Wanted Cinema presenta LOVE ME TENDER, il nuovo film scritto e diretto da Anna Cazenave Cambet, tratto dal libro edito da Solferino, in arrivo nelle sale italiane dal 23 aprile, dopo il suo esordio internazionale alla Settimana della Critica del Festival di Cannes.

Cosa significa essere una “buona madre” oggi? E quanto siamo davvero disposti a mettere in discussione questo modello? Con Love Me Tender, la regista Anna Cazenave Cambet firma un’opera intensa e necessaria, capace di scavare nelle contraddizioni più profonde della società contemporanea.

SINOSSI 

Al centro della storia c’è Clémence, interpretata da una magnetica Vicky Krieps, tra i volti più intensi del cinema europeo contemporaneo. Il suo personaggio è una donna che sceglie di non mentire più: alla fine dell’estate confessa all’ex marito di avere relazioni sentimentali con altre donne. Una verità che, invece di liberarla, la precipita in una spirale di perdita e giudizio.

L’uomo le sottrae la custodia del figlio, aprendo una ferita che diventa il cuore pulsante del racconto.

Da qui prende forma un percorso doloroso e ostinato, in cui Clémence lotta per rimanere madre senza rinunciare a sé stessa. Non è un’eroina tradizionale, né una vittima: è una figura complessa, contraddittoria, profondamente umana. E proprio in questa ambiguità risiede la potenza del film. Love Me Tender non cerca facili consolazioni, ma invita lo spettatore a confrontarsi con una domanda scomoda: è possibile conciliare libertà individuale e responsabilità genitoriale senza essere puniti?

Lo sguardo della regista è asciutto, rigoroso, quasi chirurgico. Non c’è spazio per il melodramma, né per soluzioni narrative rassicuranti. Ogni scena sembra costruita per mettere a nudo il conflitto interiore della protagonista, mentre il mondo intorno a lei – fatto di tribunali, sguardi giudicanti e silenzi – si trasforma in una gabbia invisibile. La società osserva, valuta, condanna. E lo spettatore, inevitabilmente, si trova coinvolto in questo processo.

Uno degli elementi più affascinanti del film è il modo in cui il tempo viene utilizzato come dispositivo narrativo. Le stagioni scorrono, segnando il passare dei mesi e l’attesa di Clémence, che si aggrappa a ogni possibilità di rivedere il figlio. Questo fluire lento e inesorabile accompagna la sua trasformazione interiore, rendendo tangibile il peso della distanza e della solitudine. Non si tratta solo di una storia di maternità, ma di identità: chi siamo quando ci viene tolto il ruolo che più ci definisce?

«Quello che mi interessava era confrontarmi con un tabù assoluto: quello della cattiva madre», ha dichiarato Anna Cazenave Cambet. Ed è proprio questo il nodo centrale del film. Clémence rifiuta di scendere a compromessi: non vuole rinunciare alla scrittura, ai desideri, alla propria libertà per rientrare in un modello accettabile. Una scelta radicale, certo, ma anche profondamente coerente. E allora la domanda diventa ancora più urgente: perché una donna deve scegliere tra essere madre e essere sé stessa?

La performance di Vicky Krieps è il vero motore emotivo del film. Con uno stile recitativo fatto di sottrazione, sguardi e silenzi, l’attrice riesce a restituire tutte le sfumature di un personaggio che sfugge a ogni etichetta. Non c’è mai compiacimento, mai ricerca di empatia facile: solo una verità cruda, che colpisce proprio perché non chiede di essere amata.

Con Love Me Tender, Wanted Cinema prosegue il suo percorso editoriale orientato a un cinema di ricerca, capace di interrogare il presente e aprire nuove prospettive. È un film che divide, che provoca, che resta addosso. Non offre risposte semplici, ma costringe a porsi domande difficili.

In un panorama cinematografico spesso dominato da narrazioni più convenzionali, questa opera si distingue per il coraggio con cui affronta uno dei tabù più radicati della nostra cultura. La “madre imperfetta” diventa così il simbolo di una libertà che fa paura, ma che è anche necessaria. Perché forse, alla fine, il vero scandalo non è sbagliare, ma rifiutarsi di vivere secondo regole imposte.

Dal 23 aprile, il pubblico italiano avrà l’occasione di confrontarsi con un film che non lascia indifferenti. E che, proprio per questo, merita di essere visto, discusso e – soprattutto – ascoltato.

Nelle sale italiane dal 23 aprile con Wanted