La racchetta accompagna Diego De Vecchis da oltre trent’anni. Romano, classe 1981, ha iniziato nel tennis agonistico quando era ancora un ragazzo e, dopo gli anni delle competizioni, ha trasformato quell’esperienza in una professione legata al coaching, alla valutazione tecnica e allo sviluppo dei giocatori. Un percorso che nel tempo si è allargato anche al padel e a esperienze di lavoro fuori dall’Italia.

La sua formazione prende una direzione precisa già a tredici anni, quando viene selezionato dalla Federazione Italiana Tennis per il Centro Tecnico Nazionale di Cesenatico. Da quel momento la quotidianità si divide tra scuola, allenamenti, preparazione atletica e tornei contro alcuni dei migliori giovani italiani ed europei.È in quel contesto che arrivano anche i risultati internazionali. Nel 1995, al torneo ETA Under-14 “Les Petits Princes� di Annecy, De Vecchis affronta Roger Federer nel tabellone di consolazione e vince 6-3, 6-2. L’episodio verrà ricostruito anni dopo anche da TennisBest Magazine, che lo inserisce tra gli italiani capaci di battere Federer durante il suo percorso giovanile. Spazio Tennis ha successivamente ripercorso quella fase della carriera, ricordando anche gli anni della formazione federale e il confronto con i migliori junior dell’epoca.Il 1997 è un altro anno significativo. La European Tennis Association lo colloca al terzo posto nel riconoscimento Boys 16 & Under “Player of the Year�; nello stesso anno De Vecchis fa parte della squadra italiana che conquista il primo posto agli European Indoor Team Championships Under 16. Nel suo percorso c’è anche la NEC World Youth Cup – ITF Team Championships for Boys and Girls 16 and Under di Vancouver, dove rappresenta l’Italia.A raccontare il livello raggiunto in quegli anni non sono soltanto risultati e classifiche. Il Messaggero, seguendo un torneo internazionale Under-14 a Pescara, lo presenta come testa di serie numero uno e ne mette in evidenza qualità tecnica, varietà dei colpi e capacità di comandare lo scambio da fondo campo. La Repubblica, in occasione di una competizione europea giovanile, sottolinea invece il potenziale del giovane tennista romano e le aspettative che lo accompagnavano nel circuito internazionale.

La carriera, però, non resta legata ai risultati ottenuti da giocatore. Terminata la fase agonistica, De Vecchis rimane sul campo e cambia prospettiva: da atleta diventa allenatore. Saper giocare non significa automaticamente saper insegnare: l’esperienza personale deve diventare uno strumento utile per atleti diversi.

Nel tempo il suo lavoro si concentra sempre di più sulla valutazione del giocatore e sulla costruzione di programmi individualizzati. Tecnica, movimento, consistenza, lettura tattica, capacità decisionale e rendimento in partita diventano elementi da osservare insieme. L’obiettivo non è soltanto correggere un colpo, ma capire se quella soluzione continuerà a funzionare quando aumentano velocità, pressione e complessità della competizione.A questa attività De Vecchis affianca responsabilità più ampie. Tra il 2018 e il 2022, come Head Padel Coach presso Country Sport Village, supervisiona un gruppo di dieci senior coaches, partecipando alla definizione degli standard di allenamento, allo sviluppo dello staff e alla programmazione delle attività. Nel 2021 consegue inoltre la qualifica di Level 2 Padel Instructor attraverso la Federazione Italiana Tennis, consolidando una specializzazione specifica in una disciplina che richiede letture tecniche e tattiche diverse dal tennis.

La dimensione internazionale continua anche nel lavoro. Tra il 2024 e il 2025 opera nella Repubblica Dominicana come Padel Coach & Press Officer per la Dominican Padel Federation, occupandosi di attività legate all’allenamento, allo sviluppo dei giocatori e alle iniziative federali.

Successivamente prosegue la propria attività a Panama, mantenendo tennis e padel al centro del percorso professionale.Oggi il filo che unisce le diverse fasi della sua carriera è soprattutto la capacità di leggere la performance: prima la propria, poi quella degli altri. L’esperienza maturata nelle competizioni giovanili internazionali, il passaggio al coaching, la supervisione di altri tecnici e il lavoro in contesti diversi hanno progressivamente spostato il suo ruolo dall’esecuzione alla valutazione, dalla prestazione personale allo sviluppo dell’atleta.Miami rappresenta la possibile tappa successiva di questo percorso. Non come un cambio di direzione, ma come prosecuzione di un’attività costruita negli anni tra tennis, padel, coaching e player development. A distanza di oltre trent’anni dagli esordi, De Vecchis continua quindi a lavorare nello stesso ambiente in cui è cresciuto, con una responsabilità diversa: non più soltanto competere, ma osservare, allenare e aiutare altri giocatori a costruire la propria performance.