VITA MIA, il nuovo film di Edoardo Winspeare con Dominique Sanda, Celeste Casciaro, Ninni Bruschetta, Ignazio Oliva, arriva in sala dal 9 aprile.
Una storia che affonda le sue radici nel Salento ma che guarda all’Europa, tra passato e presente. Protagoniste due donne: Didi, nobile transilvana pugliese, e Vita, donna di origine contadine, sono quanto di più lontano si possa immaginare, ma dal loro incontro nascerà un’amicizia capace di cacciare i fantasmi del passato.
Distribuito da Draka Distribution, il film è una produzione Stemal Entertainment e Saietta Film con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo e Gustavo Caputo con il contributo di MIC – DG Cinema e Audiovisivo, Regione Puglia, Fondazione Apulia Film Commission e Puglia Promozione, con la partecipazione di Banca Popolare Pugliese SCPA. Vita mia è stato presentato in anteprima al Torino Film Festival.
SINOSSI
Didi, anziana duchessa transilvana trapiantata in un paese del Salento, vive con orgoglio un presente segnato dall’età e da precarietà economica. Quando è costretta ad assumere un’aiutante, entra in casa sua Vita, donna salentina di origini popolari e carattere deciso.
All’inizio le divide tutto: abitudini, lingua, politica, l’idea stessa di dignità.
Ma nella routine della cura i rituali aristocratici di Didi e la concretezza di Vita smettono di essere ostacoli e diventano terreno di scambio, rispetto e complicità.
Il passato, tuttavia, non rimane in silenzio. Didi deve tornare in Transilvania per il processo di beatificazione del padre e, contro il parere dei figli, sceglie di affrontare il viaggio con Vita.
Nella dimora di famiglia e tra parenti rimasti immobili nel tempo riaffiorano ferite legate alla guerra, al nazismo, alla Shoah e al peso di essere sopravvissuti.
In questo confronto tra memoria privata e Storia europea, la presenza lucida e tenace di Vita aiuta Didi a dare un senso ai propri fantasmi e ad aprirsi a un’ultima, inattesa serenità.
Il senso del film
Le parole di Edoardo Winspeare
«L’idea di VITA MIA mi è venuta osservando, negli ultimi anni, il rapporto che mia madre, malata di Parkinson, ha sviluppato con una signora salentina che si è presa cura di lei. È passata da un iniziale sentimento di frustrazione e rabbia per il suo stato di salute, a uno di tenerezza quasi materna verso questa donna semplice, intelligente e molto buona. […]
La mia esperienza personale mi ha spinto a scrivere una storia di fantasia che, tuttavia, presenta molti punti in comune con quella reale, soprattutto per quanto riguarda l’ambiente familiare, l’esperienza della malattia e il rapporto tra le due protagoniste. […] Tuttavia, il film non è solo il racconto di un’esperienza umana, ma anche un pretesto per riflettere sull’Europa.
La piccola storia di Didi e Vita diventa metafora della grande Storia d’Europa. Il Vecchio Continente, infatti, con tutta la sua cultura, la sua storia, le sue lingue e le sue società, oltre a fare da sfondo alla nostra storia, ne influenza lo stile, la forma e il pensiero, al punto da diventare il protagonista nascosto del film.». Edoardo Winspeare
Qualche informazione sul regista
Edoardo Winspeare nasce nel 1965, vive a Depressa, in Puglia, fino ai 14 anni e vi fa ritorno a 28 anni, scegliendo di restare. Nel frattempo, studia a Firenze, presso l’HFF, Università del Cinema di Monaco, e lavora in diverse produzioni audiovisive.
La Puglia, con le sue storie, con la sua anima Mediterranea è d’ispirazione per tutti i suoi film (1996 – Pizzicata; 2000 – Sangue vivo; 2003 – Il miracolo; 2008 – Galantuomini; 2009 – Sotto il Celio Azzurro; 2014 – In grazia di Dio; 2017 – La vita in comune).
VITA MIA
un film di EDOARDO WINSPEARE
con DOMINIQUE SANDA, CELESTE CASCIARO
NINNI BRUSCHETTA, IGNAZIO OLIVA, KAROLINA PORCARI, JOHANNA ORSINI, FRANCESCA ZIGGIOTTI, DORA SZTARENKI, JOSEF SCHOLLER
con la partecipazione di STEFAN LIECHTENSTEIN e CHRISTIAN LIECHTENSTEIN
in sala dal 9 aprile
con DRAKA DISTRIBUTION
Durata 125’


