Un teatro che è anche luogo di accoglienza. A Vimercate (provincia di Monza e Brianza) è stato inaugurato il primo Teatro Civico. L’Auditorium del Centro Scolastico Omnicomprensivo di via Adda si trasforma in un luogo di incontro, cultura e spettacolo: uno spazio aperto a tutte e tutti, pensato per accogliere le nuove generazioni e tutta la cittadinanza.   La sala da 368 posti è stata al centro di un intervento di riqualificazione che l’ha trasformata in uno spazio che ospita una stagione di prosa, una per famiglie, una rassegna di musica e proiezioni cinematografiche. Lo spazio di via Adda, di proprietà della Provincia, è in concessione dal 2024 al Comune per nove anni.

L’amministrazione comunale, con la gestione di ArteVOX Teatro, realtà già protagonista dell’organizzazione del Vimercate dei Ragazzi Festival e a Milano di Slash Festival, ha deciso di investire sulla struttura, trasformandola in un luogo stabile per la vita culturale cittadina. Il progetto presentato a Fondazione Cariplo ha ottenuto 340 mila euro grazie al bando «Luoghi da rigenerare. Restituire alla comunità attraverso la cultura luoghi in condizioni di disuso», a cui il Comune ha aggiunto circa 182 mila euro di cofinanziamento.

Il progetto ha comportato un restyling per rendere la sala più adeguata agli spettacoli: nuovi spazi per il guardaroba, potenziamento dell’illuminazione e della dotazione tecnica di palcoscenico e la riapertura del bar non solo per il teatro, ma che serve l’intero polo scolastico.

A questi interventi si aggiungono le sistemazioni e gli adeguamenti realizzati da ArteVOX Teatro che ha realizzato una stanza di decompressione sensoriale per persone neurodivergenti e nello spettro dell’autismo, ha rinnovato la parte uffici della struttura e realizzato una postazione regia a fondo sala. Durante il giorno l’auditorium resta a disposizione delle scuole del Centro, mentre negli altri momenti sarà a disposizione delle associazioni e della città per eventi, incontri e iniziative. 

«Un nuovo teatro che apre – afferma Marta Galli, direttrice artistica del Teatro Civico di Vimercate – non è solo una notizia. E’ una rivoluzione. ArteVOX e il Comune di Vimercate fanno un passo coraggioso e controcorrente: investire sulla cultura, sulla socialità, sul teatro di qualità. La nascita del Teatro Civico significa anche la cura di uno spazio della nostra Città in cui tutti i giorni vivono più di tremila adolescenti che meritano un luogo bello, creativo e interessante da abitare. “Abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza”, diceva Antonio Gramsci. Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto per questa nuova avventura, perché le cose belle e importanti si fanno solo quando c’è una comunità a sostenerle. Vi aspettiamo a teatro».

L’investimento è anche nell’accessibilità. Parola che ha un significato preciso. 

«Deriva dal latino ad-cedere – dichiara Anna Maini, responsabile accessibilità del Teatro Civico di Vimercate -: andare verso, avvicinarsi. Se ti sono vicino ti conosco, ti parlo, capiamo insieme il modo di entrare in relazione, nel rispetto reciproco delle differenze: questo è l’approccio che, chi verrà, troverà al Teatro Civico. Una stanza dedicata alla decompressione, dispositivi di facilitazione, spettacoli in LIS e audiodescrizioni sono alcuni degli strumenti di accesso che saranno disponibili. Dedicheremo primaria importanza all’ascolto dei bisogni specifici del pubblico e delle comunità di persone con disabilità e marginalizzate per accogliere nel migliore dei modi chi vuole avvicinarsi al nuovo teatro».

L’inaugurazione sabato 7 novembre, alle 17.30, con la parata con trampolieri, accompagnati dalla Banda del Civico Corpo Musicale di Vimercate: si attraverserà il centro storico della città fino ad arrivare a teatro. Lungo il percorso l’intrattenimento con giocolieri, trampolieri, giochi con il fuoco. Seguiranno il discorso delle autorità e il rinfresco offerto dal nuovo Bar del Teatro accompagnato dallo spettacolo degli Jaga Pirates, band tributo a Giorgio Gaber e Enzo Jannacci.

Alle 20.45, Ascanio Celestini inaugurerà la stagione di prosa con «Poveri Cristi», progetto avviato nel 2012, quando l’interprete e autore partecipò a un’assemblea di facchini in un magazzino fuori dal Raccordo anulare.

Quello è stato l’inizio: l’artista ha poi raccolto storie di operai stranieri, per lo più etiopi ed eritrei. Un materiale su cui ha costruito «Laika, il primo spettacolo della trilogia che si è poi sviluppata in «Pueblo» e «Rumba». Con «Poveri Cristi» Celestini ha unito le tantissime storie di questi anni e che emergono in un parcheggio anonimo, in un bar, in un caseggiato popolare. Potrebbe essere chiunque. Potremmo essere noi.

Secondo appuntamento, il 19 dicembre, con «Romeo e Giulietta» di Stivalaccio Teatro e Teatro Stabile del Veneto. Lo spettacolo rende Shakespeare materia viva in cui immergere le mani per portare sul palco, attraverso il teatro popolare, le grandi passioni dell’uomo, le gelosie otelliane, i pregiudizi da mercante, tempeste e naufragi, in una danza tra la vita e la morte, coltelli e veleni.

Il 16 gennaio Mario Perrotta presenterà «Un bès – Antonio Ligabue», testo che esplora la profonda e disperata solitudine del celebre pittore, emarginato, che elemosina un bacio e un po’ di affetto in un mondo che lo respinge. Il 13 febbraio Matthias Martelli, giullare contemporaneo e ormai universalmente riconosciuto come uno degli eredi più brillanti del Premio Nobel, riproporrà «Mistero buffo», il capolavoro di Dario Fo. Martelli si sente un continuatore, vuole fare  risuonare sul palco il grammelot e la satira per smascherare il potere ridendo, esattamente come facevano i giullari di un tempo e il suo maestro Dario Fo.

Il 6 marzo è atteso Tindaro Granata in «Vorrei una voce», monologo costruito attraverso le canzoni di Mina, cantate in playback che diventano la colonna sonora di una riflessione sul sogno, sulla libertà e sulla possibilità di rinascere. Lo spettacolo è nato dal percorso che l’attore e regista siciliano ha condotto all’interno della Casa Circondariale di Messina, nel Teatro Piccolo Shakespeare, dove ha lavorato con un gruppo di detenute di alta sicurezza/attrici nell’ambito del progetto «Il teatro per sognare» di D’aRteventi. 

Il 10 aprile è in calendario «Coppia aperta, quasi spalancata» con Alessandra Faiella e Valerio Bongiorno: tratta le dinamiche di coppia con il linguaggio della commedia in uno spettacolo travolgente, che si fa gioco dell’arretratezza emotiva di certi uomini e valorizza la sensibilità e l’ironia di donne come Antonia, eroina di tutte le mogli tradite e trascurate.

La stagione si chiuderà il 25 aprile con «Donna non rieducabile» di Stefano Massini con Ottavia Piccolo, adattamento in forma teatrale di brani autobiografici e articoli di Anna Politkovskaja, la giornalista trovata morta il 7 ottobre 2006 nell’androne della sua casa moscovita, uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. 

Al Teatro Civico, parallela alla stagione di prosa, correrà la stagione di teatro per bambini e bambine della rassegna «Ogni favola è un gioco», caratterizzata dalle più belle produzioni di teatro ragazzi del panorama nazionale, programmate la domenica pomeriggio.

Il cartellone si aprirà l’8 novembre con «Jack, il ragazzino che sorvolò l’oceano» della compagnia La luna nel letto. Secondo appuntamento, il 29 novembre, con «Scordàti» di Eccentrici Dadarò. La stagione proseguirà il 20 dicembre con «La notte dei regali» della compagnia La Piccionaia. Il 10 gennaio, la Compagnia Burambò presenterà «Cenerentola 301», spettacolo di teatro di figura e d’attore. Il 31 gennaio è atteso il «Concerto in si beBolle» di e con Michele Cafaggi/Bubble Theatre.

Cafaggi è il primo artista in Italia ad aver creato spettacoli dedicati alle bolle di sapone. «Felicia» di Quintoequilibrio/Teatro Evento sarà in scena il 21 febbraio.  La stagione si chiuderà il 14 marzo con «Bella, bellissima» di ArteVOX Teatro/ Accademia Perduta Romagna Teatri. 

Gli spettacoli di prosa e della rassegna «Ogni favola è un gioco» saranno accessibili anche a un pubblico di persone neurodivergenti.

In teatro, infatti, sono disponibili: una persona in accoglienza per rispondere a ogni esigenza. Dispositivi di facilitazione come cuffie antirumore, occhiali oscuranti, stimming toys; una stanza relax e di decompressione sensoriale; un angolo lettura con libri in Comunicazione Alternativa Aumentativa (CAA) in collaborazione con la Biblioteca Civica di Vimercate. La sinossi dello spettacolo in CAA, da poter richiedere anche nei giorni precedenti per prepararsi alla visione.

Quattro gli appuntamenti della stagione di musica a cura di Musicamorfosi. Il 4 dicembre il concerto del Gospel Voices Family; il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, «Leggere il cielo» a cura dell’Orchestra Canova ripercorrerà cosa accadde il giorno successivo all’emanazione del decreto che impedì ai musicisti ebrei di esibirsi nelle sale da concerto attraverso la testimonianza di Etty Hillesum (1915-1943). 

Il 27 febbraio andrà in scena «Beat Generation – L’urlo di una generazione» con selezione parole e musica di Saul Beretta.  L’Orchestra Canova tornerà protagonista anche il 20 marzo in «Vivaldi – Concerto per molti istromenti».