Lo scorso giovedì 18 giugno, l’ex presidente USA, Barack Obama ha inaugurato il centro polifunzionale culturale nella sua città di origine, Chicago.
Alla kermesse hanno partecipato, oltre gli ex presidenti statunitensi, anche i più famosi artisti dello spettacolo, della televisione, della musica, tutti ferventi sostenitori democratici e del 44° President of the USA. Tra i vari convenuti, Tom Hanks, Ofrah Winfrey, Bruce Springsteen, Steve Wonder, gli U2. Assente, ma non era una sorpresa , l’attuale Presidente, Donald Trump.
Una kermesse quella del taglio del nastro dell’Obama Presidential center, che è stata l’ennesima occasione per l’ennesima feroce critica all’operato dell’attuale inquilino della Casa Bianca e una esaltazione storica e geo politica degli anni di amministrazione democratica (ma non solo visto la presenza di Bush Jr) del nuovo millennio.
Osservando le immagini e i filmati trasmessi dai principali mass media, e ascoltando i “peana” delle politiche delle varie amministrazioni democratiche a stelle e strisce del nuovo millennio (encomi e lodi anche da parte di testate giornalistiche di tendenza conservatrici), un’ altra sequela di altre immagini e filmati sono improvvisamente comparse nella mia mente che ha iniziato a sfogliare un libro di storia contemporanea e di ricordi vissuti.
Quel libro “presente” nella mia massa grigia cerebrale. mi ha generato pensieri e considerazioni. Quando molti di noi, pensiamo ai vari e numerosi problemi che ci assillano quotidianamente; quando il futuro è nebuloso senza i “punti di riferimento” e le “certezze” del secolo scorso, conquistati con sacrifici dopo la II guerra mondiale, dai nostri genitori e dai nostri nonni, e andati quasi completamente distrutti dalle politiche globaliste, credo, che sia saggio stampare le immagini di quella festa di inaugurazione e percorrere virtualmente un viaggio a ritroso di 30 anni e più.
Ecco i responsabili della globalizzazione selvaggia, della gentrificazione delle nostre città, dell’immigrazione devastante, della distruzione dello stato sociale, della sanità, della cancellazione del nostro futuro.
Oltre agli ex presidenti Usa, Clinton, Bush Jr, Biden, nelle immagini trasmesse, troverete anche Angela Merkel, cancelliere tedesco dal 2005 al 2021, Matteo Renzi Presidente del Consiglio italiano dal 2014 al 2016.
Ma altri politici europei di spicco, come Romano Prodi (presidente del consiglio dei ministri italiano dal 1996 al 1998, e dal 2006 al 2008, oltre a Presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004), Mario Monti (presidente del consiglio dal 2011 al 2013) Tony Blair (premier inglese dal 1997 al 2007) hanno sposato e attuato quelle politiche che hanno creato la globalizzazione senza freni, che hanno impoverito l’Occidente, che hanno inserito nel commercio mondiale senza alcuna limitazione e controllo, la Repubblica Popolare Cinese, regime comunista dittatoriale.
Non erano presenti in quanto non ricoprivano un ruolo istituzionale durante i due mandati del Presidente Obama. Non presenti, ma coautori delle politiche che hanno impoveriti, e reso deboli le nostre democrazie i nostri valori , le nostre libertà, ridotto ai minimi termini il nostro stato sociale.
Hanno fatto emergere da un livello di massima povertà alcune nazioni e importato problemi e povertà in tutti i Paesi occidentali senza batter ciglio. Per ricordare queste politiche “progressiste” e globali, la mia mente mi ha ricordato quanto deciso e attuato dalla cancelliera Merkel in Grecia nel 2015 per ripianare i debiti della “culla” della democrazia e della civiltà, con atti draconiani che ha impoverito e affamato il popolo greco. Mario Monti con la sua austerity, con la legge “Fornero” (età pensionabile aumentata di molti anni, esodati, persone senza lavoro e senza pensione), con la i tagli lineari nella sanità nell’istruzione, nei servizi.
Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha “attirato” ricchi e super ricchi stranieri nel Belpaese applicando aliquote fiscali minimali che hanno permesso l’acquisto di migliaia di immobili, versando tasse irrisorie, con la conseguenza di far schizzare i prezzi a livelli siderali. Così facendo, hanno estromesso il “ceto medio” dalle metropoli e dalle città medie, con effetto domino in tutte le province circostanti, con la quasi impossibilità di affittare o di acquistare una casa, per giovani e meno giovani, In una parola, la gentrificazione delle nostre città. Un enorme problema socio economico.
Quartieri centrali e semicentrali per pochi eletti (soprattutto stranieri) e quartieri periferici trasformati in ghetti insicuri e abbandonati. Politiche più che di “progresso”, di regresso. Politiche prone alla legge dell’ordoliberismo in sinergia con la dittatura cinese partner “fedele” e “faro” illuminate per l’ideologia di tali “statisti”. Un “faro” che ha come suo caposaldo costituzionale quello della dominazione del mondo.
I vari segretari del più grande partito comunista mondiale, Jang Zemin, Hu Jintao, e l’attuale segretario Xi Jinping, lo ricordano nei loro discorsi annuali al mondo intero (mondo sordo o distratto), che il futuro vedrà il dragone cinese dominare il Pianeta.
Ma del resto, per tali “statisti” vecchi e nuovi, il problema del Pianeta è l’attuale inquilino della Casa Bianca, Donald J Trump, coi suoi dazi (a tal proposito l’Italia dall’introduzione dei dazi statunitensi ha aumentato l’export verso gli Usa del 7,2% nel 2025, e del 12% da aprile 2025 ad aprile 2026), con le sue guerre (tre giorni di conflitto in Venezuela, due mesi in Iran), del blocco dello stretto di Hormuz, con la crescita del prezzo dei carburanti (minore di quello previsto dalle catastrofiche previsioni).
Trump che vuole destrutturare la globalizzazione, riportare la bilancia commerciale USA in parità, che vuole rilocalizzare le aziende “scappate” oltre i confini nei decenni scorsi , attratte dalla manodopera a basso costo di certi “paradisi fiscali ” come Cina, sud est asiatico, India, ecc. Una politica economica in difesa dei suoi lavoratori, della sua gente, dei suoi concittadini.
Quale onta per un mondo forgiato in stile internazionale socialista , multilaterale dove più che la dittatura del proletariato, è stato attuato la “dittatura” delle elite finanziarie e la mercificazione delle risorse umane anche culturalmente elevate.
Certamente Trump ha inanellato una serie di errori nella sua politica estera. Errori dettati e generati dalla sua indole narcisista e isrtintiva. L’ attacco bellico alla Repubblica Islamica, è sicuramente incauto (usando un termine edulcorato) sebbene sia una dittatura teocratica sanguinaria, un pericolo per tutte le democrazie e per la sicurezza mondiale, con il progetto di dotarsi di armi atomiche Una dittatura che non riconosce lo Stato ebraico, ritenendolo illegittimo e con la mal celata volontà di distruggerlo.
Ma la “querelle” con la nazione degli Ayattollah è annosa e complicata, fin dalla rivoluzione islamica datata 1979 con la fuga dello Scià, Reza Pahalavi, il dittatore ormai morente, e il suo esilio in terra americana. Il “rifugio” a New York, provocò gli strali dell’allora guida suprema, l’ayatollah Khomeini che portarono all’assalto dell’ambasciata americana a Teheran, da parte degli studenti e attivisti islamici e al sequestro del personale diplomatico per oltre 440 giorni. Una diatriba mai sopita e senza mai una reale , tangibile e definitiva soluzione nel corso degli ultimi 3 decenni (Mr Obama What do you say about?)
Nonostante i dati reali, il Presidente Trump, è comunque sempre considerato un guerrafondaio e un sanguinario autocrate, con le sue intemerate e sconclusionate dichiarazioni che generano danni e problemi, più all’interno dei confini del suo Paese, che agli alleati (basta consultare i sondaggi di gradimento nell’elettorato americano). Del resto non c’è confronto tra The Donald e i Presidenti democratici e vetero repubblicani partecipanti alla festa dell’Obama center.
Dai libri di storia contemporanea si può leggere:
Bush figlio guerra in Iraq; durata 11 anni.
Clinton guerra nei Balcani ; durata 5 anni
Biden ha “permesso” lo scoppia della guerra in Ucraina, attacco di Hamas ad Israele il 7 ottobre 2023 e successiva carneficina a Gaza, fuga rovinosa dall’Afghanistan e nessuna presa di posizione nei confronti della Cina per l’origine del covid 19.
Dulcis in fundo, il “padrone di casa”, il “premio nobel per la pace, Obama.
In ordine sparso; attacchi militari reiterati per anni in Libia, Siria, Afganistan, Iraq, con la destabilizzazione totale del medio oriente e con milioni di profughi fuggiti in Europa.
Come esclamerebbe Totò, alias Torquato Pezzella, nel film “I tartassasti” , non appena conobbe l’entità dell’ammenda fiscale da dover versare, rispondendo al maresciallo Topponi alias Aldo Fabrizi: “… ma mi faccia il piacere!”
— Massimo Puricelli
Castellanza (VA)


