STLOPUN debutta nella Val dl’Ert, il parco d’arte permanente di SMACH a San Martino in Badia, e propone un modo completamente diverso di incontrare l’arte contemporanea.

Il progetto pilota, presentato il 12 settembre 2026, ha trasformato il paesaggio dolomitico in un grande palcoscenico sensoriale, dove opere d’arte, cucina, vino, musica e fuoco si sono incontrati in un percorso fatto di ascolto, scoperta e convivialità.

Non una semplice visita, dunque, ma un’esperienza da attraversare con tutti i sensi.

STLOPUN: quando l’arte incontra vino, cucina e musica

Il nuovo format nasce dalla ricerca di SMACH, associazione culturale impegnata nella valorizzazione del rapporto tra arte contemporanea, territorio e comunità.

L’edizione zero di STLOPUN è stata sviluppata a partire da uno studio realizzato dalla Rome Business School con Michael Moling, fondatore di SMACH, insieme a Orsola Bollettini, Filippo Michele Capello Mainardi, Martina Anzalone e Mattia Degl’Innocenti.

L’idea è quella di superare la fruizione tradizionale dell’opera d’arte. Nel progetto, infatti, un’installazione non viene soltanto osservata: può essere assaggiata, ascoltata, attraversata e reinterpretata attraverso linguaggi differenti.

La Val dl’Ert diventa così un laboratorio a cielo aperto dove arte e paesaggio dialogano con gastronomia, cultura del vino e ricerca sonora.

Il significato di STLOPUN: un nome che invita a fermarsi

Il nome del progetto contiene già la chiave per comprenderne la filosofia.

In ladino, STLOPUN significa “tappo”. Il termine richiama naturalmente il gesto di stappare una bottiglia, ma suggerisce anche l’idea di una pausa: fermarsi, prestare attenzione, aprirsi a qualcosa di nuovo.

Da qui nasce la metafora alla base dell’evento. Come una bottiglia che viene aperta per essere condivisa, anche l’opera viene “dischiusa” a nuove interpretazioni.

Il pubblico non è quindi un osservatore passivo. Diventa parte del processo, entrando in relazione con le opere attraverso sapori, suoni, gesti e racconti.

Quattro opere della Val dl’Ert diventano esperienze multisensoriali

Per l’edizione inaugurale sono state individuate quattro opere della collezione permanente della Val dl’Ert.

Ognuna è stata reinterpretata attraverso una combinazione di elementi gastronomici, vini e interventi sonori.

Il linguaggio visivo dell’opera diventa così una sorta di partitura da tradurre attraverso altri sensi. Una materia può suggerire un sapore; un paesaggio può diventare un ritmo; una forma può ispirare un gesto culinario.

Il risultato è un percorso nel quale le installazioni non appaiono come episodi isolati, ma come punti di connessione tra natura, creatività e comunità.

La cucina interpreta l’arte

A dare forma alla dimensione gastronomica sono stati Jan Clemens Wieser e lo chef Paul Halmagean del Cocun Cellar Restaurant / Hotel Ciasa Salares, insieme allo chef Mattia Degl’Innocenti del The Social Hub Firenze.

La loro ricerca ha portato alla costruzione di una proposta essenziale e fortemente legata al territorio, nella quale la cucina diventa uno strumento narrativo.

Anche il vino entra nel racconto con un ruolo preciso. Non semplice accompagnamento al cibo, ma elemento capace di creare connessioni tra l’opera, il luogo e il gesto gastronomico.

Ogni calice contribuisce così a modificare la percezione dell’esperienza.

Max Castlunger porta il suono nel paesaggio

lenews STLOPUN

A completare il percorso è la componente sonora curata da Max Castlunger, musicista e ideatore di Upcycling Music.

I suoi interventi sono stati concepiti per dialogare con il luogo senza sovrastarlo. Ritmi, percussioni, silenzi e materiali diventano parte del paesaggio acustico della Val dl’Ert.

Particolarmente significativo è l’utilizzo di strumenti realizzati dallo stesso Castlunger a partire da materiali recuperati e oggetti destinati al riciclo.

La materia cambia funzione e diventa musica, creando un ulteriore collegamento tra sostenibilità, creatività e ambiente.

STLOPUN 2026: dal percorso nel bosco alla tavola intorno al fuoco

L’evento del 12 settembre si è sviluppato in due momenti distinti.

Il primo ha portato i partecipanti lungo un percorso tra le opere della Val dl’Ert. Quattro gruppi, composti da 20 persone ciascuno, hanno attraversato il parco fermandosi nelle diverse tappe del progetto.

Ogni sosta proponeva una nuova chiave di lettura dell’opera attraverso cibo, vino, suono e racconto.

Dopo il cammino è arrivato il momento della convivialità.

Il fuoco diventa il cuore della serata

La seconda parte di STLOPUN ha riunito tutti i partecipanti attorno a una grande tavola, accanto a una cucina a fuoco vivo.

Qui il ritmo è cambiato. Dopo il movimento e l’esplorazione, sono arrivati il calore, la preparazione del cibo e la condivisione.

Il fuoco non è stato pensato come semplice elemento scenografico, ma come simbolo di un gesto antico e universale: cucinare insieme, sedersi allo stesso tavolo, mangiare e raccontarsi.

Anche la tavolata raccontava il territorio. È stata infatti realizzata utilizzando legno proveniente dalla tempesta Vaia del 2018, trasformando una materia segnata da un evento naturale in un nuovo elemento di incontro.

SMACH e la nuova idea di cultura nella Val Badia

Con STLOPUN, SMACH amplia la propria ricerca sul rapporto tra arte contemporanea e paesaggio.

Il progetto si inserisce nelle attività di SMACH Cultural Hub e punta a rafforzare la dimensione sociale e partecipativa della cultura nella Val Badia, in sintonia con gli obiettivi della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale.

L’elemento più interessante è proprio il ruolo attribuito al pubblico: non soltanto spettatore, ma parte di un sistema nel quale artisti, territorio, tradizioni e differenti discipline creative possono incontrarsi.

L’opera diventa così un punto di partenza per generare nuove relazioni.

Val dl’Ert: 25 ettari di arte contemporanea nelle Dolomiti

STLOPUN trova la sua cornice naturale nella Val dl’Ert, il parco d’arte permanente creato da SMACH.

Lo spazio si estende per circa 25 ettari nel territorio di San Martino in Badia e comprende una rete di sentieri di circa 3,5 chilometri, con un dislivello di 130 metri.

Il percorso può richiedere da circa un’ora e mezza fino a quattro ore, a seconda dell’itinerario scelto e del ritmo della visita.

La collezione permanente raccoglie oggi 29 opere provenienti dalle precedenti edizioni della Biennale SMACH. Il parco è visitabile durante tutto l’anno e l’ingresso è gratuito.

All’interno si trovano anche aree di sosta e la SMACH.Library, realizzata con l’Istitut Ladin. In determinati periodi dell’anno vengono inoltre organizzate visite guidate.

Arte contemporanea e territorio: una nuova esperienza nelle Dolomiti

STLOPUN rappresenta dunque un ulteriore passo nella ricerca di SMACH per trasformare la Val Badia in un luogo nel quale arte contemporanea e territorio possano dialogare in maniera sempre più coinvolgente.

Il progetto parte dalle opere, ma le porta oltre il loro spazio fisico: nel bosco, nella cucina, nei calici, nella musica e intorno al fuoco.

Una formula che mette al centro la partecipazione e propone una domanda semplice ma significativa: cosa accade quando un’opera non viene soltanto guardata, ma diventa un’esperienza da vivere, condividere e ricordare?