La mostra William G. Congdon alla Sormani

La mostra William G. Congdon alla Sormani

La biblioteca Sormani ospita una mostra dedicata all’artista americano William G. Congdon. Il gesto dell’Io. Inediti (salvati) della Collezione Rapetti, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa, in programma fino al 23 ottobre 2018.  In visione per la prima volta una selezione inedita di opere appartenenti alla collezione di Carlo Rapetti, che intrattenne con l’artista

La biblioteca Sormani ospita una mostra dedicata all’artista americano William G. Congdon. Il gesto dell’Io. Inediti (salvati) della Collezione Rapetti, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa, in programma fino al 23 ottobre 2018.  In visione per la prima volta una selezione inedita di opere appartenenti alla collezione di Carlo Rapetti, che intrattenne con l’artista un rapporto di collaborazione durante il periodo trascorso dal pittore nella Bassa milanese, a partire dagli Anni Ottanta fino alla morte.

La mostra curata da  Mario Cancelli, intende proporre spunti nonchè riflessioni per quanto riguarda approfondimenti critici e suggerire nuove chiavi di accesso alla lettura dell’opera integrale di William G. Congdon. Lo fa sopratutto proponendo una lettura “laica” della sua opera, in particolare dei dipinti religiosi, i crocefissi che sono secondo il curatore Cancelli, “rappresentanza” dell’io in quanto scoperta del corpo/psiche. Grazie a loro un vuoto è stato colmato (…).
La rassegna, che si snoda lungo lo Scalone monumentale della Biblioteca Sormani con ingresso da via Francesco Sforza 7, culmina all’ultimo piano con l’opera Estate 19, sintesi del percorso dell’artista ormai in possesso di un linguaggio originale in cui il dato oggettivo diventa soggettivo e la realtà viene rappresentata tra realtà e simbolismo.
In esposizione oltre i dipinti, documenti appartenenti all’artista messi a disposizione da The William G. Congdon Foundation, oltre a fotografie, lettere autografe di Jacques Maritain, Thomas Merton e Igor Stravinsky, nonchè diari e alcuni strumenti come spatola, pennello, pettine metallico, punteruolo, utilizzati per dipingere, e cataloghi e pubblicazioni dalle raccolte della Biblioteca. Un bel catalogo accompagna la mostra, edito da Silvana Editoriale.
Nato a Providence, Rhode Islan, nel 1912, Congdon si avvicina alla pittura dopo la tragica esperienza di autista volontario di ambulanza sui campi del secondo conflitto mondiale. Alla fine degli Anni Quaranta realizza le sue prime mostre presso la Betty Parsons Gallery come esponente della corrente degli Espressionisti Astratti con Rothko, Pollock, Barnett Newman, ed altri…
Durante il periodo trascorso nella Bassa milanese, a Gudo Gambaredo, Congdon raggiungerà la sua massima espressione artistica: qui si consolida il rapporto di amicizia e di collaborazione con Carlo Rapetti, che diventa suo assistente di studio fino alla morte, avvenuta nel 1988.
Orari della mostra: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00 – Sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.30. Chiuso domenica e festivi. Ingresso libero.

 

Giuseppe Lippoli

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