Yulin e il suo Distretto del Cashmere sbarcano per la prima volta in Italia con una presentazione ufficiale a Milano, confermandosi uno dei poli manifatturieri più avanzati della Cina e una delle realtà più promettenti per il settore moda e tessile internazionale.

L’obiettivo è promuovere il distretto presso il mercato italiano, creando un ponte strategico tra Cina e Italia.  Al centro: qualità del cashmere, filiera sostenibile e nuove opportunità di collaborazione.

Yulin, eccellenza del cashmere e motore economico della Cina nord-occidentale

Situata nella parte più settentrionale della provincia dello Shaanxi, Yulin è spesso definita il “Kuwait della Cina” grazie alle sue ingenti risorse energetiche e alla crescita economica costante.

Con una superficie di 42.900 km² e un PIL che nel 2024 ha raggiunto 754,868 miliardi di yuan, la città si posiziona al primo posto tra le città non capoluogo della Cina centrale e occidentale.

Pur essendo un moderno hub industriale, Yulin ha saputo mantenere una forte vocazione agricola e zootecnica. Grazie al clima secco e alla gestione scientifica degli allevamenti, è oggi la più grande area non pastorale della Cina dedicata alle capre da cashmere, con quasi 10 milioni di capi.

La produzione supera le 3.000 tonnellate di fibra grezza ogni anno, rendendo il cashmere di Yulin una delle materie prime più richieste dai brand del lusso internazionale.

La celebre Capra da Cashmere Bianca dello Shaanxi Settentrionale offre inoltre fibre con una finezza inferiore a 15,8 micron e lunghezze superiori ai 36 mm, con qualità premium che possono scendere sotto i 14,5 micron.
Queste caratteristiche garantiscono una lana estremamente morbida, resistente e luminosa, ideale per capi di alta gamma.

Una filiera integrata e sostenibile dalla materia prima al prodotto finito

Uno degli aspetti che rendono Yulin un punto di riferimento globale è la sua filiera integrata a ciclo chiuso, che parte dalla coltivazione dei foraggi e arriva fino al design, al branding e alla logistica moderna.

Un sistema completo che assicura il controllo totale della qualità, la riduzione degli sprechi e un approccio sostenibile alla produzione.

Il distretto produce ogni anno 16 milioni di capi in lana, coprendo oltre il 75% del mercato interno cinese dell’abbigliamento invernale.

Grandi aziende come Tonghai Cashmere e Hongtai Group stanno investendo in tecnologie avanzate, rafforzando il posizionamento di Yulin come polo manifatturiero di livello mondiale.

Tra le imprese più rappresentative figurano:

  • Yingguo Industrial Co., Ltd., specializzata in tessuti e produzione industriale;

  • Yulin Munsell Clothing Co., Ltd., attiva nel design e nella produzione di abbigliamento;

  • Yulin Eirenmei Clothing Co., Ltd., focalizzata su segmenti specifici di moda;

  • Yulin Sheep Leader Brand Clothing Operation Co., Ltd., impegnata nella produzione di capi in lana e derivati ovini;

  • Shaanxi Tuocheng Rongye Technology Co., Ltd., specializzata in tecnologie per il cashmere;

  • Jingbian County Dinghong Cashmere Development Co., Ltd., presente lungo l’intera filiera del cashmere.

    Prospettive globali e opportunità per il mercato italiano

    I prodotti del distretto di Yulin sono comunque già presenti in Europa, Stati Uniti, Russia e Asia centrale, e hanno calcato prestigiosi palcoscenici internazionali, dalle Olimpiadi invernali di PyeongChang alle principali fashion week.

    Yulin punta ora a rafforzare collaborazioni con aziende italiane, designer e istituti di ricerca, creando opportunità di scambio culturale, tecnologico e commerciale.

    Grazie alla sua combinazione di tradizione, qualità delle fibre e capacità produttiva avanzata, Yulin si propone quindi come partner ideale per il fashion system italiano, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti, incrementare la visibilità globale e contribuire all’evoluzione sostenibile del settore.

Milano come punto di partenza verso nuove collaborazioni

L’obiettivo, quindi, è chiaro: valorizzare la qualità del cashmere cinese, favorire scambi commerciali e tecnologici e costruire un ponte stabile tra le eccellenze manifatturiere dei due Paesi, instaurando collaborazioni con aziende, designer, istituzioni e centri di ricerca italiani.