l’espressione “città ricca” che Ugo Nardi , piedamaro,”il mago del motore”, alias Nino Manfredi, con cui giustificava le enormi risorse messe a diposizione dal “milanese Virgilio” (Riccardo Garrone) per la rapina al montepremi del Totocalcio raccontata dal film “L’audace colpo dei soliti ignoti”.

No, oggi, Milano è una città “super ricca” ed esclusiva.

Non mi stupisce nemmeno il silenzio assordante dei “vecchi” tifosi, di chi considerava San Siro il simbolo di quella ragione di vita chiamata “tifo”; del senso di appartenenza, della tradizione, dell’identificazione con i colori, della maglia, dello stemma, della storia delle compagini meneghine.

Silenzio assordante, probabilmente un’ omologazione totale al nuovo entertainment.

Nessuna manifestazione, nessuno striscione, nessuna espressione di contrarietà all’abbattimento.
Nulla a favore della ristrutturazione dell’impianto (meno costi, rispetto della tradizione, minori disagi, ecc,).
Nessuna ferma contrarietà alla speculazione edilizia che il progetto del nuovo impianto prevede.
Solo silenzio.

Evidentemente accettano, o “adorano”, i prezzi stratosferici dei biglietti (con il nuovo impianto sarà anche peggio), l’attaccamento ai “valori” finanziari dei proprietari delle società, dei giocatori, dei tecnici, credendo, ammaliati dai “lustrini e dalle paillettes” che i mercenari del nuovo entertainment dispensano a piene mani per accalappiare e spennare i clienti-fidelizzati, di continuare a “vivere” quel sogno chiamato Calcio.
Auguri, per gli anni a venire, costellati di ristoranti stellati , outlets grandi firme, alberghi super lusso, palestre ipertecnologiche, e merchandising a go go.
Ah, dimenticavo.
Nella strada ormai tracciata e percorsa, è d’uopo attendersi partite di campionato anche su Marte, e trasferimento della “franchigia” in altre sedi europee, in stile USA, dove le previsioni di guadagno saranno maggiori.

Massimo Puricelli
Castellanza (VA)