Il clima ancora mite può far pensare che l’influenza sia lontana, ma la prevenzione non segue il termometro.
Con l’avvio della campagna vaccinale, medici e associazioni richiamano l’attenzione soprattutto su anziani, bambini, persone fragili e pazienti con malattie respiratorie croniche.
L’influenza 2026 può sembrare ancora distante, complice un autunno caratterizzato da temperature tutt’altro che rigide. Ma proprio il clima mite rischia di alimentare una falsa sensazione di sicurezza. La stagione delle infezioni respiratorie è infatti già iniziata e non è necessario aspettare l’arrivo del freddo o il picco dei contagi per programmare la vaccinazione antinfluenzale.
Il messaggio che arriva dagli specialisti è chiaro: la partenza della stagione influenzale potrebbe essere più tardiva, ma questo non significa che l’influenza debba essere sottovalutata.
Influenza 2026: il caldo non significa che il rischio sia lontano
La circolazione dei virus respiratori segue dinamiche complesse e non dipende esclusivamente dalle temperature. Nei prossimi mesi influenza, SARS-CoV-2, virus respiratorio sinciziale e altri agenti infettivi potranno circolare contemporaneamente, creando uno scenario epidemiologico variabile.
Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell’Osservatorio VirusRespiratori, il clima potrebbe effettivamente contribuire a spostare più avanti l’inizio della vera stagione influenzale. Ma questo non deve diventare un motivo per rimandare la prevenzione.
Già in questa fase, infatti, possono essere presenti diverse infezioni respiratorie con sintomi simili a quelli dell’influenza. Inoltre, tempistica e intensità della stagione possono cambiare rapidamente.
In altre parole, aspettare il primo vero freddo per vaccinarsi non rappresenta una strategia di prevenzione.
Quando fare il vaccino antinfluenzale? La prevenzione parte adesso
Una delle domande più frequenti riguarda proprio il momento migliore per effettuare la vaccinazione antinfluenzale.
L’obiettivo della campagna è arrivare preparati alla fase in cui la circolazione del virus aumenterà. Per questo la vaccinazione viene programmata prima del picco stagionale e non quando l’influenza è già ampiamente diffusa.
Il principio è particolarmente importante per le persone considerate più vulnerabili: anziani, soggetti fragili e persone che convivono con patologie croniche possono infatti essere maggiormente esposti alle complicanze delle infezioni respiratorie.
La scelta del momento preciso e l’eventuale necessità di vaccinazioni aggiuntive devono naturalmente essere valutate sulla base delle indicazioni sanitarie e del proprio quadro personale, confrontandosi con il medico.
Influenza e malattie respiratorie: perché la prevenzione è importante
Per chi soffre di una patologia respiratoria cronica, l’influenza non è necessariamente un semplice episodio passeggero.
Un’infezione virale può infatti favorire una riacutizzazione della malattia respiratoria, peggiorare i sintomi e, nei casi più complessi, rendere necessario il ricovero ospedaliero.
L’attenzione riguarda in particolare le persone con BPCO, asma e altre patologie respiratorie croniche, ma anche pazienti con fibrosi, bronchiectasie e alcune condizioni oncologiche.
Enrica Intini, responsabile del Gruppo di studio Patologie Infettive Respiratorie e Tubercolosi di AIPO-ITS/ETS, sottolinea proprio l’importanza di intervenire sul fronte della prevenzione prima che l’infezione possa compromettere un equilibrio clinico già fragile.
La vaccinazione, in questo contesto, diventa quindi uno degli strumenti disponibili per ridurre il rischio legato all’influenza.
Vaccino antinfluenzale per i bambini: proteggere loro significa proteggere anche la famiglia
La prevenzione non riguarda soltanto gli adulti e gli anziani. Anche i bambini possono avere un ruolo importante nella diffusione dell’influenza, soprattutto per la frequenza dei contatti a scuola, in famiglia e negli ambienti di socializzazione.
Ridurre il rischio di influenza nei più piccoli significa quindi agire su due fronti: proteggerli dalle conseguenze dell’infezione e contribuire a limitare la trasmissione del virus alle persone con cui entrano quotidianamente in contatto.
Tra queste ci sono anche nonni e familiari fragili.
Secondo Michele Miraglia Del Giudice, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e past president SIAIP, la vaccinazione pediatrica rappresenta uno strumento di prevenzione importante e può essere presa in considerazione già a partire dai 6 mesi di vita, secondo le indicazioni previste per età e condizioni individuali.
Per le famiglie, il consiglio è dunque di parlarne per tempo con il pediatra, senza attendere che la circolazione dell’influenza raggiunga livelli elevati.
Anziani e persone fragili, attenzione alle complicanze
Per una persona sana, l’influenza può spesso risolversi senza conseguenze rilevanti. Ma il quadro può cambiare quando l’infezione interessa un soggetto anziano, immunologicamente fragile o affetto da una patologia cronica.
In questi casi un’infezione respiratoria può mettere sotto pressione un organismo già compromesso e aggravare condizioni preesistenti.
È proprio per questo che la vaccinazione antinfluenzale degli anziani e delle persone fragili rappresenta uno dei punti centrali della prevenzione stagionale.
Mario Picozza, presidente di FederAsma e Allergie ODV, richiama inoltre l’attenzione sulle persone che convivono con asma, allergie respiratorie e altre patologie croniche, per le quali un’infezione può avere un impatto significativo sull’equilibrio di salute raggiunto.
L’invito è quindi a informarsi per tempo, rivolgersi al proprio medico e seguire le indicazioni previste per la propria situazione.
Influenza, Covid e RSV: l’autunno porta una stagione respiratoria complessa
La stagione 2026 non riguarda soltanto l’influenza.
Nei mesi più freddi continueranno a essere monitorati anche Covid-19, virus respiratorio sinciziale (RSV) e gli altri virus respiratori stagionali. La contemporanea circolazione di più agenti infettivi rende particolarmente importante distinguere la prevenzione dalla semplice attesa dei sintomi.
Il quadro epidemiologico sarà più chiaro con il passare delle settimane e dipenderà da diversi fattori, compreso l’andamento meteorologico e la diffusione dei singoli virus.
Per questo, al momento, è più corretto parlare di prudenza e preparazione, piuttosto che di allarme.
Il messaggio degli esperti: non aspettare il picco dell’influenza
Il clima può ancora ricordare l’estate, ma la prevenzione della stagione respiratoria è già entrata nel vivo.
Il punto non è prevedere oggi quanto sarà intensa l’influenza 2026, ma arrivare preparati alla fase di maggiore circolazione virale. Per anziani, persone fragili, bambini e pazienti con patologie croniche, il confronto con il proprio medico può aiutare a stabilire quali misure preventive siano indicate.
Il freddo può aspettare. La prevenzione, invece, va programmata per tempo.
L’Osservatorio VirusRespiratori continuerà a monitorare nel corso della stagione l’andamento di influenza, Covid-19, RSV e delle principali infezioni respiratorie, fornendo aggiornamenti e informazioni sulla prevenzione.


