W la coerenza.
Hanno ormai raschiato il fondo del barile gli oppositori del governo giallo-verde.
Furibonda lite in diretta durante il programma Tagadà su LA 7 nella puntata odierna, tra il filosofo Fusaro e la giornalista del Corsera, Meli.
Oltrepassando le contumelie reciproche, la “prestigiosa” firma del quotidiano milanese ha tenuto a sottolineare reiteratamente che l’esecutivo non è stato votato direttamente dal popolo elettore, ma è la sintesi di un accordo parlamentare, con buona pace dell’ideologie a cui si ispirano i due partiti e i loro elettori.
Ascoltando l’inviperita giornalista ho pensato di avere problemi di comprensione linguistica e di soffrire di vuoti mnemonici.
La dottoressa Meli non era una delle più strenue difenditrici della Costituzione e ci ricordava continuamente che siamo una Repubblica parlamentare, ammonendo e bacchettando tutti coloro che chiedevano a gran voce un esecutivo direttamente espressione del popolo ? Era la stessa Meli che aborriva il “pericolo” rappresentato dalla forma di governo Presidenziale ?
Era la Meli che disse apertamente che non poteva essere dato l’incarico al centro destra perchè non raggiungeva il 50% dei seggi parlamentari e quindi non era portatrice di una chiara e larga maggioranza alla Camera e al Senato ?
Delle due , l’una.
O la Meli di oggi era una replicante o un sosia o un’omonima, oppure in Italia le patologie cognitive e mnemoniche sono diffusissime e colpiscono milioni di persone tra cui anche i telespettatori che oggi hanno visto il programma Tagadà.
Se fosse così, il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe affrontare un enorme spesa per curare i suoi assistiti affetti da tali patologie.
Ai posteri l’ardua sentenza…
Massimo Puricelli