Sottoscrizione Carta cuore rossonero: un’ odissea

Sottoscrizione Carta cuore rossonero: un’ odissea

Mondo digitale 4.0; società informatizzata; realtà virtuale. Questo è la vita quotidiana che viviamo e che vivremo. Non è esente il calcio. Almeno così considera il settore “pallonaro” l’opinione pubblica e la stragrande maggioranza dei tifosi. Poi si ha la sventura di toccare con mano la realtà e l’ologramma dell’immagine artefatta svanisce in un battito di ciglia.

Mondo digitale 4.0; società informatizzata; realtà virtuale.
Questo è la vita quotidiana che viviamo e che vivremo.
Non è esente il calcio.
Almeno così considera il settore “pallonaro” l’opinione pubblica e la stragrande maggioranza dei tifosi.
Poi si ha la sventura di toccare con mano la realtà e l’ologramma dell’immagine artefatta svanisce in un battito di ciglia.
Un buon numero di tifosi, possessori della “vecchia” Carta Cuore Rossonero con validità scaduta, hanno l’obbligo di rinnovare la “benefit card” (così definita dalla descrizione del contratto che si andrà a sottoscrivere) per poter acquistare l’abbonamento annuale per seguire le partite casalinghe dell’ AC Milan o per acquistare i biglietti singoli.
Con enfasi vengono sottolineati i vantaggi che il tifoso potrà usufruire con la Carta di fidelizzazione.
In breve, un oggetto indispensabile per il vero tifoso rossonero.
Casa Milan, pomeriggio di mezza estate, temperatura prossima ai 36° C zona Portello, Milano.
Il sottoscritto come centinaia di altri colleghi di tifo, si reca nella sede della società rossonera per acquistare la nuova carta fedeltà.
Qualunque persona penserebbe che, vista la tecnologia imperante, il blasone del club, l’operazione sia una quisquilia che si dovrebbe risolvere in pochi minuti, il tempo della compilazione di un modulo, apporre un paio di firme e la stampa della tessera.
La procedura è questa, peccato che lo scenario che si apre davanti agli occhi delle sventurato tifoso sia diverso.
Alla biglietteria, lo sportello adibito all’emissione della Carta ha un solo addetto e la fila delle persone in attesa è lunga una cinquantina di metri.
Bastano pochi istanti per comprendere che ogni singola operazione necessità di almeno 5 minuti, quindi calcolando le persone in attesa il tempo per arrivare all’agognato sportello è di circa 2 1/2, 3 ore.
Il panico pervade i tifosi non appena comprendono la situazione infernale che debbono vivere.
Nonostante lo scoramento generale si cercano i moduli da compilare che vengono distribuiti da un solerte addetto alla sicurezza che, veduto i nostri volti che esprimevano un misto di rabbia, sconcerto e fastidio, ci dà una “dritta” dicendoci di recarci al piano inferiore, presso l’ingresso del Museo Milan dove un altro sportello è dedicato a quel genere di operazione.
Veloci come un lampo, noi fortunati privilegiati dal consiglio del gentile addetto, ci fiondiamo al piano terra , ma, evidentemente, la dritta non era poi così esclusiva e anche in quell’angusto spazio la coda è piuttosto lunga.
Mestamente e sacramentando ci si accoda come bovini al macello compilando i moduli appoggiandosi alle pareti circostanti.
Passano i minuti, ma la sola addetta preposta non può fare i miracoli e l’attesa diventa insostenibile.
L’impazienza sale e alcuni tifosi chiedono alle altre impiegate se fosse possibile aiutare la collega così da accorciare la fila.
Risposta laconica quanto incomprensibile: “C’è una sola stampante, e quindi sola la mia collega può utilizzarla”.
Caspita, nell’ era della digitalizzazione la presenza di una sola stampante impedisce di collegare più pc e fornire un servizio più celere ?
Non ci potevo credere, ma la mia impazienza, la mia inquietudine e la stanchezza che mordeva i miei “garretti” sono diminuite non appena ho udito un “collega di sventura” appostato alle mie spalle che raccontava come lo scorso sabato l’attesa si è protratta per oltre 4 ore !
Cazzo (scusate il francesismo), ho pensato e detto, ma come sia possibile, nel 2018 far attendere i vostri tifosi che fanno vivere tutta la vostra baracca, non organizzarsi decentemente per evitare tale kafkiana situazione.
Già perchè, la carta cuore rossonero non solo è indispensabile, ma prevede anche un costo di 15 euro.
Non solo.
Le “vecchie” carte erano acquistabile anche presso tutte le filiali d’ Italia della banca allora partner della società Milan.
Da quest’anno non è più possibile.
Le opzioni sono solo due.
Casa Milan, oppure on line sul sito ufficiale.
Logico che migliaia di tifosi si siano stati, in queste settimane, costretti a rinnovare la “card con il codice a barre” (che è la chiave per accedere a S.Siro) recandosi presso la sede di via A.Rossi, oppure collegandosi al sito acmilan.com.
On line, con un però.
La procedura d’acquisto prevede l’invio a casa del titolo dopo 20 giorni che, tuttavia, deve essere attivata il giorno della prima gara casalinga, recandosi alle biglietterie stadio.
Una procedura, sperimentata anche le scorse stagioni (ovviamente con un numero minore, rispetto quest’anno), con la formazione di chilometriche code nelle ore antecedenti la prima partita casalinga e con alcuni tifosi che non poterono assistere a buona parte della gara.
E non è tutto, perchè, la sezione del sito preposta per tale operazione è rimasta bloccata questa settimana e alcuni tifosi hanno avuto alcuni problemi anche con l’ acquisto dell’ abbonamento annuale per lo stadio.
Dopo oltre due ore, finalmente si è arrivati in possesso della agognata Carata cuore rossonero.
Leggendo il contratto ci si accorge che ha una validità di un solo anno e con scadenza 30 giugno 2019.
Come, come ?
Tra un anno si deve rinnovare ancora sta benedetta carta con le medesime procedure ?
Non potevo credere a quanto era scritto su quelle poche pagine stampate.
Altro girone dantesco nella calura e nell’afa estiva del Portello ?
Delle due l’una, o il responsabile della biglietteria dell’ AC Milan provvederà, spero, ad adibire un numero sufficiente di addetti per ridurre al minimo i disagi dei tifosi, oppure, ho la sensazione, che si verificherà un allontanamento di massa di molti aficionados anche di vecchia data.
Percorrendo il piazzale che mi conduce al parcheggio sotterraneo, dove peraltro la tastiera per aprire le porte di accesso alle scale non è funzionante e l’interfono gracchia come un vecchio grammofono tanto che per poter giungere all’auto sono stati necessari altri interminabili minuti (W la tecnologia), la mia mente è pervasa da un dubbio.
Sintetizzando.
Era digitale, fidelizzazione del cliente, iper-tecnologia digitale, internet, pagamenti elettronici, il tutto adottato dal calcio moderno intento (a parole) a fornire un servizio di eccellenza ai tifosi e, poi, per una tessera fedeltà annuale ore di coda che scoraggerebbero anche il più adorante e passionale supporter?
Pare essere ritornati indietro con il tempo quando per acquistare tessere, abbonamenti, biglietti ci si recarva in via Turati (la vecchia sede al civico 3), o, prima ancora in via Andegari, magari prendendo il “Gamba de legn” oppure il filobus, o la metro rossa, ecc., ma con meno tempo di attesa e con meno disagi.
Già, ma si parla di oltre 30 anni fa, perchè poi, proprio per agevolare i tifosi, ci fu l’introduzione del sistema bancario e la capillarizzazione dei servizi lungo tutto lo Stivale.
Il sospetto che mi è sorto (direi, ormai, una certezza) mi porta a pensare che vi sia in atto una sorta di scrematura del tifoso, andando ad eliminare quello da stadio sostituendolo con figuranti, clienti dei vari sponsor, benestanti disposti a spendere cifre elevate per presenziare alle più importati partite, ed avere una sempre maggiore platea di tifosi da salotto davanti alle munifiche Pay-Tv vero introito delle sempre esangui casse delle società calcistiche.
Caro “vecchio calcio”, cari “vecchi tifosi” siamo ormai una stirpe in via di estinzione.
Massimo Puricelli
Castellanza(VA)

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