Il Teatro Bracco ha inaugurato la nuova stagione con la commedia “Il Malocchio”

Il Teatro Bracco  ha inaugurato la nuova stagione con la commedia “Il Malocchio”

Il Teatro Bracco di Napoli ha spento  le sue prime 20 candeline  Una mattina Amilcare Brambilla a Milano si alza e prepara la colazione e … gli cade il sale sulla tovaglia, impassibile continua nelle sue faccende. A Napoli, Gennaro Esposito, prepara la colazione e, non avendo ancora preso la “tazzulella” di fumante caffè, gli

Il Teatro Bracco di Napoli ha spento  le sue prime 20 candeline 

Una mattina Amilcare Brambilla a Milano si alza e prepara la colazione e … gli cade il sale sulla tovaglia, impassibile continua nelle sue faccende. A Napoli, Gennaro Esposito, prepara la colazione e, non avendo ancora preso la “tazzulella” di fumante caffè, gli cade il sale sulla tavola, subito si prodiga in scaramantici gesti e scongiuri di vario tipo pur di allontanare la malasorte dalla giornata che sta per iniziare. Ricordando la commedia del 1942  “non è vero ma…ci credo” in tre atti , scritta da Peppino De Filippo, uno scongiuro non fa mai male.
Ma cosa è il “malocchio” ?  la credenza popolare, consiste in un modo particolare di guardare qualcuno, provocando in esso una serie di effetti spiacevoli.
Non sempre il malocchio è un fenomeno volontario, talvolta la persona che lancia il malocchio, lo jettatore, lo fa in modo involontario.Per eliminare gli effetti malefici occorre rivolgersi a persone esperte onde evitare risultati peggiori. Oppure…andare a vedere la divertente commedia “Il Malocchio” con la quale il Teatro Bracco di Napoli  ha inaugurato la nuova stagione e che andrà in scena dall’1 al 4 novembre e dal 9 all’11 novembre.Spettacoli il venerdì e il sabato alle ore 21, la domenica alle ore 18,30.

 

“Totonno Passaguaje”, interpretato dal Giacomo Rizzo, è il protagonista della commedia, un personaggio ambiguo, suggestionato dalla credenza popolare che esistano persone in grado di esercitare influssi iettatori. Egli è fermamente convinto di essere stato colpito da una fattura al punto da imputare ogni sua disgrazia, o anche il più piccolo contrattempo, a questa malefica influenza piovutagli addosso. L’evolversi della vicenda non fa altro che rinforzare questa convinzione di Totonno, finché lo stesso pensa di rivolgersi ad una maga per potersi liberare da tale maleficio, la quale esercita ben altro mestiere. La principale caratteristica di questo lavoro è costituito dal fatto che intorno al tema centrale si intrecciano diverse altre situazioni le quali offrono al regista e all’attore innumerevoli spunti di irresistibile comicità. Altrettanto efficace appare la caratterizzazione dei personaggi, una vasta gamma di tipi, alcuni bizzarri, altri mistificanti o creduloni, ma tutti ugualmente partecipi al trionfo finale della superstizione.

Scritto a quattro mani da Germano Benincaso, presente alla prima, e dallo stesso Giacomo Rizzo, che ne cura anche l’adattamento e la regia, il testo si presenta con un fulcro centrale, il tema del malocchio, ma poi si articola in un aggrovigliatissimo intreccio di situazioni surreali.

Altrettanto efficace appare, inoltre, la caratterizzazione dei personaggi, una vasta gamma di tipi, alcuni bizzarri, altri improbabili o creduloni, tutti ugualmente partecipi al trionfo finale della superstizione. Un tourbillon di esilaranti equivoci in grado di trascinare lo spettatore in un testacoda di emozioni e risate, scandito dal ritmo della Commedia dell’Arte e finalizzato a garantire al pubblico sicuro divertimento.

Il Teatro Bracco ha inaugurato la nuova stagione con la commedia “Il Malocchio”

Giacomo Rizzo e Caterina De Santis

Sul palcoscenico insieme al grande interprete della scena napoletana e del grande schermo Giacomo Rizzo e alla direttrice artistica della sala della Pignasecca Caterina De Santis,  la Compagnia Stabile del Teatro Bracco al completo, da Andreina Raucci a Guglielmo Capasso, da Emanuela Giordano a Gianpietro Ianneo, da Giuseppe D’Amato a Marco Serra, Nancy Aquino a Maria Russo fino a Mario Arienzo. Le scene sono di Giuseppe Grasso, mentre i costumi della Sartoria Pennacchio.

Per info www.teatrobracco.it

Harry di Prisco

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