Al Teatro Filodrammatici dal 25 febbraio al 2 marzo, CUORE PURO – Favola nera per camorra e pallone, è un racconto di Roberto Saviano che narra di come il talento da solo non basti se si nasce nel luogo sbagliato.
Una favola nera in cui Roberto Saviano racconta l’adolescenza di tre ragazzi, costantemente divisi tra la passione per il calcio e i soldi facili della delinquenza.
Roberto Saviano al Teatro Filodrammatici racconta l’adolescenza di tre ragazzi che vengono assoldati come vedette della camorra.
Costantemente divisi tra la passione per il calcio e i soldi facili della delinquenza, i tre protagonisti sono attirati da un novello Mangiafuoco che li allontana dalle loro aspirazioni e li porta in un inferno dorato a cui è difficile dire di no.
Dopo Gomorra (2007), Santos (2010) e La paranza dei bambini (2017), continua la collaborazione artistica tra Roberto Saviano e il drammaturgo e regista Mario Gelardi, con un nuovo spettacolo tratto da uno degli ultimi romanzi dello scrittore, riscrittura di uno dei suoi primi racconti.
CUORE PURO è una favola nera raccontata dai tre ragazzi che si daranno la staffetta durante lo spettacolo. Un misto tra narrazione ed azione molto dinamica.
Una storia ambientata a Napoli, ma non necessariamente napoletana.
Infatti rimanda ad echi del cinema di Loach (Sweet Sixtenn, My name is Joe) conservando un naturalismo e un rapporto con la realtà più vicino al grande cinema di impegno civile italiano.
La storia di Cuore Puro
All’angolo della piazza il giovane Tonino sceglie i ragazzi per giocare a pallone e fare da vedetta in cambio di un piccolo mensile.
I tre dovranno comunque continuare ad andare a scuola, per non attirare l’attenzione di nessuno.
Tonino è alle dipendenze di un uomo colluso con la malavita ma, al tempo stesso è un procuratore di calcio.
È un novello Mangiafuoco che allontana i ragazzi dal volo delle loro aspirazioni, portandoli con i piedi per terra, ed è allo stesso tempo Lucignolo che li conduce nel paese dei balocchi, un paese che assomiglia a volte all’inferno, ma un inferno dorato a cui è difficile dire di no.
Quando un osservatore del Napoli porta i ragazzi a fare un provino con le giovanili della squadra, Tonino piomba sul campo di gioco e, ancora una volta, li riporta alla realtà, li allontana dal sogno di diventare calciatori.
È così che i ragazzi crescono, tra le aspirazioni e la realtà.
Giovanni si salva
Durante una partita importante, con la squadra da sempre odiata, uno di loro, Giovanni, si fa prendere da una splendida azione, un’azione che gli ricorda una di Kvaratskhelia vista in televisione la sera prima.
Il ragazzo si fa prendere talmente dal gioco, da non accorgersi dell’arrivo di una volante della polizia.
Quando Tonino chiede a Giovanni perché non ha fatto il suo lavoro, lui ammetterà: «Era troppo bella quell’azione!».
È così che quel ragazzo, per seguire la passione del calcio, di un’azione bellissima, verrà allontanato dal gruppo, non lo sa ancora ma quella sarà la sua salvezza.
È qui che inizia sul palco del Teatro Filodrammatici la seconda parte di questa favola che diventa sempre più cupa.
I ragazzi rimasti diventeranno sempre più dipendenti dal denaro che Tonino gli elemosina, fino al giorno in cui “la strega chiederà a loro di portagli il cuore di Biancaneve”.
La morale dello spettacolo CUORE PURO
Se ogni favola ha una morale, pure questa novella nera ce l’ha, l’unico ragazzo che si salva da un epilogo drammatico, è quello che ha seguito una passione, la passione per il calcio.
Tutta la storia è vista sotto lo sguardo a volte disilluso di una giovane madre che è consapevole del destino che tocca al figlio.
Una donna risoluta ma senza illusioni. Una madre simbolo della città e dell’impossibilità di proteggere i propri figli dal male.
Il pensiero di Roberto Saviano
«Ho sempre pensato che ovunque e in ogni vita potesse esistere una possibilità di salvezza. – racconta l’autore Roberto Saviano – Ho scritto Cuore puro pensando ai ragazzini della mia città che giocano a calcio in strada.
Ogni piazza, ogni slargo, ogni angolo per loro diventa un campo improvvisato, uno stadio che ospita i passanti.
I ragazzi che giocano nei quartieri più disagiati, nelle periferie che tante volte ho descritto, spesso non guardano al futuro con ottimismo; a volte non pensano nemmeno di averlo un futuro, intrappolati come sono in una terra che ha così poco da offrire.
Ma in Cuore puro c’è qualcosa di diverso: la speranza diventa una possibilità concreta di salvezza e inseguire la propria passione, segnare quel goal, ti può salvare la vita.
I ragazzi protagonisti di quest’aria non lasciano nulla di intentato, ci provano a realizzare il loro sogno, perché come diceva Maradona: “I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”. Cuore puro per me è una gioia semplice: è la gioia di una partita a pallone fatta per strada, da piccoli.
E adesso che per strada a pallone non gioco più, mi piace rivivere quei momenti e restituirne la spensieratezza tutta infantile, la convinzione irrazionale che un giorno le cose possano cambiare, e non solo per noi stessi.
Mi piace pensare che la mia terra, nonostante tutto, abbia ancora qualcosa da offrire.»
Le parole dell’autore e regista Mario Gelardi
Aggiunge Mario Gelardi: «Quella che sembra una piccola oasi di felicità – un campetto di calcio ricavato nello spazio comune delle case popolari – si trasforma d’improvviso nella tenebrosa selva metropolitana.
L’ombra lunga del lupo Tonino si aggira intorno ai tre ragazzini trasformando i loro sogni di gloria in una gabbia di insofferenza per la vita misera e poi in una tagliola inesorabile, che recide teste, aspirazioni e speranze.
Solo uno di loro ha testa e tiene testa a Tonino. Uno di loro capisce di giocarsi la partita della vita.
Gli adulti non possono far altro che guardare da dietro le finestre tetre, da lì i genitori spiano, conoscono e anche se qualche volta parlano non lo fanno mai a voce troppo alta.
Sono finestre senza luci quelle che corrono intorno al campetto della felicità: un mondo senza colore che circonda un piccolo palco come un corral spagnolo.
Un teatro di vite spezzate come in una tragedia senza finzione.
È in questo rincorrersi di inconsapevolezza e pericolo chi corre più forte – chi vola via – si salva, come in un videogioco.
Ma come nei videogame non tutti possono vincere, vince il più forte, vince chi non perde lucidità. Gli altri si perdono nella giungla delle immagini e il lupo se li mangia».
Al TEATRO FILODRAMMATICI
DAL 25 FEBBRAIO AL 2 MARZO 2025
debutto in prima regionale
CUORE PURO
Favola nera per camorra e pallone
di Roberto Saviano
scritto e diretto da Mario Gelardi
con Vito Amato, Emanuele Cangiano, Carlo Di Maro, Francesco Ferrante e con Antonella Romano
produzione Sardegna Teatro
in co-produzione con Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Teatro Sannazaro
TEATRO FILODRAMMATICI DI MILANO
Piazza Paolo Ferrari, 6 – Milano




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