Balthasar Burkhard. Dal documeto alla fotografia monumetale

Balthasar Burkhard. Dal documeto alla fotografia monumetale

Il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano dedica una rassegna monografica all’opera del fotografo, nonché artista svizzero Balthasar Burkhard (Berna, 1944 – 2010). La mostra è in programma fino al 30 settembre 2018 presso il Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano sede LAC Lugano Arte e Cultura. Prima retrospettiva della mostra fotografica, coordinamento e

Il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano dedica una rassegna monografica all’opera del fotografo, nonché artista svizzero Balthasar Burkhard (Berna, 1944 – 2010). La mostra è in programma fino al 30 settembre 2018 presso il Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano sede LAC Lugano Arte e Cultura.

Prima retrospettiva della mostra fotografica, coordinamento e allestimento a cura di Guido Comis e Diego Stephani, organizzata in collaborazione con il Museum di Essen, la Fotostiftung e il Fotomuseum di Winterthur – ripercorre l’intero arco cronologico  della carriera di Burrkhard, partendo dagli esordi fino alla fine degli Anni Sessanta nel segno della fotografia documentaria.
Un’ampia selezione di scatti, il suo lavoro di cronista della scena artistica internazionale a fianco del celebre curatore Harald Szeemann. Burkhaaard, pur lavorando come fotocronista, aspira  a lasciare il segno come artista. Insieme all’amico nonché collega Marhus Raetz crea le prime fotografie riprodotte in grande formato su tela.
I soggetti: un letto coperto da un lenzuolo gualcito, un grande foglio di carta sul pavimento, una finestra coperta da una tenda – creano un’interferenza fra l’immagine e la tela di supporto che non viene tesa, ma ricade in morbide pieghe… Fra la metà degli Anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio Burkhard si cimenta in fotografie di paesaggi urbani e naturali, riprodotti in grande formato , caratterizzati dal bianco e nero vellutato che è la cifra di gran parte della sua opera.
In visione opere come Autoritratto del 1977 (Stampa alla gelatina d’argento su tela), Der Korper I (Il corpo I) realizzato nel 1983, Normandie  01 del 1995 (Stampa alla gelatina d’argento), Strauss (Struzzo) del 1996 (Stampa alla gelatina d’argento), Leone del 1996, Kamel (Cammello) del 1997, Mexico  City (Vulcano) del 1999 (Stampa alla gelatina d’argento su carta baritata).
Nel corso della sua carriera l’artista si dedica a più riprese al ritratto. Negli anni di lavoro come fotocronista l’obiettivo è rivolto agli artisti impegnati  nella creazione delle proprie opere, in seguito predilige i soggetti in posa, sia che si tratti di persone, sia che rivolga l’obiettivo agli animali a tema, verso la metà degli Anni Novanta, realizza una serie straordinaria in cui rivive l’approccio catalogatorio della fotografia ottocentesca.
La mostra molto bella, interessante, dove siamo di fronte a semplici immagini, ma a una concezione della fotografia totalmente inedita  che trova nei grandi e versatili spazi del Museo d’arte della Svizzera italiana la giusta collocazione.
Per questa circostanza è stata realizzata una pubblicazione in inglese, tedesco e italiano (Steid Verlag). Il volume presenta un ricco corredo iconografico e comprende contributi di studiosi e testimonianze di amici dell’artista.
Orari della mostra: da martedì a domenica dalle ore  10.00 alle ore  18.00.
Giovedì dalle ore 10.00 alle ore  20.00. Lunedì chiuso.
Sede: LAC – Piazza Bernardino Luini,6 Lugano. +41 (0)58 866 4214

 

Giuseppe Lippoli

 

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