Loison e Slow Food rappresentano uno dei legami più longevi e coerenti tra impresa artigianale e movimento culturale nel panorama agroalimentare italiano. Un rapporto che nasce nei primi anni Novanta e attraversa oltre trent’anni di storia, fondato su una visione comune del cibo come espressione di qualità, biodiversità, responsabilità e cultura.
Le origini del legame tra Loison Pasticceri dal 1938 e Slow Food
Il rapporto tra Loison Pasticceri dal 1938 e Slow Food prende forma in una fase ancora pionieristica del movimento. Nei primi anni Novanta, quando Slow Food muove i primi passi come realtà culturale dedicata alla tutela del cibo buono, pulito e giusto, Dario Loison è tra i primissimi aderenti, con la tessera n. 28 di socio a vita.
Nel 1992, con l’ingresso alla guida dell’azienda di famiglia, Dario Loison avvia una profonda riflessione sul ruolo della pasticceria artigianale. Nel 1995, l’adesione a Slow Food (all’epoca Arcigola) viene formalizzata, trasformando un’affinità culturale in un percorso strutturato, basato su rispetto del prodotto, del tempo e delle comunità produttive.
Un sodalizio culturale che diventa relazione duratura
Più che una scelta strategica, il legame con Slow Food nasce come incontro naturale di visioni. Al centro vi è la convinzione che il valore del cibo risieda nella biodiversità, nei territori e nelle persone che custodiscono i saperi agricoli.
Un ruolo chiave in questo percorso lo ha avuto Enrico Azzolin, allora Governatore Veneto di Slow Food, con il quale Loison ha promosso per anni degustazioni e incontri nelle condotte delle Tre Venezie. È sempre grazie ad Azzolin che nel 1996 avviene l’incontro con Silvio Barbero, allora segretario dell’organizzazione, segnando una nuova fase di collaborazione.
Da quel momento, i panettoni Loison entrano sugli scaffali della nascente Eataly e, in altri contesti internazionali, vengono accompagnati dal simbolo della chiocciola Slow Food, come espressione concreta di un modo di produrre “slow”.
“Buono, pulito e giusto” tradotto nella pasticceria Loison
I principi fondanti di Slow Food trovano una traduzione concreta nella pasticceria artigianale Loison.
Buono
Ricerca dell’equilibrio organolettico attraverso:
selezione rigorosa delle materie prime
utilizzo esclusivo di lievito madre
lavorazioni che rispettano profumi, consistenze e armonia del gusto
Pulito
Rispetto dei tempi naturali:
lunghe lievitazioni
canditure personalizzate su ricettazione Loison
assenza di solfiti, per preservare l’integrità degli ingredienti
Giusto
Scelta consapevole delle filiere:
collaborazione con piccoli produttori
tutela dei territori e delle comunità agricole
responsabilità d’impresa anche a fronte di maggiore complessità produttiva
Una visione etica che non segue la via più semplice, ma quella più coerente.
I Presìdi Slow Food nei prodotti Loison: biodiversità in pasticceria
Nel tempo, la collaborazione si traduce in scelte di prodotto che valorizzano la biodiversità attraverso l’utilizzo di ingredienti Presìdi Slow Food, veri e propri ambasciatori di territori e saperi agricoli.
Tra le tappe più significative:
2004 – Panettone al Mandarino Tardivo di Ciaculli
2005 – Colomba al Mandarino Tardivo di Ciaculli
2008 – Panettone al Chinotto di Savona
2012 – Veneziana al Pistacchio Verde di Bronte
2016 – Panettone alla Rosa con Sciroppo di rose liguri
2021 – Panettone al Pistacchio Verde di Bronte e Tè Matcha
A questi si affianca, sin dal 2004, la Vaniglia Mananara/Bourbon del Madagascar, ingrediente distintivo della produzione Loison.
La Vaniglia Mananara/Bourbon del Madagascar: un progetto emblematico
Tra i legami più profondi con Slow Food spicca quello con la Vaniglia Mananara/Bourbon del Madagascar, coltivata dalla famiglia Ranja, attiva dal 1924 nella regione di Mananara Nord.
L’incontro nasce dalla ricerca di una spezia capace di esprimere complessità aromatica e coerenza etica. Da allora, la vaniglia diventa un elemento identitario dei grandi lievitati Loison, frutto di una relazione diretta con i produttori e di una filiera trasparente.
Il Premio Slow Pack 2014: il packaging come cultura
Nel 2014, Loison riceve il Premio Slow Pack al Salone del Gusto di Torino, riconoscimento che valorizza il packaging come strumento di racconto culturale. Un imballaggio che comunica origine, metodo produttivo e valori, diventando parte integrante della filiera.
Durante la stessa edizione del Salone del Gusto, lo stand Loison registra oltre 100 chili di panettoni degustati, confermando l’interesse per un prodotto che racconta molto più del suo contenuto.
Slow Food come spazio di confronto e cultura d’impresa
La relazione con Slow Food si sviluppa anche attraverso la partecipazione a eventi chiave come Salone del Gusto e Terra Madre, luoghi di confronto tra produttori, comunità del cibo e imprese responsabili.
In questi contesti, i prodotti Loison diventano strumenti di dialogo culturale, capaci di veicolare un’idea di qualità che supera il consumo e rafforza il valore del cibo come patrimonio condiviso.
Insolito Panettone: l’evoluzione del pensiero Slow Food
Dal 2003 prende forma Insolito Panettone, progetto che reinterpreta il panettone come ingrediente gastronomico tutto l’anno. Attraverso oltre 20 anni di Insolite Cene, il grande lievitato diventa protagonista di sperimentazioni dolci e salate, in dialogo con chef e artigiani.
Un’applicazione concreta del pensiero Slow Food alla pasticceria: buono, pulito e giusto.
Valori condivisi e dimensione internazionale
Oggi Loison Pasticceri dal 1938 opera con una forte presenza internazionale:
fatturato superiore a 13 milioni di euro (2025)
oltre 40 collaboratori
distribuzione in più di 75 Paesi
circa 65% del fatturato destinato all’export
Dopo oltre trent’anni, il legame tra Loison e Slow Food si conferma come un percorso coerente e continuativo, capace di unire artigianalità, cultura del cibo e responsabilità d’impresa, mantenendo saldo il legame con i valori originari.
A.R.



