Una iniezione di dieci minuti due volte l’anno. Ocrelizumab sottocute è l’innovazione per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla e di quella primariamente progressiva. 

La nuova modalità di somministrazione ha lo stesso schema posologico dell’infusione endovenosa (ev). Che con 11 anni di esperienza clinica in termini di efficacia e sicurezza ha permesso il trattamento di oltre 350.000 pazienti a livello globale e 14.000 in Italia.

Una terapia più semplice e accessibile 

La nuova modalità di somministrazione sottocutanea di ocrelizumab, efficace e sicura come quella endovenosa, prevista ogni sei mesi, rende la terapia più semplice e accessibile alle persone con sclerosi multipla. Offrendo un risparmio di tempo non solo per i pazienti. Ma anche per caregiver e professionisti sanitari con un impatto positivo su tutto il percorso di cura”  dichiara Massimo Filippi, Presidente del Collegio dei Professori Ordinari di Neurologia,Direttore dell’Unità di Neurologia, del servizio di Neurofisiologia e dell’Unità di Neuroriabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. E Professore Ordinario di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.

La nuova modalità di somministrazione di ocrelizumab segna un ulteriore passo avanti nella semplificazione delle terapie. E nel miglioramento della qualità della vita per le persone con sclerosi multipla. Ocrelizumab sc è stato sviluppato, infatti, come opzione di trattamento alternativo all’infusione endovenosa. Al fine di adattare la somministrazione alle esigenze individuali delle persone con SM e degli operatori sanitari. 

Un vantaggio per le donne in età fertile 

La sclerosi multipla è una patologia che colpisce in prevalenza le donne. E spesso si manifesta proprio in quella fase della vita in cui si pianifica la costruzione di una famiglia.

Il trattamento sottocute migliora anche il percorso terapeutico delle donne con SM in gravidanza, permettendo un controllo efficace della malattia e una ripresa sicura della terapia nel periodo postpartum. 

“Per le donne con SM che desiderano affrontare una gravidanza, ocrelizumab rappresenta un importante opzione ad alta efficacia – dichiara Eleonora Cocco, Direttrice UOC Centro Regionale per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla Ospedale Binaghi, ASL Cagliari/Università di Cagliari, Professoressa ordinaria di Neurologia del Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica dell’Università di Cagliari –La terapia, infatti, consente di mantenere un efficace controllo della malattia anche nel periodo pre-concepimento. Riducendo al minimo i rischi per madre e bambino. Le evidenze scientifiche disponibili mostrano infatti che l’esposizione in utero o attraverso il latte materno non è associata a un aumento del rischio di esiti avversi di gravidanza. Permettendo l’utilizzo del farmaco anche durante l’allattamento a partire da pochi giorni dopo il parto. Ciò consente alle pazienti di affrontare con maggiore serenità la maternità. Conciliando il desiderio di famiglia con la necessità di mantenere un adeguato controllo della patologia”.

Stefania Lupi