“Una Montagna di Formaggi“, undici storie di alpeggiatori, casari e stagionatori che tengono viva la montagna lombarda è il podcast lanciato dal Consorzio di Tutela.
Formaggi DOP di Valtellina protagonisti di un grande racconto multimediale
Debutta oggi, 20 maggio 2026, il progetto editoriale “Una Montagna di Formaggi – Valtellina Casera e Bitto: Storie di DOP”, un ebook e podcast gratuiti che raccontano due tra le eccellenze casearie più identitarie dell’arco alpino lombardo. Presentato a Milano dal Consorzio per la Tutela dei Formaggi DOP Valtellina Casera e Bitto, il progetto è disponibile da oggi sulle principali piattaforme di streaming: Spotify, Apple Podcasts, YouTube e Amazon Music.
Una filiera da 16 milioni di euro che presidia la montagna
Bitto e Valtellina Casera non sono soltanto formaggi: rappresentano il secondo comparto agroalimentare DOP della Valtellina dopo la Bresaola IGP, con un valore alla produzione di 16,3 milioni di euro (+2,78%) e 248.946 forme marchiate. I due prodotti coprono circa il 30% dell’economia lattiero-casearia della provincia di Sondrio, coinvolgendo 120 produttori di materia prima e 71 tra caseifici e stagionatori.
Come sottolinea il presidente del Consorzio Marco Deghi, senza alpeggiatori e trasformazione locale verrebbe meno un presidio essenziale delle aree montane: chi produce questi formaggi è, prima di tutto, custode attivo del paesaggio alpino e garante della biodiversità dei pascoli.
Bitto e Valtellina Casera: due formaggi, due anime diverse
Il Bitto è un formaggio perenne, prodotto esclusivamente in alpeggio d’estate tra i 1.400 e i 2.300 metri, con due mungiture giornaliere e lavorazione immediata sul posto. Raro e autentico, può invecchiare fino a dieci anni: nell’estate 2025 ne sono state prodotte 12.857 forme da 45 produttori.
Il Valtellina Casera, semigrasso di latteria prodotto tutto l’anno, cresce invece in modo costante: oltre 236.000 forme marchiate nel 2025 (+6,7%) e un ulteriore +10% nei primi quattro mesi del 2026. È anche l’ingrediente protagonista dei Pizzoccheri, il piatto simbolo della Valtellina di recente apprezzato anche dal New York Times.
Undici storie vere: alpeggiatori, casari e stagionatori si raccontano
Il podcast — cinque episodi, uno a settimana a partire da oggi — è scritto dal giornalista Eugenio Signoroni e ideato da Marco Bolasco, con la produzione di Piano P, la prima piattaforma italiana di podcast giornalistici.
Le tredici voci che compongono il racconto vanno da Davide Codazzi, allevatore-casaro di Moda Vegia con 264.000 follower su Instagram, che ha trasformato la vita d’alpeggio in un racconto social autentico, alla famiglia Grassi — Claudio, Dante e Loretta — che porta avanti oltre cinquant’anni di tradizione del Bitto.
C’è Paolo Ciapponi, stagionatore storico di Morbegno con cantine-labirinto dove il Bitto invecchia fino a dieci anni, e Viola Vanini di La Fiorida, che ha realizzato il sogno del padre: una stalla con 21 mq per mucca, tra le migliori best practice di benessere animale in Europa.
E ancora Cristina Gusmeroli, vincitrice del primo premio alla Mostra del Bitto 2024, che porta avanti la passione del padre dai suoi 15 anni.
Dove ascoltare e scaricare gratuitamente il podcast e l’ebook
L’ebook e il podcast “Una Montagna di Formaggi” sono scaricabili e ascoltabili gratuitamente su Spotify, Apple Podcasts, YouTube e Amazon Music. I nuovi episodi usciranno ogni settimana.
L’ebook sarà disponibile anche sul sito ufficiale del Consorzio all’indirizzo www.ctcb.it.
Il progetto è realizzato da Topic su idea di INC – PR Agency – Content First, con fotografie di Phil Gale, Roberto Ganassa e Andrea Gherardi.



