Inciuci, poltrone e C.

Inciuci, poltrone e C.

“Fra pochi mesi ci sarà un nuovo governo, quello del popolo, non quello dei partiti, e verrà mandato in cantina questo governo dell’inciucio e dei traditori.” Dal palco di Pontida, fra gli applausi dei suoi sostenitori, Matteo Salvini ha scandito queste parole, lasciando intendere che lui, pluri parlamentare italiano ed europeo, ex ministro e segretario

“Fra pochi mesi ci sarà un nuovo governo, quello del popolo, non quello dei partiti, e verrà mandato in cantina questo governo dell’inciucio e dei traditori.”

Dal palco di Pontida, fra gli applausi dei suoi sostenitori, Matteo Salvini ha scandito queste parole, lasciando intendere che lui, pluri parlamentare italiano ed europeo, ex ministro e segretario generale di un partito di rilievo nazionale, non è uomo dei partiti ma uomo del popolo. Ci sarebbe da chiedergli e da chiedersi chi siano a questo punto gli uomini dei partiti, se con questo curriculum ci si può proclamare “uomo del popolo”.

Come avevo scritto qualche giorno fa (Ma cos’è questo inciucio), e come ho letto oggi su un quotidiano nazionale, si chiama inciucio se si mettono d’accordo gli altri. Se mi metto d’accordo io, se i compromessi li faccio io, si chiama patto per il futuro del Paese. 

Fra marzo e giugno dello scorso anno abbiamo assistito ad uno sbranamento continuato fra grillini e leghisti sull’altare di quelle poltrone che adesso il Nostro rinfaccia agli altri. Ma naturalmente si chiama “poltrona” se ad occuparla è un altro. Se mi ci siedo io, allora si chiama pubblica responsabilità al servizio della gente. 

Si chiama frode, golpe delle élites, lesione della democrazia se il Parlamento dà la fiducia a una maggioranza politica che non comprende me e i miei amici e accoliti. E questo quando ad attuare questa frode sono il primo e il secondo partito presenti nel Parlamento italiano, votati (con buona pace di Salvini e dei suoi salvinini) dalla maggioranza degli italiani che hanno sentito il dovere di andare alle urne. Ma quando a realizzare questo accordo sono stati il primo e il terzo dei partiti rappresentati in parlamento, tutto andava bene.

Infine i traditori. Secondo una analisi del termine, si può accusare di tradimento chi se ne va e si unisce ad altri. Certamente l’accusa è sprovvista di fondamento se a formularla è chi se ne è andato, in base ad un calcolo politico nettamente sbagliato, e accusa chi è rimasto di aver cercato un nuovo partner.

Sarebbe come se io lasciassi mia moglie e poi, dopo che lei ha trovato un nuovo compagno, la accusassi di avermi tradito. Ma naturalmente per chi guarda al Salvini messianico che bacia i rosari e caccia i neri, questi ragionamenti possono apparire troppo astrusi, per cui Avanti Savoia!

Girolamo 

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