Se “Home Made” aveva un sound a metà tra funky e house con qualche brano downbeat, “Nightmares” – su Spotify: bit.ly/LucaGuerrieriSpotify, il nuovo album del dj producer Luca Guerrieri, è ancora più vario. Tra arpeggio di synth e pianoforte e ritmi spesso ‘spezzati’, i ritmi non sempre sono alti, ma c’è sempre una notevole energia, in ogni traccia. Scherzando agli amici su Facebook, Luca Guerrieri ha scritto che sta invecchiando, visto che in tutto il disco non c’è neppure una rullata… Ma forse succede ogni singolo brano di “Nightmares” di enfasi. L’energia della musica si sente benissimo.

Pianoforti e synth si sentono chiaramente, le sequenze di accordi spesso sorprendenti. Spesso infatti gli incubi (“Nightmares” in inglese vuol dire incubi, ndr), irreali, hanno contorni ben definiti, anche più definiti della realtà. E’ un disco da ascoltare dall’inizio alla fine, ogni brano è la conseguenza logica e musicale dell’altro. “Gli incubi possono fare davvero paura, ma a un certo punto ti svegli e ti accorgi che la realtà, per difficile che sia, è un’altra cosa”, spiega Luca Guerrieri. “Quest’album non è un certo solare e positivo, sarebbe stato impossibile visto il periodo che stiamo vivendo. Ma senz’altro l’energia del disco si sente forte e chiara. E’ forse un album di passaggio, verso suoni e canzoni che ancora non so come saranno”.

“Nightmares” è un disco interamente strumentale. E’ un viaggio musicale elettronico decisamente personale attraverso il difficile periodo che stiamo vivendo. Tra pandemia e impossibilità di vivere insieme l’energia della musica, gli artisti come Guerrieri non possono smettere di creare dando vita a sonorità che non possono essere serene. Perché la musica, ogni tipo di musica, è sempre meglio del silenzio. “Nightmares” arriva pochi mesi dopo “Home Made”, disco interamente prodotto ‘in quarantena’ uscito a metà maggio 2020.

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luca guerrieri – dj