Visione offuscata e carico cognitivo: ZEISS dimostra il legame tra qualità visiva e affaticamento mentale

Visione offuscata e carico cognitivo sono strettamente collegati. È quanto emerge dai nuovi studi neuroscientifici presentati da ZEISS al congresso Vision Sciences Society 2026 e illustrati ufficialmente durante la conferenza stampa tenutasi a Milano il 28 maggio 2026.

Con il supporto di esperti internazionali in neuroscienze e ricerca visiva, ZEISS ha mostrato come una visione
non perfettamente nitida possa aumentare il lavoro richiesto al cervello durante le attività quotidiane, influenzando concentrazione, comfort visivo e benessere generale.

I risultati rappresentano una delle novità più rilevanti nel settore della salute visiva e delle neuroscienze applicate
alla qualità della visione, un tema sempre più centrale in un contesto caratterizzato da utilizzo intensivo di schermi
digitali e sovraccarico di stimoli visivi.

Studi ZEISS: come la sfocatura visiva aumenta il carico cognitivo

Per la prima volta, gli studi condotti dallo ZEISS Vision Science Lab dimostrano in modo oggettivo la relazione tra
nitidezza visiva e carico cognitivo.

Il primo studio ha analizzato il rapporto tra sfocatura indotta dalle lenti e sovraccarico cognitivo utilizzando sia misurazioni soggettive, come il protocollo NASA TLX, sia strumenti oggettivi come l’EEG, l’elettroencefalogramma.

Il secondo studio ha invece confrontato il livello di carico cognitivo durante l’utilizzo delle nuove lenti ZEISS ClearMind
rispetto alle lenti standard ZEISS. In questo caso sono stati presi in considerazione dati soggettivi e parametri fisiologici
come la frequenza del battito delle palpebre.

I risultati hanno evidenziato come le lenti ZEISS ClearMind siano in grado di ridurre il carico cognitivo grazie a una migliore gestione delle distorsioni periferiche e a una maggiore nitidezza visiva nelle aree chiave del campo visivo.

Cos’è il carico cognitivo e perché una visione nitida è importante

Il carico cognitivo rappresenta la quantità di risorse mentali necessarie per elaborare informazioni, prendere decisioni e svolgere attività quotidiane.

Gli esperti distinguono tre diverse tipologie di carico cognitivo: il carico intrinseco, legato alla complessità naturale delle informazioni; il carico estraneo, provocato da fattori che aumentano inutilmente lo sforzo mentale; e il carico pertinente,
utile all’apprendimento e all’elaborazione efficace delle informazioni.

Secondo ZEISS, la visione offuscata contribuisce soprattutto all’aumento del carico cognitivo estraneo. Quando
le immagini risultano poco nitide o distorte, il cervello deve lavorare più intensamente per interpretarle correttamente.

In un contesto quotidiano caratterizzato da dispositivi digitali, multitasking e continui stimoli visivi, anche una lieve
sfocatura può tradursi in maggiore affaticamento mentale e minore capacità di concentrazione.

ZEISS ClearMind: le nuove lenti studiate per ridurre il sovraccarico mentale

Le nuove evidenze neuroscientifiche hanno portato allo sviluppo del portafoglio ZEISS ClearMind, una linea di lenti per
uso quotidiano progettata per offrire una visione estremamente nitida e supportare il comfort cognitivo.

Alla base dell’innovazione si trova la tecnologia ZEISS NeurOptix, sviluppata per allineare le aree di nitidezza delle
lenti ai naturali movimenti oculari.

“Riducendo le distorsioni periferiche e ottimizzando la nitidezza visiva nelle aree fondamentali del comportamento visivo quotidiano, le lenti ZEISS ClearMind supportano l’elaborazione delle informazioni visive da parte del cervello, con
un impatto positivo sul carico cognitivo”, ha spiegato Fabio Briganti, Product Manager ZEISS Vision Care Italia.

La tecnologia è stata studiata per migliorare il comfort visivo durante lunghe giornate di lavoro al computer, attività digitali, guida e situazioni dinamiche che richiedono attenzione continua.

Neuroscienze e qualità della visione: il contributo degli esperti

Annalisa Bosco, professoressa e ricercatrice in Neuroscienze presso l’Università di Bologna, ha illustrato i risultati
ottenuti attraverso la tecnologia fNIRS, una tecnica non invasiva che misura l’ossigenazione corticale del cervello.

Gli esperimenti hanno dimostrato che anche un lieve degrado ottico può influenzare rapidamente l’elaborazione cerebrale
degli stimoli visivi, aumentando il lavoro richiesto alle aree corticali coinvolte nei compiti visuomotori.

Secondo la ricercatrice, una delle future frontiere delle neuroscienze sarà comprendere come il cervello sviluppi strategie adattive per gestire il carico cognitivo in presenza di informazioni sensoriali incerte o degradate.

Anche Rajat Agarwala, ricercatore senior presso l’Institute for Ophthalmic Research dell’Università di Tübingen, ha sottolineato come il cervello diventi particolarmente sensibile alla qualità delle informazioni visive durante attività cognitive impegnative.

Quando siamo coinvolti in compiti complessi come guidare, lavorare o utilizzare dispositivi digitali, anche piccole alterazioni visive possono aumentare significativamente lo sforzo mentale necessario per interpretare correttamente le immagini.

Lenti ZEISS ClearMind: i risultati dei test sui portatori

Il portafoglio ZEISS ClearMind comprende lenti monofocali, progressive e lenti a supporto accomodativo dedicate
all’utilizzo digitale quotidiano.

I test condotti sui consumatori hanno evidenziato risultati particolarmente positivi. Nel 96% dei casi i portatori hanno
dichiarato di percepire una visione estremamente nitida indossando le lenti ZEISS ClearMind.

Nove portatori su dieci hanno inoltre sperimentato una riduzione del carico cognitivo rispetto a una lente progressiva
standard ZEISS, mentre otto utenti su dieci hanno associato l’utilizzo delle lenti a una sensazione complessiva di
maggiore benessere.

Le evidenze scientifiche presentate al congresso VSS 2026 aprono così nuove prospettive nel rapporto tra salute visiva, neuroscienze e qualità della vita quotidiana, confermando quanto una visione nitida possa incidere concretamente sul
comfort mentale e sulle performance cognitive.