Il nuovo spazio D’A Project Room inaugura con l’esposizione “Primedicopertina – nascita di una collezione” dedicata alle opere iconiche che hanno segnato la storia della rivista D’A e dell’artigianato d’eccellenza.

Primedicopertina rappresenta molto più di una semplice esposizione: è la narrazione visiva di un viaggio lungo oltre tre decenni nel cuore pulsante delle arti applicate italiane. Sabato 11 maggio 2026, alle ore 18.00, la città di Catania si arricchisce di un nuovo polo culturale d’eccezione con l’apertura della D’A Project Room in via Coviello 18. L’evento inaugurale segna la nascita di uno spazio permanentemente dedicato al dialogo tra design, ceramica contemporanea e arti visive, debuttando proprio con la mostra “Primedicopertina – nascita di una collezione”, curata con rigore storiografico da Gilda Cefariello Grosso.

L’iniziativa nasce come naturale evoluzione dell’attività editoriale della rivista D’A, fondata da Giovanni Mirulla, che dal 1990 ha documentato con precisione e passione l’evoluzione del “fare” artigianale. Questa mostra raccoglie ed espone le opere originali che, nel corso degli anni, hanno guadagnato l’onore della copertina, trasformando una sequenza editoriale in una collezione fisica di inestimabile valore storico e artistico.

Un archivio vivo della creatività italiana tra passato e futuro

La rassegna catanese non si limita a esporre oggetti, ma propone un archivio vivo di esperienze e relazioni umane. Come spiegato dalla curatrice Gilda Cefariello Grosso, l’esigenza primaria è quella di condividere una raccolta unica nel suo genere, dove ogni pezzo si fa testimone di decenni di sperimentazione e ricerca. La collezione complessiva, che fa parte della più ampia raccolta Gianni e Giusi Mirulla, vanta circa centosettanta opere. Si tratta di un corpus eterogeneo che include sculture, complementi d’arredo, lampade e oggetti d’uso, realizzati in materiali che spaziano dalla ceramica al vetro, dal legno ai metalli.

Il percorso espositivo copre un arco temporale che va dalle avanguardie degli anni Cinquanta fino alle produzioni contemporanee più audaci. L’obiettivo della D’A Project Room è infatti quello di porsi come punto di riferimento per studiosi, appassionati e viaggiatori alla ricerca della bellezza autentica, offrendo un luogo di confronto dove la memoria del passato diventa il carburante per la progettualità futura.

Il percorso espositivo e la rotazione delle opere in mostra

Per permettere una fruizione completa e dinamica della collezione, la mostra è stata strutturata in due fasi temporali distinte, ciascuna con una selezione specifica di capolavori. Durante i mesi di maggio e giugno, i visitatori potranno ammirare sei opere simbolo, tra cui spicca “Il Violinista” di Edoardo De Capitani, una scultura lignea del 1991 che vibra di verticalità e armonia. A questa si affiancano la raffinatezza della “Ciotola in vetro di Murano” di Seguso Viro (1996) e la leggerezza eterea della lampada “Pandora” in cartapesta traforata, realizzata da Artefare nel 1999.

A partire dall’11 giugno e fino alla conclusione della mostra a luglio, l’allestimento si rinnoverà completamente per svelare altri frammenti della raccolta. Tra i nuovi protagonisti figureranno la sedia-scultura in ferro e acciaio “Filo d’acqua” di Nino Ucchino (2008) e la complessa “Scatola piramidale Tromp l’oeil” di Alessandro Fiorentino. Il passaggio tra le due fasi garantisce al pubblico un motivo costante per tornare a visitare lo spazio, scoprendo ogni volta nuovi dialoghi tra materia e forma.

Un viaggio sensoriale tra alchimia e trasformazione della materia

Visitare Primedicopertina significa intraprendere un viaggio sensoriale che segue la metamorfosi degli elementi naturali. Il percorso inizia idealmente con la solidità primordiale della scultura “Maternità” in ferro, simbolo della radice stessa del creare. Prosegue poi attraverso l’alchimia del fuoco, evidente nel contrasto tra la fragilità del vetro nero e la durezza del metallo nelle lampade di Gabriele e Riccardo Pulselli.

Ogni tappa del cammino espositivo racconta il gesto delle mani che plasmano l’inanimato per donargli un’anima. Dalla densità della materia si arriva alla sintesi visiva con l’opera “Riverberazione” di D’Agnessa & La Barbera, una stampa su tela che fissa l’immagine e la trasforma in memoria storica. Questo approccio curatoriale evidenzia come l’arte applicata non sia solo un esercizio estetico, ma uno strumento vivo di innovazione culturale.

Gilda Cefariello Grosso e la valorizzazione della ceramica artistica

La direzione scientifica della mostra è affidata a Gilda Cefariello Grosso, storica delle arti applicate di fama internazionale e figura chiave nella valorizzazione della ceramica artistica. La sua collaborazione storica con le testate “D’A” e “La Ceramica Moderna & Antica” le ha permesso di unire il rigore della ricerca accademica alla sensibilità verso le tendenze contemporanee.

Attraverso il progetto della Collezione Primedicopertina, la curatrice ribadisce l’importanza di documentare il percorso creativo di artisti e designer che hanno fatto grande l’Italia. La mostra a Catania diventa così un appuntamento imperdibile per chiunque desideri comprendere come la tradizione artigianale possa evolversi in linguaggio universale, capace di parlare al presente con la forza dell’esperienza e la poesia del fare.