Art Déco Week debutta in Italia dal 18 al 24 novembre 2026 con un viaggio nell’estetica e nella modernità del Novecento.
Quaranta itinerari guidati in 19 regioni e sette conferenze online accompagneranno il pubblico alla scoperta di architetture, ceramiche, pittura, arredi, moda e cultura del viaggio.
C’è un filo che collega una facciata elegante, un vecchio cinema, un grande albergo, una villa decorata e persino i dettagli di un oggetto d’uso quotidiano: è la capacità dell’Art Déco di trasformare la modernità in stile.
È da questa idea che nasce la prima edizione di Art Déco Week, manifestazione ideata e curata da Andrea Speziali e organizzata dall’Associazione Italia Liberty. Dopo il percorso dedicato all’Art Nouveau, il progetto sposta lo sguardo sugli anni tra le due guerre e su quella rivoluzione estetica che cambiò il modo di progettare, abitare, viaggiare e comunicare.
Art Déco Week: un grande viaggio nell’Italia del Novecento
Dal Nord al Sud, la manifestazione costruisce una vera e propria mappa nazionale dell’Art Déco.
Sono 40 gli itinerari guidati proposti complessivamente in 19 regioni italiane, con percorsi affidati a guide turistiche abilitate. Accanto alle visite si svolgerà un ciclo di sette conferenze scientifiche online, una per ogni giornata del Festival.
Il risultato è un racconto diffuso che mette in relazione città d’arte, località balneari, architetture pubbliche, alberghi, cinema e luoghi della vita quotidiana.
L’obiettivo non è soltanto individuare edifici e decorazioni riconducibili al Déco, ma comprendere la trasformazione culturale che attraversò l’Italia e l’Europa nella prima metà del Novecento.
La conchiglia è il simbolo della prima edizione
A caratterizzare l’edizione 2026 sarà un elemento apparentemente semplice: la conchiglia.
La sua forma diventa una chiave per leggere l’estetica Déco attraverso ventagli, raggiere, simmetrie e geometrie. Un motivo naturale che, una volta reinterpretato dagli artisti, diventa sintesi decorativa e attraversa materiali e linguaggi differenti.
Ceramica, vetro, ferro, arredamento, grafica e moda diventano così parti di uno stesso racconto.
La conchiglia permette inoltre di osservare uno dei tratti più interessanti dell’Art Déco: il passaggio dalla rappresentazione della natura alla sua semplificazione geometrica, fino alla costruzione di un’immagine nuova della modernità.
Quaranta itinerari da Nord a Sud: le città da scoprire
Il calendario attraversa alcune delle principali città italiane, ma non si limita ai grandi centri.
Il Veneto propone cinque percorsi, mentre Emilia-Romagna, Marche e Sicilia ne ospitano quattro ciascuna. Tre appuntamenti sono previsti in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Lombardia; Toscana e Trentino-Alto Adige ne propongono due.
Completano la mappa Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta.
18 novembre: il debutto da Pescara a Salsomaggiore
La settimana prende il via mercoledì 18 novembre con appuntamenti a Pescara, Reggio Calabria, Napoli, Ferrara, Forlì e Salsomaggiore Terme.
I percorsi permettono di leggere il rapporto tra decorazione, architettura e trasformazione urbana, con tappe che spaziano dall’Aurum alla Stazione Marittima di Napoli, fino a Palazzo Panfilio a Ferrara.
A Salsomaggiore il viaggio nell’Art Déco incontra invece il mondo termale e l’opera di Galileo Chini, mettendo in primo piano il ruolo delle arti decorative.
19 novembre: Trieste, Gorizia, Udine e Roma
Giovedì 19 novembre il Festival si sposta tra Sogliano al Rubicone, Gorizia, Trieste, Udine e Roma.
Il Friuli-Venezia Giulia offre un confronto tra Secessione, Déco e architettura degli anni Trenta. Nella capitale, invece, il percorso parte dall’Hotel Mediterraneo per raccontare il rapporto tra alberghi, cinema e nuovi luoghi del lusso.
20 novembre: da Genova a Milano
Venerdì 20 novembre riflettori puntati su Liguria e Lombardia, con itinerari a Genova, Imperia, La Spezia, Brescia, Busto Arsizio e Milano.
A Imperia protagonista sarà Villa Grock, mentre a Milano il percorso prenderà il via dall’ex Albergo Diurno Venezia, seguendo le tracce di Piero Portaluppi e della città sotterranea.
Il programma bresciano si concentra invece su piazza della Vittoria, mentre Busto Arsizio racconta il passaggio dal Liberty alle forme più geometriche attraverso l’opera di Silvio Gambini.
21 novembre: le Marche e la modernità urbana
Sabato 21 novembre toccherà a Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro, Senigallia, Campobasso e Torino.
Gli itinerari esploreranno edifici pubblici, geometrie urbane e architetture legate alla nuova idea di città.
A Senigallia sarà la Rotonda a Mare a portare al centro del racconto la modernità delle località balneari degli anni Trenta.
22 novembre: il viaggio arriva nel Mezzogiorno e nelle isole
Domenica 22 novembre il percorso coinvolgerà Bari, Cagliari, Catania, Messina, Palermo e Trapani.
Tra i luoghi di riferimento figurano il Kursaal Santalucia, la Palazzina Scano e la Galleria Vittorio Emanuele III.
A Palermo l’itinerario partirà dal Palazzo delle Poste per approfondire il rapporto tra Futurismo, Art Déco e arti pubbliche.
23 novembre: Firenze, Viareggio e Alto Adige
Lunedì 23 novembre sarà la volta di Firenze, Viareggio, Bolzano, Merano e Perugia.
Il cinema Odeon e Villa Argentina accompagneranno il racconto toscano, mentre gli itinerari altoatesini saranno dedicati alle architetture della modernità.
A Perugia il percorso si concentrerà sulla Sala Lippi e sul ruolo delle arti applicate.
24 novembre: il gran finale tra Veneto e Valle d’Aosta
La settimana si chiuderà martedì 24 novembre con appuntamenti ad Aosta, Lido di Venezia, Padova, Venezia, Verona e Vicenza.
Una conclusione che riporta al centro alcuni dei temi più rappresentativi dell’universo Déco: viaggio, mondanità, spettacolo e nuovi spazi collettivi.
Sette conferenze online per capire l’Art Déco
Alle visite sul territorio si aggiunge un calendario di sette incontri scientifici online, programmati dal 18 al 24 novembre, dalle 11 alle 12.30.
Gli appuntamenti approfondiranno architettura, ceramica, scultura, pittura e grafica, seguendo anche la circolazione internazionale dei modelli estetici.
Piero Portaluppi e le geometrie del Déco
Si parte il 18 novembre con un approfondimento dedicato a Piero Portaluppi, tra architetture, interni, materiali e decorazione. Il percorso arriverà fino a Villa Necchi Campiglio per analizzare l’evoluzione della sua ricerca.
Chini tra Liberty e Art Déco
Il 19 novembre sarà dedicato alla famiglia Chini e alla produzione ceramica, con particolare attenzione a Galileo e Tito Chini.
L’incontro approfondirà anche l’attribuzione a Galileo Chini delle maioliche a lustro di Villa Lydia a Viserba di Rimini e il rapporto con altre manifatture toscane, compresa Richard-Ginori e la ricerca di Gio Ponti.
I maestri della scultura Déco
Il 20 novembre il focus si sposterà sulla scultura, mettendo in relazione protagonisti italiani come Fortunato Depero, Libero Andreotti, Umberto Bellotto e Gio Ponti con figure come Alessandro Mazzucotelli e Silvio Gambini.
Il confronto arriverà fino a New York e al Prometeo di Paul Manship al Rockefeller Center.
Gio Ponti tra architettura e decorazione
Il 21 novembre spazio a Gio Ponti, osservato nel rapporto tra edificio, interni e oggetto.
Dalle ceramiche realizzate per Richard-Ginori agli arredi, il percorso mostra come la decorazione possa diventare parte integrante dell’idea architettonica.
Da Parigi al mondo: l’Art Déco diventa globale

Il 22 novembre lo sguardo si allargherà all’Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne di Parigi del 1925.
Manifesti, moda, grafica, caratteri tipografici e oggetti permetteranno di ricostruire la diffusione internazionale di un nuovo immaginario legato ai consumi e alla modernità.
America Art Déco e turismo
Il 23 novembre sarà dedicato al rapporto tra Art Déco, turismo e architettura del tempo libero, con un confronto tra Miami Beach e l’Italia.
Alberghi, insegne, atri e arredi saranno letti come elementi capaci di costruire l’identità delle città e l’esperienza dei viaggiatori.
Tamara de Lempicka e la pittura della modernità
A chiudere il ciclo, il 24 novembre, sarà Tamara de Lempicka.
Ritratti, figure, moda e fotografia offriranno l’occasione per analizzare come l’Art Déco abbia contribuito alla costruzione di una nuova immagine pubblica e femminile.
Art Déco Week guarda anche alla tutela del patrimonio
Dietro la riscoperta estetica c’è anche una questione molto concreta: come conservare il patrimonio del Novecento?
Art Déco Week vuole infatti collegare la divulgazione alla necessità di conoscere e documentare edifici, manifatture, collezioni e archivi.
Per Italia Liberty, identificare un’opera e ricostruirne la storia significa anche creare le condizioni perché possa essere tutelata nel tempo.
Un’attenzione particolare è rivolta alle collezioni pubbliche e private e ai materiali documentari, compresi quelli di realtà culturali che dispongono di risorse limitate.
Art Déco Week 2026: informazioni, costi e prenotazioni
La prima edizione di Art Déco Week si svolgerà dal 18 al 24 novembre 2026.
Le visite guidate hanno un costo di 25 euro a persona per ogni itinerario e sono condotte da guide turistiche abilitate. Le richieste di partecipazione devono essere inoltrate entro il 14 novembre secondo le modalità indicate dall’organizzazione.
La conferma delle visite è prevista entro il 15 novembre alle ore 22. In caso di annullamento per maltempo è previsto il rimborso secondo le condizioni indicate da Italia Liberty.
Le sette conferenze online prevedono invece la partecipazione riservata ai soci Italia Liberty con tessera valida e un contributo aggiuntivo per l’intero ciclo.
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi all’Associazione Italia Liberty.
Un nuovo modo di raccontare l’Art Déco italiana
Art Déco Week arriva così con una promessa precisa: riportare alla luce una parte della storia italiana che spesso passa inosservata nei luoghi che attraversiamo ogni giorno.
Facciate, ceramiche, cinema, alberghi, ville e oggetti diventano le tessere di un mosaico che racconta il desiderio di modernità di un’epoca.
E la conchiglia, scelta come simbolo della prima edizione, diventa la metafora perfetta di questo viaggio: una forma naturale trasformata dall’uomo in geometria, decorazione e immagine.
Un secolo dopo, l’Art Déco torna così a parlare al presente attraverso le città, i loro edifici e quei dettagli che, ancora oggi, raccontano quanto velocemente possa cambiare il modo di immaginare il futuro.


