Che dire di GKHP – Rebirth of the Soul, un brano in deciso stile Detroit techno pubblicato recentemente da UMM Red, a maggio 2026? C’è poco da dire e molto da ballare, probabilmente.
Se c’è un genere che negli ultimi anni è diventato (anche) mainstream, è proprio la techno. Questo sound, in alcune sfumature nei set di tanti super DJ, si è senz’altro allontanato dall’energia dei techno party di Detroit, prendendo sfumature epiche, aggressive, pop, etc… E allora, tornare a respirare un po’ di buone techno vibes, vibes sperimentali e underground, con GKHP – Rebirth of the Soul è davvero emozionante.
Non è un caso che un pezzo di questo tipo lo pubblico UMM Red, un collettivo internazionale guidato dalla visione sempre avanguardistica di Gianfranco Bortolotti e dal ritmo, sempre piuttosto veloce, dell’art director TECHNE.
Ma chi è GKHP? Senz’altro questo artista ha energie robotiche e futuristiche. È spesso descritto come un “cyborg techno”, una macchina sonora progettata per viaggiare nello spazio della musica. Melodie futuristiche (soprattutto nei live set) che si alternano a groove duri e ipnotici. Propone raw energy unita a una certa sensibilità melodica: non è techno puramente martellante, ma ha swing, groove e momenti più emotivi/spaziali… come accade spesso, nella Detroit techno.
Come si sente forte in
GKHP – Rebirth of the Soul, l’artista ha radici profonde in hip hop, reggae e breakbeat, che emergono nel suo approccio ritmico e nella ricerca di suoni non convenzionali. “Rebirth of the Soul” (uscita su UMM Red a maggio 2026) rappresenta proprio questo concetto di rinascita: un pezzo techno che unisce anima e tecnologia, groove ipnotico e una spinta emotiva che giustifica il titolo. L’artista ha anche fondato l’etichetta FU.ME. Rec (Future Me Records), con cui spinge sonorità underground, sperimentali e “senza limiti di creatività”.