I danni della globalizzazione sulle nuove generazioni

I danni della globalizzazione sulle nuove generazioni

Che la globalizzazione abbia creato danni economici sociali a livello mondiale in questi ultimo decennio, è ormai appurato e sostenuto da decine di economisti e sociologi. Un danno profondo su cui si dovrà lavorare anni per poter ricreare una condizione socio-economica dignitosa e sufficiente per ridare condizioni di vita decenti. Una condizione drammatica. Credevo che lo sfacelo generato fosse

Che la globalizzazione abbia creato danni economici sociali a livello mondiale in questi ultimo decennio, è ormai appurato e sostenuto da decine di economisti e sociologi.
Un danno profondo su cui si dovrà lavorare anni per poter ricreare una condizione socio-economica dignitosa e sufficiente per ridare condizioni di vita decenti.
Una condizione drammatica.
Credevo che lo sfacelo generato fosse stato analizzato in tutti i suoi aspetti.
Mi sbagliavo.
E sì, perchè ho compreso che la rovina più grave ha colpito le nuove generazioni, in maniera profonda, a livello di valori.
Ben inteso non tutti i giovani, grazie al Cielo, hanno subito l’annichilimento delle virtù fondamentali, tuttavia ciò che evidenziano i resoconti dei maggiori organi di stampa inerente alle tendenze più “IN”, mi ha inorridito.
Da alcune settimane due “fenomeni musicali” hanno conquistato l’ attenzione dei mass-media a seguito del successo riscontrato tra migliaia di giovani e giovanissimi.
Chi sono ?
Sono il rapper di origine ghanese “Bello Figo” e la band musicale rapper costituita da giovani romani del quartiere Monti, “Dark Polo Gang”.
Il primo ha dato sfoggio di sè durante alcune presenze televisive “pubblicizzando urbi et orbi” la sua canzone (canzone è una parola grossa) “Non pago affitto”.
Uno stornello rap, icona dell’orgoglio dei sedicenti profughi (meglio definirli sicuri clandestini) ospitati a spese delle casse dell’erario italiano in oltre 2000 paesi dello Stivale, che declama una serie di diritti “inalienabili”: il Wi-Fi, l’alloggio in alberghi a 4 stelle, prestazioni sessuali con donne bianche (Op.cit.), e, ovviamente, la “legittima” richiesta di una regolare e sicura retribuzione (a fronte di quale prestazione lavorativa effettuata non è dato a sapersi).
Il video di questo “capolavoro” ha prodotto oltre un milione e mezzo di visualizzazioni sul sito You-Tube.
Ma non solo.
La popolarità di tale personaggio è talmente diffusa e dilagante tra i giovani, che si è guadagnato anche comparsate come ospite d’onore in alcune feste organizzate da rinomati locali della movida lombarda.
Il secondo esempio dello sfascio globalizzante, è il gruppo rap romano “Dark Polo Gang”.
Lo confesso, di codesti personaggi underground non ne conoscevo l’esistenza fino a ieri sera.
Seguendo il programma di Rai Due “Nemo”, ho avuto la “sfortuna” di prendere coscienza di quanto sia infimo il livello della società italica.
La trasmissione di stampo social-politico (tra gli ospiti anche l’ex ministro della Giustizia ed ex delfino di Bettino Craxi, Claudio Martelli), ha dedicato uno intero blocco al nuovo fenomeno musicale che furoreggia tra i giovanissimi.
Veri e propri idoli; vere e proprie stars; vere e proprie icone da emulare e seguire in toto.
Il loro credo?
Soldi, droga, moda.
Sì, sì, un florilegio dell’ edonismo più sfrenato, misto con un assoluta vacuità.
I loro discorsi sono un totale “nonsense” ricercato e studiato, che riproduce e raffigura uno stato psichico alterato da sostanze stupefacenti o psicotrope (spero che quello stato psichico sia artefatto per ragioni di marketing, visto la gravità della loro esaltazione delle sostanze illecite, e degli oggetti più “cool” della moda).   
Ripresi durante il loro consueto struscio nelle vie modaiole di Roma, seguiti da uno stuolo di coetanei adoranti e anelanti degli oggetti indossati e ostentati dai 4 componenti della band/gang.
Domanda dell’intervistatore: In che cosa credete? Risposta del capogruppo, mentre trastulla un portachiavi-trash di visone della modica cifra di qualche centinaia di euro: nei soldi, nel fare i soldi, poi, boh magari comprarsi una villa a Los Angeles !
Entrambi questi “crack” non sono un prodotto di qualche major del marketing o di qualche guru della comunicazione. 
No, sono un “autoproduzione”. 
Il loro star-system è stato autocreato, sull’onda del successo riscosso nei loro coetanei.
Ed ecco il punto dolente, il vero dramma, un aspetto nocivo e deleterio che ha prodotto la globalizzazione che mai si era posto all’attenzione.
Premesso che ogni generazione nel corso degli ultimi 150 anni ha creato e seguito tendenze e mode più o meno effimere, tuttavia furono sempre intrise di qualche ideale politico o filosofico, un “idealtipo” anche idealistico o utopico.
Ora, invece, questi nuovi “fari ammalianti” delle nuove generazioni, hanno come unico e assoluto “valore”, l’ unione e identificazione del piacere con il materialismo totale.
Il rapper ghanese “Bello figo”, con una capigliatura simil risotto alla milanese, rappresenta e identifica ciò che la globalizzazione ha sempre indicato: l’illimitata mancanza di regole dove prevalgono solo le libertà e sono assenti doveri e responsabilità, condite con sberleffi e irrisioni per chi ancora rispetta la legge, e possiede un elevato concetto del dovere e un profondo senso di responsabilità e rispetto.
La Gang rap romana del quartiere Monti (pertanto figli della borghesia romana non dei disadattati di qualche periferia), è l’emblema della vacuità che pervade le menti di una cospicua parte di giovani privi di qualunque ideale, di qualunque valore, eccezion fatta per quello rappresentato dalla filigrana della carta delle banconote.
E la globalizzazione che cosa ha prodotto nel corso di questi ultimi due decenni ?
Proprio la fame di soldi, di ricchezza creata a dispetto delle regole, dove l’ anarchia economico-finanziaria è l’assoluto dominus; una giungla.
L’ amarezza che mi ha pervaso scoprendo questi condottieri della nouvelle vague è stata così profonda che ho trascorso la notte sperando di svegliarmi da questo incubo alle prime luci dell’alba.
Purtroppo, non appena ho intravisto gli albori del nuovo dì, il risveglio è stato amaro, perchè ho avuto la certezza che l’incubo non era un prodotto onirico, ma una triste realtà a cui dovremo trovare una via di uscita celere e completa se desideriamo che il futuro non sia d’appannaggio degli emuli di Bello figo e Dark Polo Gang.
 
Massimo Puricelli
Castellanza(VA)     

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