Parte ufficialmente il programma di promozione della Strada Regia delle Calabrie, il progetto di valorizzazione turistica e culturale che punta a reinserire i borghi delle aree interne della Campania nei circuiti turistici nazionali e internazionali, attraverso un itinerario che collega storia, archeologia e paesaggio tra Campania, Basilicata e Calabria.
Il lancio è avvenuto alla Reggia di Portici con l’avvio del press tour che coinvolge giornalisti della stampa italiana ed estera, chiamati a visitare alcuni dei principali luoghi simbolo del percorso: il Parco Archeologico di Ercolano, l’Abbazia di Cava de’ Tirreni e, nel pomeriggio, la rievocazione storica del 1656 con circa 1500 figuranti in costume.
Maraio: «La Campania non è solo mare, ma un sistema di aree interne da valorizzare»
«La Regione Campania è una regione nella quale non esistono soltanto le fasce costiere e il mare straordinario – ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio – ma anche un’area interna ricchissima, dove si possono valorizzare tutti i turismi possibili: outdoor, esperienziale, gastronomico, sportivo e del benessere».
Maraio ha definito la Strada Regia delle Calabrie «un itinerario di straordinario valore storico, culturale e paesaggistico», sottolineando come il progetto si inserisca nella strategia regionale di ampliamento e qualificazione dell’offerta turistica, anche in vista dei grandi eventi internazionali dei prossimi anni, dall’America’s Cup alle iniziative legate alle eccellenze culturali ed enogastronomiche.
Strada Regia delle Calabrie: le fasi del progetto tra press tour, guida e dialogo istituzionale
Diverse le fasi previste per lo sviluppo dell’iniziativa: la prima è proprio il press tour in corso, cui seguirà la realizzazione di una guida dedicata e, successivamente, un percorso di dialogo istituzionale con le altre regioni coinvolte, in particolare Basilicata e Calabria.
«Avremo le prime due fasi progettuali con il coinvolgimento della stampa nazionale e internazionale, poi la pubblicazione di una guida e infine il dialogo con le altre Regioni», ha spiegato il vice presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania Franco Picarone, sottolineando la necessità di «mettere in rete questa grande infrastruttura culturale delle aree interne».
Borghi e aree interne della Campania al centro della valorizzazione turistica
Al centro del progetto anche il ruolo dei piccoli comuni e dei borghi. «Il 70% dei 550 comuni campani è rappresentato da realtà sotto i 5000 abitanti», ha ricordato il presidente nazionale di Archeoclub d’Italia Rosario Santanastasio, evidenziando come l’obiettivo sia «decentrare il turismo e valorizzare le aree interne», anche in vista di una crescita stimata del comparto turistico globale nei prossimi anni.
Per Santanastasio, la Strada Regia delle Calabrie rappresenta «un progetto che nasce per mettere in rete territori spesso marginalizzati, puntando su un turismo lento e sostenibile capace di generare economia e permanenza».
Duemiladuecento anni di storia: il percorso tra Campania, Basilicata e Calabria
Il progetto, secondo il referente Archeoclub per la valorizzazione dei borghi Luca Esposito, è il risultato di otto anni di studi e ricerche sul campo: «Mettiamo in rete 2200 anni di storia, 260 chilometri di percorso, 45 città e borghi, 15 antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province e 3 parchi nazionali».
Un lavoro di ricostruzione storica e cartografica che ha riportato alla luce antichi tracciati, taverne ottocentesche, tratti di basolato romano e percorsi del Grand Tour europeo, attraversati nei secoli da viaggiatori come Goethe e Byron.
Turismo lento e contrasto allo spopolamento: la fase operativa della Strada Regia delle Calabrie
L’iniziativa prevede ora la fase operativa di promozione internazionale e la costruzione di una rete istituzionale tra enti locali, regioni e associazioni di categoria, con l’obiettivo di trasformare la Strada Regia delle Calabrie in un itinerario stabile di turismo culturale e lento, capace di valorizzare i borghi e contrastare lo spopolamento delle aree interne.


