SEED 2026 porta a Perugia una domanda destinata a diventare sempre più urgente: che cosa significa essere umani in un mondo trasformato dall’intelligenza artificiale, dalla robotica, dalla crisi climatica e dalla conquista dello Spazio?

Dal 14 al 17 ottobre, il capoluogo umbro ospita una nuova edizione di SEED – Design Actions for the Future, manifestazione multidisciplinare che riunisce architettura, design, scienza, tecnologia, filosofia, arte e geopolitica attorno alle grandi trasformazioni del presente.

Non un semplice festival dedicato all’innovazione, ma un luogo di confronto sul futuro dell’abitare e sulle conseguenze delle rivoluzioni tecnologiche, ambientali e sociali che stanno modificando il rapporto tra persone, territori, macchine e ambiente.

SEED 2026, quattro giorni per immaginare il futuro

lenews SEED 2026 Perugia

Il programma di SEED 2026 si sviluppa attraverso incontri, lectio magistralis, conversazioni, performance e spettacoli. A confrontarsi saranno studiosi, progettisti, scienziati, artisti e intellettuali provenienti da ambiti differenti.

Tra gli ospiti figurano Vittorio Gallese, Patrizia Caraveo, Alessandro Aresu, Anupama Kundoo, Belinda Tato, Oskar Norelius, Luisa Damiano, Matteo Cianchetti, Walter Mariotti, Max Casacci, Gabriella Greison e Raffaele Salvoldi, insieme a numerose altre personalità italiane e internazionali.

Il filo conduttore è uno solo: comprendere quale futuro stiamo costruendo e quale idea di umanità vogliamo portare con noi.

Intelligenza artificiale e uomo: dove finisce la macchina e dove inizia l’umano?

Una delle questioni centrali dell’edizione 2026 riguarda il rapporto sempre più stretto tra essere umano e tecnologia.

Protesi intelligenti, interfacce digitali, robotica, neuroscienze e intelligenza artificiale stanno trasformando non soltanto gli strumenti che utilizziamo, ma anche il modo in cui percepiamo il corpo, elaboriamo informazioni e interagiamo con l’ambiente.

L’IA, inoltre, sta progressivamente uscendo dagli schermi per entrare negli oggetti, negli spazi e nelle infrastrutture che utilizziamo quotidianamente.

Da qui nasce una questione decisiva: se la tecnologia può potenziare capacità fisiche, cognitive ed emotive, quali saranno i nuovi confini dell’essere umano?

SEED affronta il tema senza abbracciare né l’entusiasmo assoluto per la tecnologia né una visione esclusivamente pessimistica. L’obiettivo è interrogarsi sulle opportunità, ma anche sui rischi legati alla trasformazione della condizione umana.

Città del futuro e crisi climatica: come cambierà il modo di abitare?

Il secondo grande capitolo riguarda il futuro delle città e dei territori.

La crisi climatica, la scarsità delle risorse, i cambiamenti demografici, le migrazioni e i conflitti stanno mettendo in discussione modelli urbani e abitativi consolidati.

La città del futuro non potrà essere soltanto “smart”: dovrà essere soprattutto resiliente, inclusiva e capace di convivere con forme di vita diverse da quella umana.

SEED 2026 amplia così il concetto di habitat, immaginando spazi nei quali possano interagire persone, animali, vegetazione e sistemi artificiali.

Dalla casa allo spazio pubblico, fino all’intero pianeta, il tema diventa quello della coesistenza: come progettare luoghi capaci di rispondere alle nuove esigenze sociali e ambientali senza consumare ulteriormente le risorse disponibili?

Arte, memoria e digitale: il patrimonio culturale cambia dimensione

La trasformazione digitale investe anche il rapporto con la cultura e con la memoria.

Quando spazio fisico e dimensione virtuale si sovrappongono, musei, opere, archivi e patrimoni culturali possono essere fruiti secondo modalità completamente nuove.

Il digitale non rappresenta più soltanto un mezzo per conservare o divulgare la memoria: diventa uno spazio di relazione, nel quale oggetti, persone, racconti e significati possono incontrarsi e assumere nuove forme.

In questo scenario si inserisce anche SEED-arte, la sezione sperimentale dell’edizione 2026, dedicata alle celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

Abitare l’Altrove: la nuova frontiera è oltre la Terra

Dalle città terrestri allo Spazio. Una delle quattro direttrici di SEED 2026 guarda infatti alla possibilità di vivere oltre il nostro pianeta.

L’esplorazione spaziale non è più soltanto una questione scientifica: coinvolge architettura, design, economia, filosofia, geopolitica e organizzazione degli insediamenti.

Navicelle, rover, stazioni orbitali, basi extraterrestri e nuovi sistemi abitativi diventano oggetti di progettazione. Ma la vera domanda va oltre la tecnologia: come si costruisce una comunità umana in un ambiente completamente diverso dalla Terra?

La possibilità di abitare altri mondi obbliga infatti a ripensare concetti fondamentali come spazio, risorse, sicurezza, mobilità e qualità della vita.

Il nuovo potere nell’era degli algoritmi

La quarta direttrice di ricerca riguarda uno dei temi più delicati del presente: come stanno cambiando i rapporti di potere nell’epoca dell’intelligenza artificiale e dei Big Data?

Algoritmi, sistemi di analisi dei dati, neuroscienze e controllo delle risorse intervengono sempre più profondamente nei processi decisionali e nei comportamenti collettivi.

Il potere, quindi, non coincide più soltanto con il controllo di un territorio. Diventa anche potere sui dati, sulle informazioni e sugli algoritmi che contribuiscono a determinare ciò che vediamo, ciò che scegliamo e perfino il modo in cui interpretiamo la realtà.

SEED porta questa riflessione dentro il progetto dello spazio, interrogandosi su come le nuove forme di potere possano influenzare città, infrastrutture e luoghi della vita quotidiana.

Quattro traiettorie per leggere il futuro

L’edizione 2026 organizza la propria ricerca attorno a quattro grandi traiettorie, strettamente collegate tra loro:

1. Essere umani – Umanità potenziata e IA incarnata
Il rapporto tra corpo, mente, tecnologia, protesi, robotica e intelligenza artificiale.

2. Abitare il pianeta – Dinamiche globali e nuovi modelli di convivenza
Città, territori, clima, risorse, demografia e rapporto tra specie diverse.

3. Abitare l’Altrove – La vita oltre la Terra
Esplorazione spaziale, architetture extraterrestri, nuovi habitat e possibilità di insediamento oltre il nostro pianeta.

4. Nuove dinamiche di potere – Opportunità e rischi nell’era dell’AI
Dati, algoritmi, neuroscienze, risorse e nuove gerarchie decisionali.

Quattro prospettive diverse, ma unite dalla stessa consapevolezza: il futuro non è qualcosa che semplicemente accade. È qualcosa che viene progettato.

Perugia laboratorio del futuro

Con SEED 2026, Perugia diventa così un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni che stanno attraversando la società contemporanea.

Il festival mette attorno allo stesso tavolo discipline spesso lontane tra loro per provare a costruire una lettura più ampia del cambiamento. Architettura e tecnologia dialogano con filosofia e scienza; geopolitica e ambiente incontrano design e cultura.

Al centro rimane l’idea che progettare non significhi soltanto costruire oggetti o edifici, ma immaginare le condizioni nelle quali vivremo domani.

E la domanda da cui partire è forse la più semplice e, allo stesso tempo, la più difficile: quale umanità vogliamo diventare?