Ricorre quest’anno il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna il 14 settembre 1321, e tra le principali manifestazioni che verranno dedicate alla memoria del sommo poeta spicca la grande mostra “Inferno”, curata da Jean Clair, che si terrà alle Scuderie del Quirinale dal 5 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

Le celebrazioni dantesche hanno già avuto inizio lo scorso 25 marzo, quando è stato festeggiato il primo Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. La data è stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio 2020, in vista delle celebrazioni per il settecentesimo anniversario. La data del 25 marzo corrisponde allo stesso giorno del 1300, giorno in cui, secondo la tradizione, Dante si perde nella selva oscura.

L’annuncio della mostra “Inferno”, insieme alla illustrazione di tutti gli altri eventi del successivo Dantedì, è stato dato in occasione di una video conferenza stampa tenuta agli inizi dello scorso marzo, promossa dal Ministero della cultura.

Oltre al Ministro della cultura Dario Franceschini e al Presidente di Ales-Scuderie del Quirinale Mario De Simoni, sono intervenuti in video conferenza: il Presidente ed il Segretario Generale del Comitato nazionale per le celebrazioni, Carlo Ossola e Maria Ida Gaeta, i Sindaci di Firenze, Ravenna e Verona, Dario NardellaMichele de PascaleFederico Sboarina e la Direttrice di Rai Cultura Silvia Calandrelli. Centinaia le iniziative che compongono il ricco e variegato programma promosso dal Comitato e dalle città dantesche, frutto di un grande lavoro di squadra e della volontà di coniugare rigore scientifico e divulgazione popolare rivolgendosi, così, anche ai giovani, al di là delle finalità accademiche, e senza tralasciare la dimensione internazionale.

“Le celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri e del Dantedì sono il risultato di un lavoro straordinario – ha affermato il Ministro Franceschini – per il quale ringrazio, in primis, il Comitato, presieduto dal Professor Carlo Ossola, che ha patrocinato oltre 400 eventi e tutti gli attori coinvolti. La ricorrenza del Dantedì di quest’anno ricopre un grande valore simbolico, per l’anniversario in cui ricorre ma anche per il Paese. L’ultimo verso dell’Inferno dantesco, ‘E quindi uscimmo a riveder le stelle’, deve accompagnarci come un monito verso la speranza di tornare presto a teatro, al cinema, ai concerti e ad animare le nostre piazze in un clima di grande solidarietà”.

Come già avvenuto in occasione delle esposizioni dedicate ad Ovidio e Raffaello, le Scuderie del Quirinale partecipano alle celebrazioni di un importante anniversario con un evento di prima grandezza, privilegiando, come di consueto, un approccio peculiare volto ad invitare il pubblico a nuove visioni e riflessioni.

Dal 5 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022, Inferno alle Scuderie del Quirinale sarà una mostra potente, capace di condurre il visitatore in territori inattesi- ha dichiarato Mario De Simoni, Presidente di Ales – Scuderie del Quirinale. Attraversando l’iconografia dell’Inferno dantesco, si giungerà nei territori non solo della forma e del gusto nelle arti, ma in quelli delle idee, delle mentalità, dell’indagine sulla persistente presenza, nella storia e nella coscienza umana, dei concetti di peccato e castigo, di dannazione e salvezza.

La mostra coglierà e rappresenterà, con la forza delle immagini, il totale impulso morale della Commedia, che attraverso una visione apocalittica del mondo tende a una prodigiosa azione di redenzione individuale e collettiva, con il superamento del mondo che mal vive.

È la prima volta- ha proseguito De Simoni – che una grande esposizione d’arte affronta il mondo dell’Inferno, raccontando la sua fortuna iconografica dal Medioevo ai nostri giorni, con oltre 180 opere, provenienti da 80 prestatori di 10 Paesi. Opere che accompagneranno la potenza creativa e visiva dei versi di Dante, mentre come tradizione delle Scuderie alla mostra si affiancherà un denso programma di incontri, letture, riflessioni sui temi dell’Inferno dantesco, anche in rapporto alla complessità dei nostri tempi.”

 La cura del progetto è affidata a Jean Clair, sommo storico dell’arte e uno degli intellettuali che più ha indagato i temi del nichilismo, del male, della possibilità di una redenzione.  D’altro canto, l’Inferno costituisce quello sfondo di abiezione su cui viene proiettato il disegno finale di giustizia e provvidenza.

Con i suoi importanti contributi internazionali, la mostra vuole anche richiamare il respiro universale di Dante e la sua importanza per tutta l’Europa. Dante crea la nostra lingua e ancora oggi ognuno di noi ha le sue sacre frasi dantesche, ma al contempo è la summa della cultura classica e della cultura cristiana. Tanto che l’ultimo traduttore francese della Divina Commedia, René de Ceccatty, ha sottolineato con molta forza la rilevanza internazionale del Dantedì, auspicandone la ripresa anche in Francia.

Le 10 sale delle Scuderie illustreranno il viaggio dantesco nelle sue rappresentazioni succedutesi nei secoli, dalle opere medievali, con la loro iconografia strutturata e orrifica, al Rinascimento e al Barocco, dal tormento delle tele romantiche alle interpretazioni psicoanalitiche del Novecento.

 Con due sale dedicate alla traslitterazione dell’Inferno sulla terra: la follia, i totalitarismi, la guerra. Come è stato osservato, è proprio nelle battaglie di massa della I Guerra Mondiale che si invera l’immagine dantesca dell’avanzarsi camminando sui corpi (o meglio sulle ombre) dei dannati. Dopo questo intenso tragitto, la mostra si chiude con l’evocazione dell’idea di salvezza che Dante affida all’ultimo verso della Cantica: e quindi uscimmo a riveder le stelle.

 “Fra i temi e le sezioni della mostra- ha concluso De Simoni– la caduta degli Angeli ribelli, il Giudizio Universale, la Porta dell’Inferno, Caronte, gli abitanti dell’Inferno, la topografia dell’Inferno dantesco, i viaggiatori all’Inferno, il viaggio di Dante e Virgilio, diavoli e demoni, le tentazioni e il peccato (quando l’Inferno si avvicina a noi), Dante poeta e politico in esilio, l’inferno in terra con le guerre, la follia, i totalitarismi, e infine la sala ove lo sguardo, come per Dante, finalmente si alzerà verso il Cielo, a riveder le stelle”. 

Ugo Dell’Arciprete